Veronica scrive al ‘Corriere della Sera’
Con una breve lettera Miriam Barolini – Veronica Lario si è difesa. Il quotidiano ha minimizzato tutto.
Nelle scorse settimane, tra i tanti inaccettabili attacchi alla signora Miriam Bartolini, più conosciuta col nome da attrice Veronica Lario, c’era stato quello di essere ‘manovrata’ da qualche misteriosa entità riconducibile al quotidiano ‘la Repubblica’.
Forse per questo motivo e per non dar adito ad altre illazioni, firmandosi Veronica Berlusconi, la consorte del presidente del Consiglio ha scritto al quotidiano milanese. Ecco il testo: “In queste settimane ho assistito in silenzio, senza reagire mediaticamente, al brutale infangamento della mia persona, della mia dignità e della mia storia coniugale. Certo è che la verità del rapporto tra me e mio marito non è neppure stata sfiorata, così come la ragione per cui ho dovuto ricorrere alla stampa per comunicare con lui. Certo è che l’ho sempre amato e che ho impostato la mia vita in funzione del mio matrimonio e della mia famiglia”.
Con molta attenzione la signora ha aspettato la fine della campagna elettorale e l’esito del voto per manifestarsi. Risulta poco comprensibile il perchè, ma l’unica cosa che si riesce a leggere tra le righe della missiva è l’amarezza.
Feltri, uno degli inquisitori, stamanttina su ‘Libero’ non ha dubbi e sostiene che si tratti di una ‘marcia indietro’, comunque di un gesto influenzato, da qualche risvolto legale della separazione in atto della coppia.
Una cosa è certa, le perole di Bartolini sono rimaste lì, sospese nel nulla, perchè il giornale diretto da De Bortoli le ha pubblicate senza un commento, una nota, un qualunque approfondimento. Forse la moglie del premier avrebbe fatto cosa più saggia continuando a dilogare con ‘la Repubblica’, perchè è abbastanza incomprensibile trattare un argomento così grave con tanta ‘leggerezza’.
Gli attacchi subiti sono stati furiosi, tra sospetti suggeriti, ingiurie e vere proprie allusioni. Ma mai nel merito delle cose denunciate, ovvero il degrado della politica nel centro destra.
Dalle prime critiche di Bartolini ad oggi alcune personalità hanno offerto sostegno alla signora.
Lina Sotis: “Miriam Bartolini è in questo caso elegantemente la vittima designata. Inelegantemente cornuta e mazziata. Suo marito, tale Silvio, dichiara di essere un professionista della “femmina”, lo fa vedere, fa in modo che si sappia e si adrenalizza ogni volta che il ben di Dio, o anche di meno, poverino, gli passa accanto. Perché mai la nostra Miriam di fronte a tanta evidenza mediatica doveva essere una donna alla Gheddafi, ovvero di quelle che aspetta e non alza gli occhi verso altri uomini? La cosa che mi ha offeso di più, come donna, del linciaggio di Miriam non è stato tanto il becero maschilismo di averla esposta alla gogna, quanto il becero femminismo di due signore che per compiacere suo marito le hanno dato contro. La prima, Melania De Nichilo, con una lettera pubblica, la seconda, Daniela Guarnero in arte Santanchè, con l’intervista di cui sappiamo”.
Alessandra Mussolini: “Io ho provato disgusto per quello che ha fatto la Santanchè. Ma chi è lei per parlare? Frequenta la signora Lario? Spero che abbia la coerenza di non nominare mai più la solidarietà femminile. Ha dimostrato di essere l’antidonna per eccellenza. Lei non c’entra niente con la famiglia Berlusconi e così facendo ha colpito anche i figli del presidente. Sulla separazione dei coniugi Berlusconi mi limito a dire “che non conosco le carte” e dunque non mi schiero. Da figlia di divorziati penso molto ai loro tre ragazzi perché so che si soffre tantissimo”.
Franca Rame: “Lo ripeto da una vita: la peggior nemica della donna è la donna e la Santanchè ha dimostrato veramente di essere una nemica, perché avrebbe potuto risparmiarsi questo attacco e questo servilismo verso Berlusconi. Veronica Lario è una donna straordinaria che ha fatto un grande cammino intellettuale e personale. Io sto dalla sua parte e non perché sono una donna, sto dalla sua parte perché quello che ha detto è giusto”.
Vittoria Franco, senatrice Partito Democratico: “Quello che sta subendo Veronica Lario è un vero e proprio linciaggio morale e psicologico. Però credo che molte italiane abbiano simpatizzato con lei, e a ragione, perché è stata maltrattata dal marito e ha reagito. La Lario ha fatto bene a parlare attraverso i giornali perché le questioni che ha posto sono pubbliche, non private. Ha parlato di ciarpame in politica, di famiglie, di ragazze pronte a tutto… Le ministre nominate da Berlusconi potevano risparmiarsi la loro difesa d’ufficio. Devono al premier un pezzo della loro carriera, ma la dignità di una donna sta soprattutto nella sua capacità di autonomia…”.
Dacia Maraini: “Cara Veronica, questa lettera giace sul mio tavolo da settimane. Mi tratteneva il riserbo di fronte a una persona riservata come lei. Ma quando ho letto che si sente sola e abbandonata ho pensato che era giusto comunicarle pubblicamente la mia solidarietà. La mia è una solidarietà impregnata di indignazione. Il linciaggio nei suoi riguardi, soprattutto dai giornali vicini a suo marito, è feroce, rancoroso e punitivo. Vorrei ricordare loro che la brutalità che usano, oltre a colpire lei, ferisce tutte le donne”.
Maria Venturi: “Di una cosa sono certa: la pubblicazione delle sue foto giovanissima e a seno nudo, così come la rivelazione (“Veronica ha un’amante”) pubblicata da un giornale molto vicino al presidente del Consiglio Berlusconi, rientrano in una manovra esclusivamente politica per screditare quanto la Lario potrebbe eventualmente rivelare in futuro sul marito. Ciò premesso, mi rattrista la mancanza della solidarietà delle donne comuni che avverto anche attraverso le lettere che ricevo e che parlano di Veronica Lario. La sua «colpa» è di non essersi accontentata di ville, gioielli e miliardi e di non aver pensato alle migliaia di ragazze giovani e belle, poverette, che per un gioiellino o una notte di luminarie a Villa Certosa, si venderebbero l’anima. Veronica ha davvero un amante? Io glielo auguro”.
Silvana Mura: “Non c’è stata alcuna solidarietà nei confronti della Lario, anzi. Daniela Santanchè? La sua intervista mi ha lasciata di stucco. Più di una volta lei aveva criticato Berlusconi per le sue battute da macho, gli aveva addirittura promesso un ceffone quando il premier aveva affermato di concepire le donne solo in maniera orizzontale. Se le donne fossero tutte come la signora Lario, gli uomini smetterebbero di trattarci come soprammobili. Va presa ad esempio. Io, come donna, l’ho ammirata”.
Intanto l’esponente del centro destra Daniela Garnero, che seppur divorziata dal 1995 ha voluto mantenere il cognome dell’ ex marito Santanchè, cosa pensa? Il suo è stato un attacco per moltissimi immotivato, o giustificato dalla volontà di migliorare i rapporti politici con il premier del quale il 25 marzo del 2008 aveva detto: “E’ ossessionato da me, tanto non gliela do [...] Credo che Berlusconi godrebbe molto avermi con lui. Il problema è che non sono in vendita [...] Io non la do per fare carriera politica [...] Berlusconi mi ha fatto diversi regali, braccialetti, collane, pensieri in vista delle festività [...] Un solo voto è inutile per le donne italiane. E’ quello a Silvio Berlusconi che vede noi donne sempre in posizione orizzontale e mai verticale”.
In una intervista recente, dopo aver cambiato idea sul presidente del Consiglio, ha voluto spiegare meglio la sua intervista a ‘Libero’, nella quale appioppava (smentita con energia dall’interessato) un’amante alla moglie di ‘Papi Silvio’: “E aggiungo che rivendico con orgoglio la verità. Io sono sempre dalla parte della verità e dunque lo rifarei anche domani perché metto sempre al centro di quello che faccio gli interessi dell’Italia, del mio Paese e non quelli del presidente del Consiglio. Siccome lui aveva questa immagine all’estero che era veramente devastante l’ho fatto per la mia patria, l’ho fatto come italiana”. Insomma un’azione per la difesa dell’onoire nazionale.
Poi ha aggiunto: “Io ho detto una cosa per la verità, perché gli italiani dovevano avere un’indipendenza di giudizio. Siccome per me il presidente del Consiglio non è affatto un rovinafamiglie, anzi, è uno che difende la famiglia, ho detto la verità”. Parole di fedeltà encomiabile, ma un paio di domande risultano lecite dopo averle lette: ma un anno fa circa, l’uomo che “difende la famiglia” non era “ossessionato” da lei, che non voleva ‘dargliela’? Non è un’inconguenza?
Ai posteri l’ardua sentenza.


Italiani! Svegliaaaa! Possibile che si rimanga in finestra a guardare lo sfacelo politico-economico-sociale del nostro paese? Sono esterrefatta dall’enormità dello spazio vuoto di molti cervelli che con un corpo intorno fanno finta di essere vivi! La consapevolezza della situazione al momento provoca molto dolore nelle menti “occupate” a pensare….
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