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Occupato studio Rai

Autore: . Data: mercoledì, 3 giugno 2009Commenti (0)

Emma Bonino protesta per il black out informativo sulla lista Bonino-Pannella. Ma l’oscuramento è solo uno dei segnali di mancanza di libertà di informazione in Italia.

raiIeri, al termine della registrazione di un programma sulle elezioni europee di domenica prossima effettuata ieri alle 13 negli Studi Rai di Saxa Rubra, Emma Bonino, già in sciopero totale della fame e della sete, ha comunicato al personale Rai la sua decisione di iniziare un’occupazione nonviolenta dello studio.

Insieme a Bonino c’è anche Marco Beltrandi, deputato radicale eletto nel Pd, membro della Commissione di Vigilanza Rai. “Insieme a ormai 50 tra parlamentari, dirigenti e militanti radicali abbiamo iniziato uno sciopero della sete per chiedere conto alla Rai del mancato rispetto delle deliberà dell’autorità garante per le comunicazioni -ha detto Bonino- Nonostante l’intervento del Presidente Zavoli, i vertici della Rai sembrano voler continuare nella vera e propria truffa compiuta ai danni dei cittadini italiani, del loro diritto a essere informati. Da nonviolenti gandhiani, non intendiamo restare inerti, nè tollerare che sia perfezionato il sequestro di conoscenza e di legalità in atto. Mentre ci prepariamo in queste ore a nuove azioni legali, anche sul versante della giustizia penale, ho deciso di non abbandonare gli studi della Rai, di non lasciare la sede di questa azienda fino a quando non saranno realizzate – ripeto, realizzate, non genericamente garantite, magari a babbo morto per dopo le elezioni  azioni di immediata riparazione e interruzione dell’attentato ai diritti civili e politici dei cittadini”.

Bonino ha aggiunto: “Diffidando preventivamente fin d’ora chi vorrà parlare di ‘protesta radicale per la visibilità in tv’, visto che di tutta evidenza di qualcosa di più grave e serio si tratta, mi auguro che i ‘grossi’ leader politici di questo Paese non vorranno continuare ad essere protagonisti e complici di quanto sta accadendo. Per quanto ci riguarda, continuiamo a dar corpo a una sete di verità e legalità che è, sempre più, anche quella del popolo italiano”.

La Rai, da canto suo ha sotenuto di aver rispettato tutte le indicazioni ricevute in merito all’applicazione della par condicio e al riequilibrio per la lista Bonino-Pannella, indicate sia dalla Commissione di Vigilanza che dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni.

Lista Bonino-Pannella ha immediatamento replicato: “Nessuna ottemperanza è stata data dalla Rai all’ordine dell’Autorità, che impone ai telegiornali specifiche interviste di riepilogo informativo per restituire agli italiani la conoscenza negata da 50 giorni di ostracismo nei confronti della Lista Bonino-Pannella”.

I radicali hanno spiegato: “Nelle 48 ore entro le quali doveva avvenire l’ottemperanza, i telegiornali della Rai si sono invece limitati a mandare un estratto di alcuni secondi della registrazione di Emma Bonino nella trasmissione della Annunziata sul caso Berlusconi-Noemi, oltre ad una estemporanea dichiarazione sulla riduzione del numero dei parlamentari. Peraltro, nei giorni successivi i tg Rai hanno eluso anche la seconda parte dell’ordine dell’Agcom, nuovamente non garantendo una ordinaria informazione completa, imparziale e in parità di trattamento tra le forze politiche”.

I parlamentari, dirigenti e militanti radicali che con Emma Bonino stanno conducendo uno sciopero totale della fame e della sete per avere riconosciuti gli spazi radiotelevisivi per la campagna elettorale per le europee sono ormai 70.

Il problema della possibilità di accedere all’informazione del servizio pubblico è diventato un problema grave in Italia. Mentre il centro destra impazza sia sui canali rai che in quelli Mediaset, specialmente nei Tg con dichiarazioni che nella quasi totalità dei casi non hanno alcun motivo per essere mandate in onda, Pd e Italia dei valori sono penalizzati ed altre formazioni politiche sono quasi del tutto escluse.

L’argomento, però, non  appassiona gli altri  mezzi di informazione nazionali, che continuano a non dare alcun risalto alle violazioni sostanziali delle norme stabilite dalla par condicio. Per paradosso, però, ieri i telegiornali hanno dato la notizia dell’occupazione dello studio Rai, come fosse un fatto di cronaca, ben guardandosi dall’offrire ai telespettatori notizie sulle proposte politiche della lista Bonino-Pannella. E continuando ad ignorare tutti gli altri

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