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Teatro in carcere

Autore: . Data: giovedì, 25 giugno 2009Commenti (0)

Oggi a Bologna va in scena uno spettacolo montato da detenuti e studenti del Dams. Un esperimento importante.

carcereLa storia di un cagnolino che riceve un trapianto di testicoli e di ipofisi umane e lentamente si trasforma in un essere umano. È questa la trama di ‘Cuore di cane’, il racconto di Michail Bulgakov a cui è ispirato ‘Poligraf’, lo spettacolo teatrale che si tiene oggi nella sala cinema del Carcere della Dozza di Bologna e che vedrà sul palco, cantare e danzare, otto detenuti della sezione Alta sicurezza accanto ad una decina di studenti del Dms, Dipartimento di musica e spettacolo dell’Università di Bologna.

Lo spettacolo, in cui non mancano installazioni video, è stato presentato ieri a Palazzo D’Accursio dal Garante dei diritti dei detenuti, Desi Bruno, e dal regista Massimiliano Cossati che con i reclusi ha portato avanti in questi mesi un laboratorio di teatro in preparazione dello spettacolo.

Sul palco, si vedranno per la prima volta i carcerati, che sono quasi tutti condannati o in attesa di giudizio per reati di associazione a delinquere di stampo mafioso o finalizzata allo spaccio, e i ragazzi che hanno seguito il lavoro di Cossati in parallelo fuori dal penitenziario.

L’iniziativa, che gode del contributo di 15mila euro offerto dalla Fondazione del Monte e del patrocinio dell’Università, sarà aperto ad un pubblico di sole 70 persone che hanno ottenuto l’autorizzazione dal giudice di sorveglianza.

L’avvocato Bruno ha speiagato che l’iniziativa “fa parte della attività di resistenza umana e culturale all’idea di considerare il carcere come un contenitore di corpi senza alcuna umanità”.

In prospettiva, infatti, ha continuato il Garante “vorremmo realizzare alla Dozza un laboratorio teatrale permanente, ma per fare questo come per i problemi gravissimi di affollamento, per le attività di formazione e lavoro, servono risorse e volontà politica. Su questo faccio appello alle giunte che stanno per costituirsi in Comune e Provincia, affinchè il carcere diventi una parte effettiva della città”.

Attualmente alla Dozza sono detenute 1.168 persone, con un sovraffollamento del 270 per cento rispetto alla capienza prevista, a fronte di una carenza di organico di sorveglianza di 200 unità.

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