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Le censure del Tg1

Autore: barbera. Data: venerdì, 19 giugno 2009Commenti (0)

In pochi giorni il nuovo direttore Minzolini ha trasformato il giornale, rendendolo un bollettino di partito. I suoi redattori hanno dignità professionale?

berlusconi-minzoliniSolo da pochi giorni l’ex cronista parlamentare della Stampa, che per un certo periodo si sussurrava dovesse diventare il portavoce di Berlusconi, è stato assegnato al controllo del più seguito telegiornale nazionale.

Una manciata di ore ed il già sconfortante esempio di acquiescenza al Palazzo fornito da Riotta è stato surclassato, polverizzato, trasformato in nostalgia. Minzolini ha occultato le ultime notizie sulle presunte squillo a Palazzo Grazioli mescolandole con le dichiarazioni fatte domenica scorsa da D’Alema sul prevedibile arrivo di altre ‘scosse’ per il premier. Il Tg1 ha eseguito l’ordine di depistaggio mediatico messo artificiosamente in piedi dal disperato fortino di resistenti che difende il premier, senza mostrare la minima autonomia dalle veline di Palazzo..

Il Tg1 mercoledì ha fatto classificare un giudice che potrebbe aver scoperto un giro di escort ‘in missione’ a casa del presidente del Consiglio come “aderente a Magistratura democratica”, relegando nell’edizione delle 20 di mercoledì, la più vista, l’argomento dopo il nono minuto. Ieri, in quella delle 8 di mattina, mentre tutte le prime pagine dei giornali italiani aprivano con lo scandalo barese, Stefano Campagna ha preferito prima la riunione del Consiglio d’Europa a Bruxelles, poi la riforma finanziaria di Obama e la situazione in Iran e quindi ha lanciato un titolo formidabile: “Berlusconi: non mi farò condizionare”.

Dopo sei minuti finalmente il conduttore ha informato i telespettatori di una riunione del Cavaliere con alcuni suoi consiglieri “al termine di una giornata dominata dalle polemiche dopo le indiscrezioni apparse sul Corriere della Sera in merito a sospetti sull’inchiesta della Procura di Bari. “Nuova aggressione contro di me”, dice il premier Berlusconi, ma sentiamo il servizio”.

Parte il reportage di Gennaro Sangiuliano e come comincia? “Ancora una volta si riempiono i giornali di spazzatura e di falsità, io non mi lascerò condizionare……”. E secondo il giornalista qual’è il tema dello ‘scandalo’? “Il quotidiano di via Solferino racconta di possibili relazioni tra un’inchiesta sugli appalti nel settore della sanità a Bari e feste che sarebbero state organizzate a Villa Certosa e nella residenza romana del premier”. Ma le squillo? La candidata D’Addario nelle liste del Pdl per le europee e poi in quella per il Comune, l’esistenza presunta di filmati e registrazioni? Nulla di nulla, si passa subito a D’Alema ed alla cortina fumogena del Pdl, per concludere con una rilevante dichiarazione del ministro leghista Calderoli: “Quando si spia con nelle camere da letto c’è il rischio dittatura”. Alle 13,30 la situazione migliora? Assolutamente no.

Il viaggio del Cavaliere a Washington, che in realtà sembrava la visita di un pellegrino alla corte del re, compreso il trasporto di tributi (truppe in Afghanistan e vittime di Guantanamo), è stata seguita da una task force di inviati ai quali è stata tolta (o loro hanno felicemente ceduto) persino la dignità personale, perchè si può anche incensare il Capo, ma non per questo è necessario arrivare a genuflettersi.

La redazione del telegiornale ha un organico da centuria romana, un piccolo esercito di persone finite lì per i motivi più singolari, quasi mai per concorso. Tuttavia, si tratta di professionisti, di cittadini che dovrebbero conoscere la differenza tra convinzioni proprie e lealtà verso gli spettatori. Nella giornata di ieri persino uno dei più fedeli sostenitori di Berlusconi, il già filo craxiano Giuliano Ferrara, ha scritto sul ‘Foglio’: “Siamo da molti anni amici politici non servili di Berlusconi, figura importante di un cambiamento italiano tuttora incompiuto, e abbiamo fatto il possibile, e talvolta l’impossibile, per razionalizzare il suo comportamento e valutarlo con la fairness che gli è negata dai molti farabutti che lo avversano. Ma ora tocca a lui tirarsi su da questa incredibile condizione di minorità civile in cui si è ficcato, e reagire con scrupolo, intelligenza e forza d’animo. La situazione si è fatta grave, e perfino seria”.

Invece, il ‘colonnello’ Minzolini manda in onda smentite del governo senza spiegare a cosa si riferiscono, fa sparire i terremotati abruzzesi a Roma che contestano le promesse a loro parere mancate del premier e poi in una edizione successiva li nasconde in un servizio nel quale non si comprendono i termini della contestazione.

Il corrispondente de ‘la Repubblica’ dagli Usa, Vittorio Zucconi, sulla visita del premier ad Obama ha scritto che il Tg di Minzolini “mi ha fatto tornare giovane, nei miei anni a Mosca quando il Tg della sera Vremja, Radio Mosca e la Pravda raccontavano i viaggi all’estero di Leonid Brezhnev come apoteosi del grande leader sfoderando ogni millimetro di lingua”.

La questione Tg1 deve diventare un problema centrale dell’agenda politica italiana. La testata non si è mai distinta per indipendenza, uno dei suoi direttori, Bruno Vespa, arrivo à dire che il suo “editore di rifermento” era la Dc, ma i livelli di questi giorni non sono stati toccati neppure prima della riforma della Rai nel 1975.

Il servizio pubblico è come tutti sanno un luogo di lottizzazioni e di spartizioni politiche, tutti ‘tengono famiglia’ ed a nessuno è richiesto di fare l’eroe. Tuttavia i giornalisti del servizio pubblico debbono mantenere un decoro per obbligo morale, perchè sono pagati coi soldi dei cittadini per fornire loro un servizio.

E’ inamissibile che il più importante giornale italiano per numero di ‘clienti’ ometta di informare o lo faccia superando ogni ragionevole obbligo di ‘dipendenza’ dal potere. La tesi in base alla quale esiste la lottizzazione perchè ci sono persone che si lasciano lottizzare, in un Paese nel quale si arriva a sospettare (solo sospettare, senza dati concreti, ma è sufficiente il dubbio) che delle squillo soggiornino nella casa del presidente del Consiglio, potrebbe sembrare ingenua, ma così non è.

Qualcuno solo immagina Sarkozy con una escort all’Eliseo, Obama con una ‘coniglietta’ a Camp David, Merkel in un cottage nella Foresta Nera con uno spogliarellista? E qualcuno immagina la Cnn, la Bbc, France 2 o la Ard tedesca non dire ai propri spettatori che il premier di ‘Bordellandia’ (non esiste ancora, ma chissà) potrebbe essere stato in compagnia di signorine allegre?

I giornalisti del Tg1 dovrebbero ricordare i propri doveri verso il pubblico, i cittadini-clienti chiedere obiettività. Nel frattempo in Italia si rafforza il regime, perchè senza conoscenza dei fatti è impossibile rendersi conto della realtà. E questo non è tollerabile in una democrazia.

Roberto Barbera

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