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Alitalia – Cai potrebbe essere già nella palude

Autore: . Data: martedì, 28 luglio 2009Commenti (0)

Si susseguono voci su una crisi della ordata degli “eroi” di Berlusconi, mentre scoppia la crisi Atitech.

alitalia-6-gennaioLa Compagnia aerea potrebbe aver accumulato in pochi mesi un passivo pesante, che alcune indiscrezioni di stampa indicano in oltre 500 miloni di euro. La conseguenza sarebbe un profondo malumore tra gli azionisti ed in particolare di Air France. La società smentisce, ma alcuni indicatori mostrano problemi gestionali di non poco conto. Innanzi tutto i ritardi: la puntualità dei voli si ferma al 70 per cento nella media, ovvero aereo su tre, mentre all’aeroporto di Fiumicino il dato precipita al 56 per cento, lì quasi la metà degli imbarchi avviene fuori tempo massimo.

Alcuni sostengono che la debacle sia da addebitarsi ai servizi aeroportuali della capitale, ma alcune voci provenenti dal personale segnalano problemi relativi alla gestione degli equipaggi, alla piccola manutenzione (cambio gomme, schermi televisivi, agibilità delle toilettes), a difficolà persino nell’approvigionamento del cibo e dell’acqua.

In un comunicato, ieri, il sindacato Sdl faceva notare che la “riduzione nel medio raggio (Italia-Europa-Medio Oriente) in parte compensata però dalle sinergie messe in atto tra Alitalia ed AirOne, ed una fortissima riduzione dei voli intercontinentali” sono fin dall’inizio della tormentata vicenda della cessione alla ‘ex cordatata patriottica’ elementi di debolezza del piano industriale messo in piedi da Colaninno e Sabelli.

Per il sindacato “invece di aumentare l’attività nel settore Intercontinentale dove maggiore è la redditività e minore la concorrenza, si è scelto di depotenziarlo al massimo e privilegiare il Medio Raggio, soggetto alla concorrenza non solo dei grandi e dei medi vettori, ma anche delle agguerritissime e “poco regolate” low cost: a nostro avviso un vero suicidio industriale”.

La sigla sindacale, che non ha accettato gli accordi firmati dalle altre sigle, ha sostenuto poi che “anche la questione Milano/Roma ha prodotto il peggiore dei risultati. Si sta regalando il mercato del Nord ai tedeschi e non si è sviluppato neanche il nodo intercontinentale di Roma. Cosa diversa sarebbe stata un’alleanza (con Air France, con Lufthansa o con altro importante vettore) con l’impegno di sviluppare uno dei due grandi aeroporti italiani e/o decidendo preventivamente le destinazioni sulle quali Alitalia avrebbe avuto un contributo di passeggeri anche dall’alleato. Così si stanno invece regalando passeggeri che volano intercontinentale da una parte ai tedeschi (Lombardia e nord) e dall’altra ai francesi (gran parte del centro sud e parte del nord)”.

Colaninno smentisce con vigore, ma i rumors sull’arrivo di un sostituto di Sabelli in arrivo sono molti. Sembra che i soci non vogliano aderire ad un aumento di capitale ed inoltre la banca che ha in gran parte finanziato e voluto l’operazione, Intesa-San Paolo, vedrebbe al suo interno uno scontro tra  l’amministrato delegato, Passera e il direttore del Corporate, Micciché.

Sdl, a conclusione della sua dichiarazione, ha detto: “Il quadro generale relativo ad Alitalia sta rapidamente cambiando, che nessuno faccia finta di nulla” ed il fatto risulta credibile.

Nello tesso tempo se non ci saranno novità significative relative al processo di compravendita di Atitech, a partire da venerdì prossimo, 31 luglio, l’azienda verrà chiusa. È quanto hanno detto i vertici dell’azienda in mattinata in un incontro Cgil, Cisl, Uil, Ugl e Sdl intercategoriale, secondo quanto riferito dai sindacati.

“L’azienda – si legge in una nota congiunta delle organizzazioni sindacali – ha comunicato che per la drammatica situazione economica finanziaria venutasi a creare, non possono essere garantiti gli stipendi di luglio ai dipendenti. La situazione venutasi a creare in alcun modo può incidere in maniera cosi devastante sui 700 lavoratori che da un anno già stanno attraversando il calvario della cassa integrazione straordinaria, ragion per cui – prosegue la nota – verranno messe in campo tutte le iniziative atte a scongiurare questo assurdo scempio”.

Per questi motivi, i sindacati chiedono “un tempestivo intervento del governo e delle istituzioni locali affinchè vengano garantiti gli stipendi ai lavoratori e che si definisca improrogabilmente il nuovo asset industriale, condizione imprescindibile circa il futuro aziendale”. “In assenza di risposte certe e tangibili – hanno concluso le cinque sigle sindacali – tutte le istituzioni preposte si assumeranno le responsabilità delle pesanti ricadute che verranno determinate dalle inevitabili iniziative di lotta che hanno già avuto inizio da stamattina (ieri, ndr) con il blocco di tutto il settore aeroportuale”.

I media, che sono stati prodighi di notizie spesso inesatte durante la srammatica vicenda che ha portato alla cessione di Alitalia a Cai, oggi sono del tutto disinteressati ad informare l’opinione pubblica sulle consegenze dell’operazione voluta in prima persona dal presidente del Consiglio. Non si deve dimenticare che oltre diecimila lavoratori sono stati sacrificati nel presunto ‘salvataggio’ ed i contribuenti si sono accollati quasi tre miliari di euro di debiti prodotti da anni di gestione ‘politica’ della Compagnia. Sarebbe ingiustificabile trovarsi di fronte ad una crisi a meno di un anno di attività.

Infine per i cassintegrati la vita è sempre più difficile. Le difficoltà di cassa producono costanti ritardi nell’erogazione della cigs. Alcuni giorni fa una dipendente ha scritto una lettera a ‘Il Messaggero’: “Che bella vita! Sono qui davanti al computer come ogni mese cercando di collegarmi col sito Inps per vedere comparire la mia cassa integrazione, sempre in ritardo, siamo al 21 luglio ancora deve comparire quella di giugno, la burocrazia…….ma l’ansia, la preoccupazione ci sta logorando ogni mese di piu, chissà se il Presidente Berlusconi quando ha deciso di “salvare” Alitalia con i suoi amici di cordata patriottica o di “merende” l’ha mai pensato questo!!!????

Ogni mese io e 6000 altre persone, pagate per “non fare niente” a cui è stato scippato un lavoro che ci gratificava e di cui andavamo fieri, attendiamo come fosse un’elemosina quello che ci è stato “generosamente elargito”, che arriva sempre in ritardo, per colpa di errori, di leggerezze, di inefficienze di chi della vecchia Alitalia deve mandare i files con i conteggi all’inps, ogni mese un problema, e ritardi a non finire.

E’ vita questa? Mandati in pensione anticipata senza volerlo, ancora “giovani” e per di più dovendo ogni mese fare i conti con un sussidio che è puntualmente in ritardo. I mutui, le bollette e tutto il resto non aspettano e stiamo pagando interessi passivi alle banche….. Siamo veramente sfiniti, esauriti!! Puniti per colpe non nostre ora vorremmo solo un po di serenità e visto che altri lavori a 40-50 anni è difficilissimo trovarli, chiediamo almeno regolarità nei pagamenti della cigs e non dover combattere ogni mese. Grazie per l’attenzione di chi vorrà pubblicarci, leggerci e ascoltarci. Alex cassaintegrata Alitalia (+altri 6000)”.

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