Oltre le feste di Berlusconi
In una intervista un organizzatore dei festini sardi spiega come sono considerate le donne in un certo ambiente e apre il dubbio che servissero per scambio di ‘favori’.
A parlare è tale Alessandro Mannarini, ex collaboratore di Giampaolo Tarantini, il presunto amico del premier e reclutatore di ragazze per le feste a Palazzo Grazioli. Il nuovo testimone sarebbe già iscritto nel registro indagati per detenzione di stupefacenti (lui smentisce) e dopo le esternazioni del deputato-legale di famiglia, Niccolò Ghedini, che aveva considerato Berlusconi “utilizzatore finale” delle signorine invitate ai festeggiamenti, ha voluto dire la sua sulle ‘donne’ e su altro.
Mannarini ha subito spiegato ad un giornalista del ‘Quotidiano nazionale’:”Guardi che la Sardegna è piena di ragazze. Se ci sono champagne e vip le ragazze di un certo giro non si fanno nè pagare nè pregare. Ti chiedono loro di venire. Noi in estate non ne abbiamo mai pagata nessuna”.
Secondo il testimone, le dichiarazioni di Patrizia D’addario e Barbara Montereale non sono attendibili: “Questa storia non è proprio credibile – ha aggiunto – Berlusconi avrebbe pagato duemila euro a una quarantaduenne quando ci sarebbe la fila di diciottenni che pagherebbero per incontrarlo? Invitava belle ragazze alle feste a Villa Certosa? È vero. E allora? Magari ha invitato anche la D’Addario, non lo so. Ma che significa? Il coinvolgimento di Berlusconi, sapiente perchè mischia verità , mezze verità e veleni, serve solo per distrarre l’attenzione dell’inchiesta sulle tangenti nella sanità . Grazie al coinvolgimento di Berlusconi finirà tutto in una bolla di sapone. Comprese le cose più serie”.
Mannarini ancora non ha capito che a pagare è stato Tarantini. Tuttavia il considerare “una quarantaduenne” come una specie di prodotto deteriorato, mentre le ‘femmine’ più giovani che frequentano i party sardi sono sempre disponibili, “non si fanno pregare” ed aspettano fameliche di poter passare un quarto d’ora con un vip a champagne è sconfortante.
Per il Cavaliere, sostiene l’organizzatore di party, non ci sarebbe problema, perchè c’è una fila di ‘merce fresca’ (“le diciottenni” indicate dal gentiluomo) in attesa. Non si capisce perchè il coinvolgimento del premier porterebbe all’insabbiamento dell’inchiesta sulla sanità , ma questo si vedrà tra qualche tempo. Perchè si deve ricordare che l’attività investigativa si centra sul sospetto di tangenti.
Dopo la parte maschilista dell’intervista, l’ex collaboratore di Tarantini ha raccontato come è nato il suo rapporto con l’imprenditore pugliese: “Ho iniziato a lavorare con lui nell’aprile 2008, e poi è venuta l’estate e, e lui ha affittato una villa in Sardegna. Dove io ho organizzato alcune feste”. Inconsapevole del senso delle parole, ha insistito: “L’estate in Sardegna era appena finita. Diciamo che ci eravamo divertiti. Era il 6 settembre quando Giampaolo Tarantini mi disse: ‘Tu mi fai entrare nel giro giusto, mi apri tutte le porte. E allora prendiamo casa a Milano e a Roma e pansiamo in grande’. Non era il mio progetto. Ho capito che rischiavo di farmi usare per i suoi scopi, quali che fossero, e me ne sono andato. E ora divento il capro espiatorio”.
Convinto per misteriosi motivi, nella sua veste di organizzatore di feste, di poter essere ‘usato’ per scopi stando ai fatti più che evidenti, Mannarini ha confermato che il giro ‘grande’ aveva basi a Milano e Roma. Poichè sarebbe demenziale per un qualunque imprenditore “prendere casa” nelle due città col solo fine di portare ragazze a pagamento alle feste del presidente del Consiglio, il sospetto che dietro le attività di ‘relazioni pubbliche’ avviate da Tarantini si nasconda un intreccio devastante di ‘favori’ d’ogni tipo è più che fondato.
L’incauto testimome sarebbe finito nell’inchiesta perchè “in una intercettazione di una conversazione tra Tarantini e una ragazza si parlava di sesso e droga e si faceva il mio nome. E il magistrato mi ha sentito come testimone”, e per lui ha voluto precisare “non c’è nessuna imputazione nei miei confronti”.
Il caso dei festini, dopo le parole di Mannarini, assume un peso diverso, perchè sembra svelare un piano organizzato per costruire intorno ad occasioni ‘di svago e relax’ una qualche attività di tipo economico. Se fosse dimostrato che qualcuno utilizzava le feste per avviare affari ci si troverebbe di fronte ad mercato squallido, nel quale le ragazze o le donne finivano con l’essere merce di scambio o, peggio, omaggi grazie ai quali ottenere vantaggi. E quel giro, se esistesse, vedrebbe coinvolto non solo il suo organizzatore, ma anche altre persone. Quali ed in che ruoli? Perchè cominciare la scalata verso il successo con feste in Sardegna per un imprenditore che lavora in Puglia?
Di certo l’idea che il giovane organizzatore di party ha delle donne è sconvolgente e sembra descrivere un pezzo d’Italia misogino e volgare, ma da indiscrezioni emergerebbe che il gruppo di donne coinvolte da Tarantino fosse composto da una trentina di persone e che gli incontri sospetti siano stati almeno quattro.
Un’altra testimone, Barbara Montereale, ha detto che in occasione di un soggiorno a Villa Certosa in Sardegna c’erano ragazze e “la maggior parte di loro erano straniere. Slave, romene, una cosa così. Non so i Paesi, ma erano ragazze dell’Est. Lo si capiva dall’accento con cui parlavano l’italiano. Sembravano di casa. Avevano una grande confidenza con il Presidente e infatti lo chiamavano tutte “Papi”. Erano una più invidiosa dell’altra, in competizione una con l’altra. Facevano a gara a chi gli stava più vicina. Mi dissero che erano lì da parecchi giorni. Erano le stesse ragazze filmate in un video che io vidi in quell’occasione e girato durante le feste. Lì erano vestite da Babbo Nataline”.
La Monreale in una intervista a ‘la Repubblica’ ha parlato anche del direttore del Tg di Retequattro che si sarebbe dimenticato di lei: “Allora aiuto Fede a ricordare. La prima volta che ci vedemmo, estate 2006 o 2007, era venuto a cena al Billionaire con Silvio Berlusconi. Come succede in questi casi, vengono scelte due billionairine per tenere compagnia al tavolo. E io fui una delle due. Fede, in quell’occasione, mi presentò Berlusconi. Tempo dopo, mi disse di salire a Milano, perché lì avrei fatto o la meteorina o, addirittura, avrei presentato Sipario. Un ruolo che, poi, diede a Raffaella Zardo. Fede mi diede il numero del suo cellulare e, durante l’estate, mi invitò spesso per gli aperitivi in barca con Briatore e Lele Mora. Che avrei dovuto fare la meteorina lo sapevano tutti, tanto che Mora mi chiamava “Barbarina che tempo fa” e mi regalò anche un orologio Chronotech. Fui invitata da Briatore anche al gran Premio di Montecarlo”.
Per quanto sicuramente innocenti, gli ‘inviti’ raccontati da Monreale, tuttavia, confermerebbero un clima di ‘scambi di favori’, un mercanteggiare diffuso, all’interno del quale potrebbero nascondersi personaggi a caccia di affari anche illeciti.
Delimitare gli ambiti dell’nchiesta avviata dalla procura di Bari alle sole feste del premier ed alle ragazze (anche a pagamento), allora, sarebbe una semplificazione inopportuna. Sotto l’abito, questa volta, potrebbe esserci molto più di niente.


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