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Lo strano giornalismo di ‘Libero’

Autore: . Data: lunedì, 8 giugno 2009Commenti (0)

Quando un pensiero ha un significato e pure il suo contrario.

veronica-larioIl quotidiano di Feltri prima pubblica in prima pagina l’intervista su una presunta relazione (smentita) della moglie di Berlusconi con foto ‘privata’ e poi contesta ‘el Pais’ per la diffusione di analoghe immagini che riguardano il Cavaliere.

La pratica della logica in Italia sembra ormai smarrita. In ben due occasioni ‘Libero’ ha aperto la sua edizione cartacea pubblicando notizie e fotografie della signora Miriam Bartolini, in arte Veronica Lario, che non avevano alcun rilievo pubblico. La donna era su un palcoscenico a seno nudo (in una commedia ‘seria’ con Enrico Maria Salerno) e nel suo giardino di Macherio, con la guardia del corpo indicata come il ‘nuovo compagno’. Sia il primo che il secondo articolo non si entrava nel merito delle dichiarazioni rese pubbliche da Bartolini, ma si valutavano fatti più o meno personali.

Nel caso invece della diffusione degli scatti su Berlusconi ‘sequestrati’ Feltri ha scritto: “E giù pettegolezzi gabellati per notizie verificate. Vabbé. Non insisto perché presumo che i lettori siano già informati in proposito e forse nauseati. Devo solo riferire in breve che perfino un grande giornale (eppure piccino: e non è un ossimoro) straniero, El Pais, ha contribuito in modo maldestro alla campagna denigratoria contro il Cavaliere, pubblicando ieri una selezione delle fotografie scattate nel giardino di villa Certosa e sequestrate (in ossequio alla privacy) onde impedirne la riproduzione”.

Non soddisfatto, lo stesso quotidiano ha lanciato una singolare inchiesta su un presunto ‘gemellaggio’ tra il quotidiano spagnolo e ‘la Repubblica’. I fatti: nel giardino della villa sarda del premier si vedono alcune ragazze ed un signore nudo in evidente stato di eccitazione. Esistono poi scatti che testimoniano il trasporto di persone estranee a questioni di Stato su aerei dell’Aeronautica militare.

Se a casa della signora Merkel fossero state notate cose simili, la Germania sarebbe insorta. In Inghilterra la terza carica dello stato si è dimessa per non aver sufficientemente criticato la gestione allegra delle note spese dei parlamentari (poche centinaia di sterline) ed un ministro ha fatto lo stesso perchè il marito aveva noleggiato un film (forse porno, ma non è certo) addebitandolo alla amministrazione pubblica.

Per gli Stati Uniti, poi, gli usi sono ancora più drastici. Quando era presidente il democratico Bill Clinton, i repubblicani scelsero la via dell’inchiesta permanente durante il suo mandato ed anche il più piccolo granello di polvere fu osservato al microscopio. I giornali scrissero di tutto, tanto da far dichiarare ad un portavoce della Casa Bianca in una conferenza stampa: “I giornalisti hanno il diritto di scrivere quello che vogliono, anche se si tratta di indegni attacchi personali che non hanno nessuna base nei fatti. Se il presidente non fosse il presidente avrebbe dato una risposta più vigorosa agli attacchi con un bel pugno sul naso del signor Safire (un giornalista, ndr)”. Un procuratore della corte d’ appello di St. Louis decise di rinviare a giudizio Clinton per molestie sessuali dopo le accuse una ex segretaria, Paula Jones.Il presidente fu chiamato a testimoniare in aula, trattato come un comune cittadino ed infine assolto, perchè i magistrati ritennero che al massimo aveva avuto un “comportamento maleducato”, ma che “neppure la lettura più amichevole degli atti di questa causa può rivelare una base per l’accusa di violenza sessuale”. Non scadenze dei termini, amniste, reati soppressi con leggi ‘ad personam’ o proscioglimenti per mancanza di prove.

In Italia, invece il principio della privacy e le responsabilità sono ad intermittenza. Il Cavaliere è proprietario della Mondadori e di Mediaset. Se il settimanale ‘Chi’, della sua casa editrice, pubblica foto su chiunque perchè la sua ‘missione aziendale’ è il gossip va bene, se qualcun altro invece vuol pubblicare foto su di lui arriva Ghedini, fa sequestrare tutto e la storia è chiusa. Se un magistrato decide di indagare il presidente Usa quello va a farsi interrogare, se lo fa un magistrato italiano si cambia la legge e si congela tutto, perchè il premier è intoccabile. Se in Inghilterra ci si dimette per dieci euro non giustificati in Italia si trasportano gli amici al mare con gli aerei di Stato.

Se si pubblicano le foto del giardino di Macherio (la casa della signora Bartolini) va tutto bene, se lo si fa per il parco del Cavaliere casca il cielo. Invece di ‘controllare perchè in vacanza con un signore di oltre settant’anni ci sono solo giovani ragazze più o meno vestite ed un signore nudo che manifesta un qualche picco ormonale si cercano relazioni internazionali tra organi di stampa che si pongono domande. Invece di capire se su aerei di Sato salgano davvero veline e cantanti o il motivo per il quale il presidente del Consiglio ha dato almento tre versioni diverse tra loro sui motivi per i quali è andato al compleanno della signorina Noemi Letizia, si indaga su chi ha sollevato il problema, non sul problema.

Felti, con un tono da giornalista investigativo scrive: “E sarebbe proprio il giornale di largo Fochetti, secondo alcune ricostruzioni di questi ultimi giorni, ad avere in mano la regia di un’operazione che è partita dall’Italia per poi trovare rapida sponda nel resto d’Europa. Ameno sul piano del business, Repubblica può infatti contare sull’asse di ferro con El Pais, Le Monde e la Suddeutsche Zeitung. Insomma, Spagna, Francia e Germania sarebbero alleate di Repubblica contro Berlusconi. Il tutto grazie alle manovre del gruppo L’Espresso, proprietario del quotidiano diretto da Ezio Mauro. Di sicuro c’è che l’impero editoriale creato dal patron Carlo De Benedetti ha teso, negli ultimi anni, una fitta rete di accordi commerciali con editori di altri paesi europei”.

La ‘Specrte’ di De Benedetti ha anche organizzato la festa di Casoria, le manovre dell’avvocato Mills o i voli degli aerei di Stato per far cadere Berlusconi nella trappola?

L’organizzazione potentississima che gira intorno al gruppo Espresso , per il direttore di ‘Libero’, ha una potenza di fuoco ‘mondiale’. Si legge infatti sul giornale di Feltri: “Di qui – ma non solo – il sospetto che ci si trovi di fronte a un complotto internazionale contro il Cavaliere. Un complotto assai ampio, di cui sarebbe artefice e complice financo il magnate australiano Rupert Murdoch, proprietario del network televisivo mondiale Sky. Murdoch non ha alcun affare in comune con gli editori dei quotidiani che nelle ultime settimane si sono scagliati contro Berlusconi. Insomma, quel piano coordinato fra Murdoch e l’Ingegner De Benedetti, ipotizzato su alcuni giornali italiani, non sembra avere riscontri concreti”.

Sostenendo di non credere al mostruoso piano, ‘Libero’ però quasi lo conferma: “Fatto sta che lo Squalo australiano avrebbe fatto pressioni sugli amici del Times. E in effetti il quotidiano inglese, che non si è risparmiato nemmeno un po’ in queste settimane, con il presidente del consiglio italiano è andato giù pesante: “Cade la maschera del clown” e “Un buffone sciovinista” i titoli più aggressivi del Times. Una linea dura che prenderebbe le mosse dalla battaglia sugli assetti televisivi in Italia e, forse, di Telecom (che, fusa, alla spagnola Telefonica potrebbe stringere accordi con Murdoch mettendo in ginocchio Mediaset)”.

Feltri, però, non vuole dilungarsi oltre e conclude: “La storia è molto complessa. Oltre a Telecom, infatti, va considerata la partita sull’Iptv (la tv via internet) e quella sui satelliti, ma anche la delicata posizione della Rai e il rapporto della tv di Stato con Sky. C’è chi arriva a ipotizzare pure il passaggio di Fiorello sulla piattaforma satellitare di Murdoch con lo show in prima serata come uno dei colpi bassi messi in atto dallo Squalo per indebolire Mediaset e quindi Berlusconi. Nel duello va menzionata, poi, la questione dell’Iva aumentata dal 10% al 20% sugli abbonamenti alle pay tv. Propriò lì si sarebbe consumata la frattura fra il Biscione di Berlusconi e la News Corp. controllata da Murdoch”.

Dunque, che esista o no, la ‘manovra’ svela l’esistenza del ‘conflitto di interessi’, perchè l’Italia è screditata nel mondo a causa del fatto che un uomo proprietario di un’azienda è anche a capo del governo ed è entrato in rotta di collisione con un ‘concorrente’.

Ed inoltre è poco chiaro cosa c’entrino Murdoch, Telecom o Telefonica con Apicella che scende da un aereo di Stato o con l’erezione di un ospite in un giardino non è dato sapere. Tantomeno è chiaro perchè una così terribile operazione di guerra industriale comprenda il compleanno a Casoria di una diciottenne

Se il valente direttore di ‘Libero’ utilizzasse la stessa scaltra capacità di indagine, forse i misteri di Piazza Fontana, l’omicidio Moro e qualche altro rompicapo italiano potrebbe essere risolto. A patto non decida di partire dall’idea che tutto è successo a causa di un progetto del dottor Spock, messo a punto da Ra’s Al Ghul e gestito dalla Gilda del commercio. Il lettore non si spaventi, Gilda non è un nuovo ministro arrivato direttamente da un reality, ma solo un ricordo di Guerre stellari.

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