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Obama-Berlusconi: nulla di serio

Autore: . Data: mercoledì, 17 giugno 2009Commenti (0)

L’incontro tra Berlusconi ed Obama ha eccitato il centro destra e molti giornalisti. Negli Usa il meeting è stato considerato routine e non senza ironia.

berlusconi6Ha avuto poco spazio sui media statunitensi il viaggio del presidente del Consiglio negli States. Il ‘The Washington Post’ ha dedicato all’avvenimento poche righe dalle quali si desume una certa preoccupazione della Casa Bianca per i rapporti tra il Cavaliere ed il leader russo Putin, ma niente di più.

Il quotidiano fa sapere che “Obama ha salutato il primo ministro come un grande amico degli Stati Uniti” e poi spiega che l’Italia ha deciso di rafforzare il dislocamento di proprie truppe in Afghanistan ed accettato tre detenuti dal carcere militare di Guantanamo Bay.

Il ‘Post’ informa anche che “prima di andare al vertice del G-8 il mese prossimo, Obama si fermerà in Russia per discutere in un colloquo con il presidente russo Dmitry Medvedev il controllo degli armamenti”. Il Presidente, secondo il giornale Usa, ha ricordato i forti rapporti tra Berlusconi ed il Cremlino ed aggiunto che il premier italiano ha fornito alcune notizie sulle valutazioni generali di Putin a riguardo della riduzione degli armamenti nucleari.

Poi, non potendo nascondere la pessima immagine del presidente del Consiglio italiano nel mondo, il redattore del ‘The Washington Post’,  Scott Wilson, lo ha descritto così: “Berlusconi, a wealthy and colorful media mogul who is enmeshed in an ugly divorce at home” (Berlusconi, un ricco e pittoresco proprietario di un impero dei media, è coinvolto in un uno sgradevole divorzio in patria). Il cronista, non senza ironia, ha quindi citato una frase del Cavaliere rivolta a Obama: “E ‘estremamente confortante e un piacere vedere che il destino della più grande democrazia del mondo è in ottime mani” e, sottolinenado la risata del Presidente, ha aggiunto la risposta: “Spero che i miei collaboratori abbiano sentito bene”.

Non meno sarcastico “The Times”, che per descrivere l’incontro lo inquadra in questo modo: “Un Silvio Berlusconi in una situazione di sfida, ha avuto ieri un colloquio alla Casa Bianca col presidente Obama nel tentativo di dare lustro alla sua compromessa immagine internazionale, colpita da scandali e da voci che nel suo Paese lo vorrebbero sotto schiaffo. Con i media di tutto il mondo che riversano la propria attenzione su sgradevoli dettagli della sua vita privata, il primo ministro italiano ha cercato al suo meglio di dare un’immagine di se stesso sobria e da uomo di stato durante le conversazioni con Obama”.

Un gesto ed una frase di Obama, afroamericano, giovane e diretto, è stato interpetata dai più provinciali tra i giornalisti italiani come una ‘speciale’ manifestazione di ‘gradimento’ verso il Cavaliere.  Mr President ha accolto il premier con un “Great to see you, my friend!” (forte vederti, amico mio) ed è stata ovazione tra i supporter di ‘Papi Silvio’. I telegiornali hanno ritrasmesso le immagini senza avarizia, anzi con grande generosità.

Nell’incontro con la regina d’Inghilterra è quasi piacevole guardare Obama, che dopo un paio di minuti di conversazione ed un primo approccio cauto e deferente, osserva la coriacea sovrana con una singolare tenerezza, quasi fosse di fronte ad una anziana e simpatica zietta. Lui e sua moglie, altissimi, ricevono da Elisabetta II, molto più piccola e fragile, un sorriso tenue, forse addirittura divertito, considerando il carattere glaciale della regina.

Nell’incontro con Berlusconi, le immagini sono chiare, il premier italiano è visibilmente in ansia, quasi dimesso, mentre Mr. President in alcune inquadrature sembra rassegnato, distante, quasi annoiato. E’ inspiegabile, per questi motivi, l’enfasi data da molti media all’occasione, la necessità di trasformare un incontro assolutamente formale in una nuova santificazione dell’Uomo di Arcore.

Insomma, la combinazione tra propaganda, scarsa conoscenza degli usi e dei comportamenti di altri popoli e necessità di assecondare il progetto del premier (ben sintetizzato dal ‘The Times’, ovvero recuperare un’immagine accettabile) hanno nascosto il centro politico dell’incontro, ovvero che Berlusconi ha preso le consegne ed è tornato a casa. La posta in gioco, incremento dei soldati italiani a Kabul e accoglienza dei prigionieri di Guantanamo, nonostante l’opposizione di Maroni e della Lega e tutta nelle tasche di Obama.

La realtà è che, come avviene ogni giorno in quel di Washigton, un goverante straniero è arrivato, ha fatto la sua visita ed è rientrato in albergo. Niente di più, niente di meno.

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