Negli Emirati si proteggono i migranti
Quello che in Italia è diventato impensabile accade nel lontano Paese arabo. Norme rigide per garantire i lavoratori stranieri.
Secondo le nuove direttive impartite ieri dal governo federale le normative diventano più severe per i datori di lavoro degli Emirati Arabi Uniti (Eau), che dovranno adeguare alloggi e procedure secondo i nuovi standard imposti.
È questa un’ulteriore risposta degli Eau dalla presentazione, il mese scorso, del rapporto di Human Right Watch che denunciava la condizione degli operai stranieri, spesso al limite di maltrattamenti ed abusi.
A partire da settembre, cinque anni il tempo concesso agli imprenditori per ottimizzare gli alloggi secondo i nuovi criteri che prevedonono, tra l’altro uno spazio minimo di tre metri quadrati per lavoratore, con tetto massimo di 10 persone nella stessa stanza. Norme precise anche per bagni, aria condizionata, fognature, materiali di costruzioni, aree verdi, attivit di svago, spacci e strutture sanitarie.
Già finiti nel mirino delle associazioni di diritti umani negli anni scorsi, gli Eau hanno avviato a partire dal 2006 una serie di iniziative per meglio tutelare gli operai stranieri, la maggior parte dei quali impiegati per la realizzazione di progetti edilizi o infratutturali e provenienti dall’Asia.
Due settimane fa, il governo aveva inoltre annunciato una maggiore aggressività per assicurare il rispetto del Wage Protection System, sistema di pagamento unificato controllato dalla Banca centrale e dal ministero del lavoro per garantire salari puntuali ed adeguati.


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