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Berlusconi e la giornata dei fischi

Autore: . Data: mercoledì, 1 luglio 2009Commenti (0)

Silenziate dalla televisione, sottovalutate da molti quotidiani, le contestazioni di ieri al Cavaliere mostrano un’immagine in declino tenuta in piedi dalla propaganda.

berlusconiIeri mattina il premier era a Napoli per presenziare ad una cerimonia della Confidustria al teatro San Carlo nella quale si premiavano alcuni napoletani famosi nel mondo. A pochi metri dall’ingresso del politeama, nella Galleria Umberto Primo, un presidio della Cgil aspettava il Cavaliere. Col sindacato una rappresentanza di lavoratori dell’Atitech, una delle aziende dell’ex Alitalia da tempo abbandonata a se stessa, un gruppo di dipendenti della Tirrenia in crisi e numerosi disoccupati organizzati.

Lo hanno accolto al grido di “buffone, buffone” e, secondo quanto ha dichiarato Federico Libertino, segretario regionale della Cgil, i numerosi agenti a presidio del San Carlo “hanno caricato alcuni militanti dell’organizzazione che tentavano di esporre uno striscione dell’Atitech”. I dirigenti della Cgil hanno anche raccontato di essere stati “raggiunti da colpi di manganello e perentoriamente ricacciati indietro di alcuni metri”.

Quali sono le condizioni di vita degli operai  dei senza lavoro che hanno protestato contro il presidente del Consiglio.

Atitech: dopo l’ingloriosa operazione Alitalia voluta da Berlusconi, 778 persone sono in cassa integrazione dal novembre 2008. Di loro 658 si occupavano della manutenzione degli aeromobili  (una specializzazione tra le migliori al mondo) e 120 facevano parte dell’indotto diretto. Al momento non si immagna nulla del loro futuro. C’è una proposta di acquisto da parte della cordata guidata dal presidente dell’Unione industriali di Napoli Giovanni Lettieri alla quale la Fit Cgil ha opposto parere negativo perchè “la cordata guidata da Lettieri prevede il coinvolgimento di quest’ultimo attraverso una società finanziaria, la Iesmed”, “le società coinvolte non garantiscono la solidità finanziaria e di esperienza richiesta dai sindacati e necessaria all’azienda (Filt Cgil auspica il coinvolgimento di un partner internazionale)”.

Secondo la Filt “la newco proposta dal Governo prevedeva il coinvolgimento nell’assetto societario di Fintecna (sparita nelle proposte successive), Cai (presente con la quota irrisoria del 15 per cento) e Finmeccanica (al 14 per cento). La proposta avanzata prevede il 50 per cento degli esuberi (laddove il sindacato chiede il mantenimento dei livelli occupazionali e salariali)”.

A sostegno dell’Atitech è intervenuta la Regione che ha provveduto all’acquisto di un nuovo hangar. Filt Cgil ha chiesto il coinvolgimento diretto della Giunta regionale sul futuro dell’azienda e un nuovo tavolo di concertazione in cui siano avanzate proposte concrete sul futuro dell’azienda partenopea tuttora attiva e competitiva e coinvolta nell’acquisizione di commesse conto terzi con aziende internazionali.

Tirrenia: se non saranno al più presto erogati i 46 milioni di euro previsti dalla finanziaria 2009, la compagnia di navigazione subirà un taglio di linee e di posti di lavoro. L’ultimo decreto ministeriale prevedeva lo scorporo regionale che non è stato ancora realizzato.

A parere della Filt Cgil, l’azienda, che è a rischio di vendita, vive una situazione drammatica, dovuta alla mancanza di decisione da parte del Governo. Il sindacato vede a rischio un patrimonio di professionalità che è concentrato all”80 per cento in Campania.

La Cgil denuncia la disattenzione della politica locale verso il comparto marittimo ed ha chiesto di poter dicutere in modo serio la discussione sul processo di privatizzazione, sui modi per fronteggiare la crisi e sul trasferimento delle competenze che riguardano i collegamenti con le isole minori alle Regioni.

Il sindacato ha sottolineato anche la mancanza di ammortizzatori per i lavoratori marittimi, all’85 per cento inquadrati con un contratto a tempo e quindi precari e la mancata attuazione di strumenti che garantiscano l’occupabilità di lavoratori del territorio nel settore. La Filt Cgil ha denunciato Il fenomeno del precariato, ormai endemico, favoredo gli interessi degli armatori, che continuano ad avere agevolazioni fiscali senza essere vincolati all’assunzione di personale in loco.

Disoccupati: organizzati nel “Coordinamento di lotta per il lavoro” e in altre sigle, partecipano al “Progetto Isola”, un’iniziativa nata come occasione per la formazione per 3500 lavoratori. Secondo i manifestanti, da molte settimane in agitazione, deve portare a posti di lavoro stabili. Gino Monteleone, tra i leader della protesta di ieri, ha detto: “Chiediamo un incontro con Berlusconi, questo governo si spende tanto a favore delle proteste in Iran, ma qui intanto attua politiche repressive nei confronti di disoccupati e precari. Già da questo mese – ha concluso – quattromila famiglie dei lavoratori del ‘Progetto Isola’ sono rimaste senza compensi economici, vogliamo sapere che intenzioni ha il governo”.

La reazione del presidente del Consiglio alle contestazioni è stata sprezzante: “Li sentite? – ha detto – Sono organizzati dalla sinistra”. Poi ha insistito: “Abbiamo, ahimè, questa sinistra che si dovrebbe vergognare, e che in effetti è la nemica del Paese”. Poi ha concluso: “Purtroppo all’ingresso c’era una manifestazione organizzata, mi dicono dalla Cgil che manda le solite 15-50 persone a scaricarmi addosso tutti gli improperi inammaginabili. Domani i giornali titoleranno: ‘Berlusconi fischiato a Napolì’. Ma io so che la Napoli vera non è quella di questi ragazzotti fuori ma siete voi”

Il premier durante la cerimonia di premiazione non ha evitato le tradizionali cadute di gusto. All’amministratore delegato di Bulgari, Francesco Trapani, ha detto: “Vedendo i vostri gioielli mi è venuto un dubbio e mi sono chiesto: ma lei cosa regala alle sue fidanzate?”. Poi mentre consegnava un riconoscimento ad una vincitrice ha aggiunto: “Ieri sera, alla cena in Prefettura, mi ha strizzato la mano e io ‘gli’ ho chiesto se avesse un fidanzato e in quel caso di essere più delicata…”. Quando sul palco è salito il fisico Alessandro Bombardi ha continuato: “Lei deve fare un pò di esercizio, perchè non ha un gran fisico professore…”. Si è rivolto ad Antonio Giordano, direttore dello ‘Sbarro institute for cancer and molecular medicine of Philadelphia’ in questo modo: “È terribile ieri sera ha cercato di strapparmi un finanziamento… non è detto che non ci sia riuscito. Credo che sia assolutamente importante dare un sostegno alla ricerca sul male del secolo. Gli faccio tantissimi complimenti. è molto bello che chi come lui ha una faccia da scugnizzo è in giro per il mondo a fare cose molto serie”.

Poi andando via da Napoli ha annunciato di essere in partenza per Viareggio, dove avrebbe “preso in mano la situazione” dopo il tragico incidente ferroviario che ha causato 14 morti.

Giunto nel pomeriggio nella cittadina toscana il premier è stato accolto dagli applausi dei sostenitori, ma anche fischi e urla. Appena il presidente del Consiglio è arrivato nella sede del Comune di Viareggio alcune centinaia di persone lo hanno fischiato, urlando ripetutamente “buffone”.

Contestazoni anche durante il sopralluogo nella zone degli edifici crollati in seguito all’esplosione della notte scorsa. Quando il premier è uscito dall’auto è partita una salva di fischi da un gruppo di contestatori, che sono stati poi allontanati.

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