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La Terra rischia l’estinzione

Autore: . Data: martedì, 16 giugno 2009Commenti (0)

La drammatica ipotesi sarebbe la conseguenza dei cambiamenti climatici, almeno secondo Jeremy Rifkin.

inquinamento_atmosfericoIl pianeta sta vivendo una “grave situazione” sotto il profilo ambientale e climatico, i cambiamenti che stanno avvenendo “in tempo reale” e con “una grande accelerazione” destano allarme e fanno paventare “il rischio di estinzione di tutte le specie entro la fine del secolo”.

A sostenerlo è stato il presidente della Foundation on Economic Trends, Jeremy Rifkin, durante la sua Lectio magistralis intitolata “Leading the way to a third industraila Revolution” al Sustainability International Forum (Sif), il primo forum internazionale sulla sostenibilità promosso da Minerva, la marketing innovation company e P&G Alumni a palazzo Colonna ieri a Roma.

“Se la temperatura dell’acqua aumenterà di 3 gradi Celsius, si arriverà a una situazione di 3 milioni di anni fa, al Pleocene e saremo a rischio estinzione e sarà la fine della civiltà umana”, ha spiegato il guru dell’economia e profondo conoscitore delle tematiche ambientali americane.

Rifkin ha parlato di sottostima del fenomeno da parte di tutti, di previsioni sbagliate da parte degli esperti, a cominciare da lui stesso. La situazione “non ha precedenti, dobbiamo riaprire le dighe 100 anni prima rispetto a quanto avevamo previsto pochi anni fa, quando stilammo il ‘Terzo rapporto sui cambiamenti climatici’ (ora siamo al quarto, ndr)”.

Alla luce di questo per l’esperto “serve un piano e una strategia mondiale che ci possa portare in modo molto veloce all’era del Post Co2. C’è bisogno di una road map non possiamo sbagliare” perchè “non c’è piano economico senza business plan”.

L’idea di Rifkin è quella di una terza Rivoluzione industriale, siamo al tramonto della seconda, che si fondi sull’”energia distribuita e condivisa”, che sta “nel cortile di casa: il sole splende tutto il giorno, il vento soffia, la terra sprigiona caldo, anche il pattume e i residui agricoli producono energia e infine l’idroelettrica”.

E alla platea di imprenditori, rappresentanti delle istituzioni e dell’economia Rifkin, con il suo fare diretto e appassionato, ha detto che bisogna arrivare a un “capitalismo distribuito e condiviso”.

Ma il guru americano ha avvertito: “Il cambiamento economico non è un’utopia, ma non ne ho sentito parlare. Neppure Obama ha parlato ad esempio del consumo di carne che è la terza causa di surriscaldamento del pianeta”. Insomma per Rifkin occorre passare “dalla geopolitica alla biopolitica e fare in modo che ogni creatura abbia il diritto assoluto di accesso all’energia, un diritto indiscutibile. Tutti gli esseri umani hanno diritto a partecipare a questa risorsa”.

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