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La città fantasma degli elicotteri

Autore: . Data: lunedì, 22 giugno 2009Commenti (0)

Nella recente visita a Washington Berlusconi ha registrato un altro insuccesso. Di cui nessuno parla.

elicottero-casa-biancaIl Pentagono ha recentemente bloccato il contratto con Lockheed Martin e Agusta-Westland (Finmeccanica) per la costruzione dei nuovi elicotteri della Casa Bianca e da quel momento Owego il polo industriale dello stato di New York che ospita la fabbrica incaricata di produrre i velivoli si sta trasformando in una città fantasma.

Il quotidiano ‘The Washington Post’ ha dedicato ieri un lungo articolo alle conseguenze devastanti per gli abitanti della cittadina: oltre 200 dipendenti dell’impianto locale della Lockheed Martin sono stati licenziati, mentre altri 750 perderanno il posto il mese prossimo.

In città è diventata famosa una lettera scritta ad Obama da una bambina di dodici anni, i cui genitori sono entrambi dipendenti della Lockheed. La piccola ha scritto: “La Lockheed è la maggior fonte di lavoro qui a Owego. Se cancellate il programma, mia madre perderà il suo lavoro, così come tante altre persone. Owego diventerà una città fantasma. Ho passato qui tutta la mia vita. Per favore, presidente Obama, ripensaci”.

La lettera, osserva oggi il Washington Post, riflette gli umori di tutti gli abitanti della cittadina (circa 20 mila) situata lungo le sponde del fiume Susquehanna. Gli abitanti di Owego continuano ad essere perplessi. “Il presidente Obama sta usando una flotta di elicotteri vecchia di trenta anni – ha detto al Washington Post George Swaney, proprietario di una tavola calda – Chi desidera volare su un elicottero di trenta anni?”.

David Honnick, un altro abitante di Owego ha aggiunto: “È come comprare una vettura e rifiutarsi poi di acquistare i pneumatici. Dopo avere speso così tanto nel programma di elicotteri, sembra veramente sciocco da parte del Pentagono mandare tutto a monte”.

Il quotidiano ha ricordato che il contratto per la nuova flotta di elicotteri della Casa Bianca, vinto da Lockeheed-Agusta, è entrato in crisi per l’aumento dei costi causato dalla richiesta di modifiche della amministrazione Bush che desiderava “una limousine volante corazzata per 14 persone con la capacità di volare per 500 chilometri ed con i sofisticati dispositivi di sicurezza dell’era del dopo attentato alle Torri gemelle”.

Le richieste della Casa Bianca avevano di fatto raddoppiato il costo dei 23 elicotteri. “Il Congresso potrebbe in teoria ancora destinare nuovi fondi al programma – ha scritto il Washington Post – ma con la Lockheed già impegnata nello smantellare il progetto le possibilità che ciò avvenga appaiono minime”.

Il deputato di New York Maurice Hinchey non si è ancora arreso. “È illogico eliminare questo programma – ha affermato – è in fase così avanzata, così tanti elicotteri sono pronti ad essere usati. È assurdo bloccarlo”.

Uno dei punti dell’incontro di Berlusconi con Obama, sembra, fosse il ‘nodo elicotteri’. Ma sull’argomento il Cavaliere non ha ottenuto nulla, mentre si è portato a casa l’impegno ad impiegare altri militari in Afghanistan (con un aumento delle già altissimo costo del contingente operativo in quel Paese). Si spera vada meglio al G8, quando i due si incontreranno ancora, feste permettendo, naturalmente, perchè con una immagine internazionale così compromessa il premier ha ben pochi assi da mettere sul tavolo delle trattative.

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