Il lager di Ponte Galeria
Una delegazione della Regione Lazio ha visitato il centro per immigrati.
L’assessore alle Politiche sociali della regione Lazio, Anna Salomè Coppotelli dopo aver visto il Centro di identificazione ed espulsione della capitale ha detto: “Il sopralluogo mi ha fortemente scosso come persona e come medico. Non sembrava di essere vicino a Roma. Le condizioni igienico sanitarie sono indecorose. Gli oltre trecento trattenuti, uomini e donne, dovrebbero essere accolti e ospitati in attesa di provvedimenti da parte dell’autorità competente”.
Nel Centro, gestito dalla Prefettura, dovrebbero esser garantiti prestazioni e servizi attraverso convenzioni con enti, associazioni o cooperative. Assistenza alla persona in primo luogo.
Tra i migranti reclusi molti pensano sia meglio un carcere vero. “Non so se sia meglio o peggio – ha spiegato Claudio Iocchi, direttore del comitato provinciale della Croce Rossa, l’organismo che gestisce il centro ed anche lui con Coppotelli – le pulizie sono costanti, ma il fatto è che qui l’igiene non è mai sufficiente. Nel reparto donne la situazione è accettabile, ma in quello uomini purtroppo non è così, e siamo alle prese anche con danneggiamenti frequenti degli arredi. È un problema di abitudini”.
Il presidente Marrazzo ha aggiunto: “Non bisogna mai dimenticare la dignità delle persone e rispetto a strutture come il Cie di Ponte Galeria c’e’ una necessità: la capacità di saperle separare da un percorso penitenziario e farle diventare dei luoghi che devono accogliere per breve tempo”.
L’assessore Coppotelli ha spiegato che “la Regione Lazio ha avuto e mantiene una costante attenzione per la dignità delle persone trattenute nel Cie di Ponte Galeria attraverso i molti sopralluoghi effettuati dai consiglieri e ieri (lunedì, ndr) dal Presidente Marrazzo con la sottoscritta, il collega Nieri e il Garante Marroni”.
“La Regione, inoltre, ha assunto il concreto impegno a migliorarne le condizioni di vita dei trattenuti già lo scorso anno. Infatti, la legge regionale n. 14 del luglio 2008, concernente i diritti civili e sociali dei cittadini stranieri immigrati, prevede all’art. 19 l’impegno anche economico della Regione per migliorare le condizioni ambientali dei centri. La nostra Regione – ha concluso – può e saprà svolgere il fondamentale ruolo di promozione del rispetto dei diritti umani. Siamo una comunità solidale e attraverso la capacità ci accoglienza anche temporanea si possono rafforzare i fattori di contenimento delle condotte devianti dentro e fuori dai centri”.
Qualche settimana fa una reclusa tunisina si è suicidata a Ponte Galeria. Dopo un’ispezione organizzata dal prefetto Giuseppe Pecoraro per verificare le condizioni della struttura fu deciso di effettuare lavori importanti: tinteggiare i locali delle camerate, installare contenitori di rifiuti e panchine, riparare i climatizzatori rotti, creare una lavanderia, montare le zanzariere, coprire il campo di basket con erba sintetica, riaprire il bar, ampliare la biblioteca.
Nulla è stato ancora fatto.


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