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Mazzette, l’allarme della Corte dei Conti

Autore: Repetto. Data: lunedì, 29 giugno 2009Commenti (0)

Secondo il Mininterno nel 2008 si sono registrati 3.197 delitti legati alla corruzione con 10.846 denunciati. Riesplode, nonostante la sordina dei media, anche lo scandalo del Policlinico Umberto I. Un articolo per “Tu Inviato”

corruzione1Nulla è immune al progresso, nemmeno il sistema usato per far girare soldi, tangenti e corruzione. Non spettatevi o immaginatevi dunque, persone distinte che girano con la 24 ore e s’intrufolano negli uffici delle alte sfere e lentamente, con un ghigno, tirano fuori dalla valigetta gonfie buste piene di denari, no: il sistema della corruzione si è adeguata ai tempi.

I soldi arrivano alla persona “giusta” attraverso la sovrafatturazione di operazioni commerciali, utilizzando società esistenti solo sulla carta ma che in effetti non esistono, inventate, società fantasma; ecco perchè ogni potente vanta a suo seguito una lunga lista di società stile scatole cinesi, ditte prestanome, o vere imprese issate con nomi di fantasia ma governate dagli amici dei parenti, dai cugini o persone a loro invisibilmente vicine. In questo modo, risalire ai veri colpevoli è una impresa impossibile, perche tutto si basa sul rigorosissimo inter nos. Presunte consulenze, spese elettorali gonfiate, spese di viaggio e di rappresentanza e altre voci di fantasia.

Il lupo perde il pelo, grazie all’operazione – mani pulite – ma non di certo il vizio: corruzione, per pagare un “favore”. Concussione, quando si utilizza il proprio ruolo per costringere il privato a pagare, detta anche estorsione, abuso di ufficio; nuove formule per vecchi reati.

Il procuratore generale della Corte dei Conti, Furio Pasqualucci, nella relazione sul rendiconto generale dello Stato per il 2008 ha affermato che “il fenomeno della corruzione all’interno della Pubblica amministrazione è talmente rilevante e gravido di conseguenze in tempi di crisi come quelli attuali da far più che ragionevolmente temere che il suo impatto sociale possa incidere sullo sviluppo economico del Paese anche oltre le stime effettuate dal servizio Anticorruzione e Trasparenza del ministero della Funzione pubblica, nella misura prossima a 50/60 miliardi di euro all’anno costituenti una vera e propria tassa immorale ed occulta pagata con i soldi prelevate dalle tasche dei cittadini”.

Perche il procuratore generale della Corte dei Conti identifica questo giro d’affari usando termini quali: “tassa occulta e immorale”?

Una formula grammaticale apparentemente innocua e a tratti superata, obsoleta, ma che in realtà richiama, senza paura di cadere in errore, vecchi scenari massonici. Parole come “occulta”, “immorale” non lasciano dubbi nei rituali linguistici.

Dai dati del ministero dell’Interno, nel 2008 si sono registrati 3.197 delitti legati alla corruzione con 10.846 denunciati. Nella classifica delle denunce, tra le prime cinque regioni ne figurano quattro del Sud: Sicilia (13,07 per cento del totale delle denunce), Campania (11,46), Puglia (9,44) e Calabria (8,19).

L’unica regione del Nord in cima alla classifica è la Lombardia, col 9,39 per cento, nelle parole dei dirigenti del centro destra “motore dello sviluppo italiano”. Il Lazio, sede delle amministrazioni centrali, si colloca al settimo posto, col 6,67 per cento. Proprio il Lazio, insieme alla Lombardia, ha ricordato Pasqualucci, è “particolarmente esposto ai fenomeni corruttivi per l’elevato tasso di sviluppo economico-industriale e per la concentrazione di enti e strutture pubbliche”.

È bene sottolineare un punto chiave ai fini di individuare colpe e colpevoli: se parliamo di corruzione occulta all’interno della pubblica amministrazione, nelle istituzioni chi, se non chi dirige e governa tali enti può essere riconosciuto come colpevole o mandante se non esecutore materiale dei brogli?

Non ai semplici impiegati il potere di pilotare le operazioni commerciali, quindi, parliamo di dirigenti, di governatori, ambienti molto vicini se non interni alla politica, ai partiti, ai politici. Nelle regioni annotate nei dati del ministero chi troviamo? Soprattutto le regioni del sud, dove si è spostata la regia occulta per meglio – organizzare – i fondi europei, dove il cuore strategico massonico ha annidato la sua centrale operativa. La Lombardia ospita, dal canto suo, noti dirigenti dell’alta massoneria.

Come dire, se tanto mi dà tanto, i colpevoli non possono essere così difficilmente individuabili. Tra i settori della Pubblica amministrazione. maggiormente colpiti ci sono la sanità, le assunzioni del personale, la concessione di finanziamenti e gli appalti pubblici.

“Non risultano immuni”, ha aggiunto il Pg, “i comparti dell’edilizia privata, dell’università, delle consulenze e dello smaltimento dei rifiuti”.
In questi giorni, in Campania e nel Lazio, è in atto una bufera sulla pubblica sanità: “Ho taciuto per quattro anni – spiega il direttore generale, Ubaldo Montaguti direttore dell’Umberto I di Roma – ma non ce la faccio più a stare zitto. Nel Policlinico c´è la massoneria. E’ presente ed è forte. Parliamo di poteri forti, una struttura trasversale interna al Policlinico”.

In Campania le forti innondazioni di questi giorni hanno paralizzato il Pellegrino ma, il II Policlinico subisce esuberi a tal punto da far chiudere reparti. Ospedali pieni di virus mortali nei reparti, costruzioni fatiscenti, intonaco che cade a pezzi e impolvera le lenzuola bianche, macchinari guasti, infermieri raccomandati o licenziati per esubero, pazienti spostati di nosocomio in nosocomio, ricerca bloccata, tagli agli stanziamenti, arresti e denunzie per appalti truccati o a rischio infiltrazioni camorra: questa è la reale situazione che i cittadini son costretti a subire. Riunioni strategiche che avvengono attorno a tavoli politici dove il garante del cittadino è figura scomoda, assente, bistrattata.

Un’immagine lunare, arida e desolante, dove l’apparato politico viaggia a tutta forza indisturbato e forte delle alleanze costruite nel tempo, la “questione morale” è rimasta sepolta assieme ai suoi padri perchè chiara è stata ed è la volontà di continuare con quel sistema.

Silenzio stampa, gli organi di informazione parte integrante dell’Italia Spa scelgono la sordina: L’Unità” ignora il fatto, “la Repubblica” lo inserisce dopo il tradizionale articolo sull’Escortgate di Berlusconi e il “Corriere della Sera” colloca la notizia scabrosa dopo un articolo sulle dichiarazioni del governatore della Banca d’Italia, che prevedeva il crollo del Pil a meno 5 per cento.

Eppure era l’estate del 1998 quando il Policlinico Umberto I fu messo sotto sequestro. Decine e decine di avvisi di garanzia, centinaia e centinaia di violazioni igienico-sanitarie e inosservanza delle norme di sicurezza.

Tutti urlarono a gran voce, dai vertici dell’ospedale più grande della capitale, ai Ministri e ai politici di destra e sinistra, che quel provvedimento era necessario per poterlo rilanciare e per ridurre così i tempi per attuare un piano di ristrutturazione.

Sono passati ben undici anni e sembra che sia cambiato ben poco, che ci si stia riavvicinando a quel luglio del ’98: già oltre venti indagati e ancora accuse sui lavori di rifacimento del tunnel della vergogna, lunghi ben due chilometri, sugli appalti, sui bilanci, sul conferimento e sulla gestione di incarichi. Stesso discorso per i policlinici del sud: scandali, indagini, processi, tutti finiti in un nulla.

Ora si ripresenta sempre più forte e con più sconcertanti dettagli l’uso improprio che i politici fanno degli stanziamenti e delle opere pubbliche negando ai cittadini, ai contribuenti, ai legittimi proprietari della cosa pubblica, diritti e giustizia e informazione. Colpe e responsabilità che non possono non intaccare non solo il sistema partitico ma anche quello giuridico che camminano sempre, troppo spesso, in un connubio disgraziato.

Dopo 11 anni la procura di Roma ha dunque riavviato una serie di indagini, che per ora hanno portato all’iscrizione sul “modello 21”, il registro degli indagati, anche del direttore generale del nosocomio, Ubaldo Montaguti.

La nuova inchiesta avviata dal procuratore romano Maria Cordova fa riferimento, oltre che sui lavori dei sotterranei, anche sull’assegnazione degli incarichi e degli appalti all’università “La Sapienza”, nonché sui bilanci dell’ateneo più grande d’Europa dal 2000 ad oggi e sui cantieri aperti tra i 46 padiglioni del Policlinico Umberto I. Frode, falso, abuso d’ufficio i principali reati contestati, a seconda delle posizioni processuali, nell’ambito delle diverse tranche di questa maxi inchiesta agli oltre venti indagati.

Per quanto riguarda le gallerie dell’ipogeo, la Guardia di Finanza ha consegnato al magistrato una serie di foto del degrado scattate nei chilometri di tunnel.

Un sindacato autonomo presentò denunce sempre in merito ad altre presunte irregolarità nell’affidamento degli incarichi per le opere di edilizia universitaria, affidamenti delle progettazioni, preliminari e definitive, e degli appalti dei lavori a imprese legate a docenti. Le iscrizioni degli indagati di questi giorni, dunque, saranno probabilmente le prime di una lunga serie, poiché il magistrato ha intenzione di avviare una serie di interrogatori di persone informate sui fatti e degli stessi indagati, tra i quali lo stesso direttore generale Montaguti: tutti in quell’occasione dovranno respingere le accuse ipotizzate dalla procura.

Tra gli obiettivi del progetto occulto, ci sarebbero quelli di abbattere i vecchi edifici per ricostruirne dei nuovi, razionalizzare gli spazi, riqualificare le strutture a maggiore valenza “storica”.

Roberta Lemma

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