Primo obiettivo: distruggere
Impazzano sui giornali smentite, interviste, dichiarazioni sulle presunte zone d’ombra che riguardano Berlusconi. Nel polverone scompaiono i fatti, mentre la televisione ignora il tutto.
Ieri il quotidiano ‘Libero’ ha pubblicato una intervista sulla signora Veronica Lario, moglie di Berlusconi. Qualche giorno fa ‘Il Giornale’ aveva attaccato Gino Flaminio, perchè “pregiudicato”.
Con una lunga intervista Daniela Santanchè, che in realtà si chiama Daniela Garnero, ha sentito il bisogno di ‘rivelare’ l’esistenza di una presunta relazione sentimentale tra Lario, che in realtà si chiama Miriam Bartolini, ed un signore. Notizia, tra parentesi, smentita con fermezza dall’interessato.
Lasciando da parte il misterioso motivo per il quale nessuno si fa chiamare col proprio nome, la signora Garnero (noi vogliamo essere precisi) ha reso noto che a suo parere “con quelle dichiarazioni pubbliche, Veronica è venuta meno al suo ruolo di moglie del premier, ha messo i suoi interessi personali davanti a quelli del Paese, come italiana non posso accettarlo”.
Poi la signora Garnero ha aggiunto: “E allora è venuto il momento che gli italiani sappiano”, “…Il presidente non ha sfasciato nessuna famiglia ma è Veronica Lario che ha un compagno”.
Chi ha mai detto che Berlusconi ha sfasciato una famiglia? Naturalmente Garnero non ricorda l’inizio della querelle. Ovvero le ‘veline’ nelle liste del Pdl.
La moglie del presidente del Consiglio aveva risposto ad una domanda dell’Ansa dopo che ‘Webmagazine’, il giornale della Fondazione Fare Futuro (una organizzazione del presidente della Camera, Gianfranco Fini), aveva scritto: “Le donne non sono gingilli da utilizzare come specchietti per le allodole, non sono nemmeno fragili esserini bisognosi di protezione e promozione da parte di generosi e paterni signori maschi, le donne sono, banalmente, persone. Vorremmo che chi ha importanti responsabilità politiche qualche volta lo ricordasse”. L’articolo era firmato da Sofia Ventura.
La consorte del Cavaliere aveva definito “ciarpame senza pudore, tutto in nome del potere” il possibile uso strumentale di belle ragazze per fini elettorali. Questo era l’argomento del contendere.
‘Libero’, in quell’occasione, evitando accuratamente il merito della questione, aveva subito ribattuto con uno ‘scoop’ dal titolo “Veronica velina ingrata” corredato da fotografie di uno spettacolo del 1980 nel quale la signora era a seno nudo.
Un fatto nascosto da un un’altro. Come fa in un teleflm americano l’avvocato, che per difendere il suo cliente attacca un’altra persona o tira fuori un diverso argomento. In questo caso che relazione esiste tra l’inserimento delle veline nelle liste elettorali ed il passato di attrice della signora Bartolini? E senza neppure spiegare ai lettori che la scena nella quale era svestita era recitata con Enrico Maria Salerno, uno dei maestri del teatro italiano e non un signor nessuno da reality show?
Stessa cosa è accaduta per Gino Flaminio. Il ragazzo, ex fidanzato di Noemi Letizia, aveva dichiarato a ‘la Repubblica’ che il premier era comparso da pochi mesi nella vita della fanciulla e non era un amico di famiglia da anni come aveva sostenuto Berlusconi a più riprese e con ricostruizioni mai eguali tra loro.
Prima bordata di attacchi, parte questa volta Belpietro e rende noto che è Gino è un ‘pregiudicato’. Ora, il particolare è irrilevante, perchè quello che importa è se la sua testimonianza è confermata o no. Poi si è cominciato a sostenere che avrebbe preso dei soldi dal quotidiano romano per ‘parlare’.
Ma è prassi pagare. Nessuna grande inchiesta di giornalismo investigativo è possibile senza un cospiquo budget con il quale ‘facilitare’ la disponibilità di eventuali ‘gole profonde’. Quello che importa è la verità inequivocabile dei fatti, le fonti incrociate ed il controllo sulle notizie diffuse, non il passato o il presente della fonte o i soldi spesi per ‘comprare’ la ‘confidenza’. Ed infatti ‘la Repubblica’ ha in seguito pubblicato una seconda notizia nella quale la zia di Noemi confermava le parole di Gino. Insomma la verifica c’è stata. In seguito anche una terza persona ha ribadito il tutto. Il presidente del Consiglio ha mentito? Questo è il punto.
Che hanno fatto alcuni giornali? Hanno sguinzagliato reporter per andare a fondo? No, hanno scavato altrove per demolire le persone, non per valutare la veridicità dei fatti.
Ieri il ‘Corriere della Sera’ ha diffuso il testo di una lettera del ‘testimone Gino’ nella quale si legge: “Mi sento solo usato e strumentalizzato contro qualcuno o qualcosa. Ora apro gli occhi e riesco a capire tutto mentre me ne dicono e fanno di tutti i colori, che sono un pregiudicato (cosa vera ma è stato un unico episodio dove me ne sono pentito amaramente per il Dolore dato alla mia famiglia e sia per il gesto compiuto, e comunque ho pagato il conto con la giustizia) poi mi dicono che sono un cammorrista, Boss, Bugiardo, Leader di Sinistra, Falso, Diffamatore, insomma una schifezza di uomo. Ma si rendono conto cosa dicono? che centra tutto questo? PURA FALSITA! Vorrei tanto QUERELARE ma purtroppo non posso permettermi un avvocato penalista”.
Quindi il ragazzo ha aggiunto: “IL MIO PUNTO DI VISTA sono stato usato da qualcuno che non potendo attacare L’uomo del popolo (così io chiamo il PRESIDENTE) Usa un Gossip un Pettegolezzo, la mia storia d’amore con Noemi. Ora stanno insinuando che lui ha avuto rapporti di SESSO cosa che escludo a priori e impossibile! conoscendo Noemi è i suoi valori. Possibile che l’uomo del Popolo non possa avere una sua vita privata? Che male c’e ad essere amico di una famiglia normale? Questa e la cosa bella lui è diverso dai soliti politici lui è amico di tutti degli Chef, Operai, Dipendenti, Mendicanti, Poveri insomma di TUTTI. Sono Dispiaciuto per quello che si è venuto a creare non lo avrei mai immaginato. Chiedo Scusa pubblicamente a Noemi e Tutti per il Clamore che ha suscitato la nostra storia D’amore e le auguro tutto il BENE DI QUESTO MONDO. Questa è la pura verità . per il resto vi prego tutti di lasciarmi in pace”.
La questione d fondo, Berlusconi da quando consce la ragazza è sparita, travolta dalla lettera di scuse. E’ chiaro che un giovane operaio, sottoposto a pressioni, minacce di querela e chissà cos’altro decida di ‘defilarsi”.
Il dato, come per le ‘veline’ nelle liste del Pdl alle europee, è stato fatto sparire ed è comparso al suo posto un passato spiacevole o un presunto compenso per l’intervista (‘la Repubblica ha smentito di aver pagato). La domanda rimane e deve esser ribadita: c’è stata menzogna?
I telegiornali, infine, hanno accuratamente nascosto gran parte di queste vicende, arrivando a trasmettere dichiarazioni di politici sull’argomento, senza però aver raccontato con dovizia di particolari il motivo per le quali erano rilasciate. Per paradosso c’era chi denunciava ‘manovre’ e non si capiva quali. Manipolazioni da ex Unione Sovietica e spettatori nutriti di propaganda, non messi nelle condizioni di conoscere la cronaca e farsi un’idea.
La sintesi ad oggi è che, oltre i risvolti politici, il giornalismo italiano sta segnando uno dei capitoli più avvilenti della sua storia. L’informazione che dovrebbe cercare la verità è diventata un’arma di conflitto tra diverse fazioni, la televisione un gigantesco apparato di insabbiamento incapace di offrire una visione obiettiva della realtà .
Se questo non è un regime in formazione qualcuno spieghi cos’è?


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