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Assofer e la tragedia di Viareggio

Autore: barbera. Data: giovedì, 2 luglio 2009Commenti (0)

L’associazione degli operatori del trasporto merci hanno commentato il disastro ferroviario che ha causato 16 morti.

viareggioAssofer ha ha dichiarato ieri che “dando la sua totale collaborazione e disponibilità alle Istituzioni, auspica che sia fatta luce in tempi brevi su ciò che ha provocato tale disastro. Nonostante la tragicità degli eventi, si sottolinea come quella ferroviaria continui ad essere tuttavia la modalità di trasporto merci più sicura. L’auspicio -ha proseguito- è quello di vedere in tempi brevi accertata in modo chiaro ed inequivocabile le dinamiche e le cause che hanno portato a questo disastro. In tal senso si condividono le varie sollecitazioni giunte da più parti di una verifica approfondita dell’attuale gestione del sistema del trasporto merci ferroviario, e della sua sicurezza. In tal senso Assofer, unica Associazione rappresentativa delle competenze tecnico-ferroviarie nonchè di tutte le Categorie di Operatori Ferroviari, fin da ieri ha ufficializzato la sua totale collaborazione e disponibilità alle Istituzioni preposte”.

L’associazione ha sottolineanto che “da anni pone a tutte le Istituzioni interessate il problema merci, non ultimo con una piattaforma condivisa di rilancio del sistema Cargo Ferroviario messo a punto con Confetra, in cui Assoferr con altre Associazioni di settore con interessi nel ferroviario fanno sintesi per rivendicare la necessità di un ridisegno globale del sistema merci in Italia.Ciò detto, pur di fronte alla gravità dell’evento di Viareggio, è d’obbligo sottolineare – non solo per dati statistici – come il trasporto ferroviario delle merci continui ad essere la modalità di trasporto più sicura”.

Gli operatori del trasporto merci ferroviario hanno quindi insistito: “I momenti gravi richiedono grande senso di responsabilità: occorre quindi evitare che la comprensibile reazione del momento sfoci in atteggiamenti e dichiarazioni assolutamente fuor di realtà. Cosa che oltretutto danneggerebbe ciò che di buono è stato fatto fino oggi, e che nulla ha a che vedere con le cause scatenanti l’incidente. Occorre quindi continuare a credere concretamente e fattivamente in questa modalità di trasporto”.

Assofer ha ritenuto che si è parlato fin troppo “in queste ore di normativa, sia per quanto riguarda la sottostruttura del carro – quindi quella più interessata alla circolazione ferroviaria – che della sovrastruttura nel caso delle merci pericolose. Dobbiamo ricordare che le norme che regolano il trasporto ferroviario non nascono oggi ma sono frutto di anni di esperienza tecnica di tutto il settore e sono di emanazione internazionale. Il quadro normativo con la presa in carico dell’Unione Europea rispetto alle vecchie amministrazioni ferroviarie statali sta evolvendo proprio verso soluzioni sempre più condivise in termini di maggiore sicurezza”.

Nello specifico l’Associazione ha lamentato “l’estremo ritardo con cui il nostro Paese recepisce la normativa aggiornata”, citando a titolo d’esempio il mancato recepimento da parte del Parlamento Italiano della COTIF 1999 (Convenzione Internazionale per il trasporto ferroviario – Protocollo di Vilnius 1999 e relativi allegati tecnici) “che provoca a cascata una serie di conseguenze negative sul piano dell’interpretazione e della certezza delle normative. Considerato che il sistema ferroviario italiano è parte integrante del sistema europeo sarebbero deleterie iniziative limitate al solo contesto italiano. Auspichiamo pertanto – ha concluso Assofer – un coinvolgimento di tutte le parti, sia in ambito nazionale che europeo, che verifichi gli standard di sicurezza e definisca in maniera inequivocabile ruoli e responsabilità dei diversi attori coinvolti nel trasporto ferroviario merci”.

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