Alitalia-Cai: fuori altri 486 lavoratori
Gli “eroi” di Berlusconi potrebbero non rinnovare centinaia di contratti a termine.
Contratto in scadenza, a giorni, per 468 lavoratori di Alitalia. E per 152 non ci sarà rinnovo: fra questi ci sono 72 del settore manutenzione (47 di Alitalia e 25 di Airone) e 67 dell’area staff (54 Alitalia e 13 Airone). I 468 lavoratori, che in Alitalia avevano il contratto a tempo indeterminato, erano stati assunti dalla nuova proprietà Cai, il 12 gennaio scorso, con un contratto di sei mesi.
Per 280 di loro, l’azienda sta valutando a quanti prorogarlo e a quanti trasformarlo a tempo indeterminato. I dipendenti del call center a cui scade il contratto saranno assunti a tempo indeterminato ma part time.
Nell’incontro con l’azienda sulla scadenza dei contratti a termine, Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugl Trasporti hanno chiesto di gestire questo processo “senza ulteriori traumi sociali, anche con una proroga delle unità considerate in uscita, con eccezione per eventuali volontari”. L’azienda si è riservata una valutazione, attesa entro oggi.
Fra i 152 (106 in Alitalia e 46 in Airone) oltre ai 72 della manutenzione e ai 67 dell’area staff (amministrativi, addetti ad acquisti, finanza e controllo, risorse umane, operazioni) ci sono 10 del commerciale (tutti di Alitalia) e 3 dei servizi di terra (2 di Alitalia e 1 di Airone).
In questo periodo di maggior traffico turistico, la proroga dei contratti “può contribuire a ridurre i disservizi di cui l’azienda sta soffrendo e portare più efficienza” ha spiegato il segretario nazionale per il trasporto aereo della Fit Cisl Claudio Genovesi secondo cui Alitalia “è assolutamente carente dal punto di vista organizzativo” perchè “non sa gestire la pianificazione e la programmazione di tutte le operazioni”.
Nella riorganizzazione della nuova Alitalia, è prevista – tra l’altro – la riduzione della struttura vendite che passa da 193 a 145 unità. Le eccedenze – per le quali l’azienda si è impegnata alla riconversione professionale per la ricollocazione – sono state individuate in tutta Italia: 5 a Bologna, 3 a Venezia, 7 a Milano, 7 a Torino, 3 a Firenze, 10 a Roma, 1 a Napoli, 3 a Catania, 1 a Cagliari.
I sindacati, nonostante fosse chiaro fin dall’inizio che il piano organizzativo ed industriale di Cai avesse limiti forse insuperabili, solo adesso mostrano dubbi sulla efficacia del nuovo modello che, ridimensionando la struttura, può determinare criticità nel servizio al cliente.
Per gli scali periferici, Alitalia ha informato i sindacati di avere in corso trattative con società di gestione e di handling (servizi a terra) a cui affidare le attività con il passaggio di tutto il personale. A Napoli la trattativa è conclusa con la società Gh e il passaggio di tutti i lavoratori dovrebbe avvenire entro fine agosto. A Malpensa, Linate, negli scali pugliesi nulla dovrebbe cambiare; in altri aeroporti trattative sono in corso.


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