Attacco all’aborto
La Camera approva mozioni contro l’aborto, se inteso strumento di controllo demografico. Una nuova discriminazione contro le donne.
Sì dell’Aula della Camera alle mozioni di maggioranza ed opposizione sulle iniziative per contrastare l’uso dell’aborto come strumento di controllo demografico. I testi approvati dall’Assemblea impegnano il governo a proporre all’Assemblea generale delle Nazioni Unite una risoluzione che condanni l’uso dell’aborto come strumento di controllo demografico ed affermi il diritto di ogni donna a non essere costretta ad abortire.
Questo il testo: “La Camera impegna il governo a promuovere – ricercando a tal fine il necessario consenso alla presentazione – una risoluzione delle Nazioni Unite che condanni l’uso dell’aborto come strumento di controllo demografico ed affermi il diritto di ogni donna a non essere costretta ad abortire, favorendo politiche che aiutino a rimuovere le cause economiche e sociali dell’aborto”.
Il Pd si è incredibilmente astenuto e la teocon Paola Binetti ed altri esponenti dello stesso gruppo hanno votato a favore. Le mozioni di Udc, Lega e Pdl sonos ate approvate, mentre è stata bocciata la mozione dell’Idv come le parti delle mozioni dei Radicali e del Pd che andavano oltre l’impegno su cui il governo ha reso parere favorevole.
La gravità della decisione della Camera è immensa, perchè tende a definire le donne che fanno ricorso all’interuzione della gravidanza come soggetti ‘colpevoli’. L’aborto, già traumatico, diventa n comportamento ‘antisociale’, da ‘contrastare’. Inoltre la scelta di non avere figli deve essere considerata libera e legittima ed appare demagogico il richiamo alla rimozione delle “cause economiche e sociali dell’aborto”, specialmente in un Parlamento che ha di recente approvato norme che discriminano gli stranieri e tra loro in particolare le donne, le più deboli tra loro.
Rocco Buttiglione, presidente dell’Udc ed autore della mozione ha dichiarato: “Siamo tutti d’accordo che l’aborto è comunque un male, ma ci dividiamo sempre tra chi è per la vita e chi è per la scelta. È ora di contrastare tutti insieme chi nel mondo è sia contro la vita sia contro la scelta”, mostrando con le sue parole di non rispettare il diritto di scelta di chi la pensa direttamente da lui.
Il voler far prevalere, a tutti i costi, le culture religiose sulla morale laica, riporta il Paese a decenni fa.
Altrettanto gravi le parole di Livia Turco, del Pd: “L’aborto è sempre un dramma e mai un diritto questo è ciò che hanno sempre detto e dicono le donne. Per questo, in nome della dignità femminile, non possiamo che combattere strenuamente tutte le politiche di controllo delle nascite imposte attraverso l’aborto. Non si possono fare politiche di contenimento delle nascite costringendo le donne ad abortire”. Evidentemente la parlamentare del Pd ignora i drammi che questa posizione produce nei Paesi nei quali l’aborto non è considerato un diritto e le miglia di donne morte in Italia prima dell’aprovazione della legge che lo aurorizza.
Mentre in Italia la ‘coalizione contro le donne’ unisce destra e sinistra, in Spagna il ‘Consejo General del Poder Judicial’ (CGPJ), ha respinto le accuse di incostituzionalità contro la legge proposta dal governo Zapatero, che riforma le norme sull’interruzione di gravidanza.
Con la nuova legge l’aborto diventerà ‘il diritto’ a scegliere liberamente la maternità e non una concessione fatta alla donna da medici o giudici, come stabisce la legge in vigore varata nel 1985. Basterà aver compiuto 16 anni per poter decidere da sole, entro le 14 settimane di gestazione, di non volere aver un figlio.
Le critiche di incostituzionalità avevano riguardato proprio l”eta, perchè si contestava la libertà di scelta incondizionata per le donne dai 16 ai 18 anni senza autorizzazione delle famiglie. Il CGPJ ha considerato anche “le giovani fra i 16 e i 18 anni sufficientemente mature per decidere in piena autonomia l’interruzione volontaria della gravidanza”.


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