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La Sicilia dei poveri

Autore: . Data: mercoledì, 3 giugno 2009Commenti (0)

Mentre a Palermo si combatte la ‘battaglia della monnezza’ ed il governo pensa al ponte sullo Stretto si scopre che sull’isola c’è un povero ogni tre persone. Nel resto d’Italia non va meglio.

poveri2Sconcertanti i dati diffusi dal ‘Rapporto Annuale 2008 del Dipartimento per lo Sviluppo e la Coesione economica sugli interventi nelle aree sottoutilizzate’ e resi noti dal ministero dello Sviluppo economico. Lo studio analizza proprio la situazione del Paese con un’attenzione particolare alle differenze strutturali tra aree.

I poveri, ovvero coloro che vivono con redditi bassissimi sono tanti in Italia. Nella bellissima Sicilia, la regione col triste primato di indigenti, sono circa il 30 per cento della popolazione.

Ma è tutto il Sud ad essere in difficoltà. Male anche la Sardegna e Molise. Al Nord un tasso percentuale di povertà a due cifre è riscontrabile solo in Liguria, che comunque si colloca sotto la media nazionale.

Il Veneto, la Toscana e la provincia di Bolzano risultano le aree con una minore incidenza di persone in difficoltà economica. Con una dichiarazione singolare, considerata la scarsa attenzione del governo per la ‘questione meridionale’ il ministro  Claudio Scajola ha detto: “Le origini internazionali dell’attuale difficile congiuntura economica non devono distrarre l’attenzione dai problemi strutturali del Paese e segnatamente del Mezzogiorno, che acuiscono l’impatto del ciclo economico sui territori”.

Per il ministro la “questione meridionale” è “questione nazionale” e “la complessità della situazione impone rigore nell’analisi e coraggio nelle scelte, soprattutto nell’individuazione delle possibili linee di intervento verso cui orientare risorse finanziarie sempre più limitate”.

Lo scandalo nella gestione dei rifiuti a Palermo, il ritardo nella costruzione di infrastrutture, la crisi industriale, il taglio dei fondi alle forze dell’ordine che combattono la criminalità organizzata sono per il ministro scelte fatte da chissà quale governo.

Scajola ha aggiunto che alle differenze croniche tra Nord e Sud si è aggiunta la crisi e “le possibilità di riscatto delle Regioni del Mezzogiorno sono state fortemente condizionate dal progressivo arretramento, in termini di prodotto e competitività, di tutto il Paese”.

Ma non solo tutte le Regioni del Sud risultano con indici superiori alla media nazionale, ma risulta anche in alcuni casi un peggioramento negli anni. Se nel 2002 i siciliani che vivevano in famiglie al di sotto della soglia di povertà erano il 23,1 per cento della popolazione, nel 2007 sono schizzati al 31,8.

A questo si aggiungono altri indicatori di disagio: nel 2008, per esempio, l’11,7 per cento degli italiani ha denunciato irregolarità nell’erogazione dell’acqua, una percentuale che quasi raddoppia, arrivando al 20,6 nel Mezzogiorno e che tocca punte del 30,8 in Calabria.

I dati sono allarmanti e fotografano un Paese in forte crisi. Ma se da una parte il governo è del tutto immobile per quanto riguarda la povertà, l’argomento non sembra interessare i media.

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