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Il lager di Ponte Galeria

Autore: . Data: mercoledì, 24 giugno 2009Commenti (0)

Una delegazione della Regione Lazio ha visitato il centro per immigrati.

ponte-galeriaL’assessore alle Politiche sociali della regione Lazio, Anna Salomè Coppotelli dopo aver visto il Centro di identificazione ed espulsione della capitale ha detto: “Il sopralluogo mi ha fortemente scosso come persona e come medico. Non sembrava di essere vicino a Roma. Le condizioni igienico sanitarie sono indecorose. Gli oltre trecento trattenuti, uomini e donne, dovrebbero essere accolti e ospitati in attesa di provvedimenti da parte dell’autorità competente”.

Nel Centro, gestito dalla Prefettura, dovrebbero esser garantiti prestazioni e servizi attraverso convenzioni con enti, associazioni o cooperative. Assistenza alla persona in primo luogo.

Tra i migranti reclusi molti pensano sia meglio un carcere vero. “Non so se sia meglio o peggio – ha spiegato Claudio Iocchi, direttore del comitato provin­ciale della Croce Rossa, l’organi­smo che gestisce il centro ed anche lui con Coppotelli – le pulizie sono costanti, ma il fat­to è che qui l’igiene non è mai sufficiente. Nel reparto donne la situazione è accettabile, ma in quello uomini purtroppo non è così, e siamo alle prese anche con danneggiamenti fre­quenti degli arredi. È un proble­ma di abitudini”.

Il presidente Marrazzo ha aggiunto: “Non bisogna mai dimenticare la dignità delle persone e rispetto a strutture come il Cie di Ponte Galeria c’e’ una necessità: la capacità di saperle separare da un percorso penitenziario e farle diventare dei luoghi che devono accogliere per breve tempo”.

L’assessore Coppotelli ha spiegato che “la Regione Lazio ha avuto e mantiene una costante attenzione per la dignità delle persone trattenute nel Cie di Ponte Galeria attraverso i molti sopralluoghi effettuati dai consiglieri e ieri (lunedì, ndr) dal Presidente Marrazzo con la sottoscritta, il collega Nieri e il Garante Marroni”.

“La Regione, inoltre, ha assunto il concreto impegno a migliorarne le condizioni di vita dei trattenuti già lo scorso anno. Infatti, la legge regionale n. 14 del luglio 2008, concernente i diritti civili e sociali dei cittadini stranieri immigrati, prevede all’art. 19 l’impegno anche economico della Regione per migliorare le condizioni ambientali dei centri. La nostra Regione – ha concluso – può e saprà svolgere il fondamentale ruolo di promozione del rispetto dei diritti umani. Siamo una comunità solidale e attraverso la capacità ci accoglienza anche temporanea si possono rafforzare i fattori di contenimento delle condotte devianti dentro e fuori dai centri”.

Qualche setti­mana fa una reclusa tunisina si è suicidata a Ponte Galeria. Dopo un’ispezione organizzata dal prefetto Giuseppe Pecoraro per verificare le condizioni della struttura fu deciso di effettuare lavori importanti: tinteggiare i locali delle camerate, installare contenitori di rifiuti e panchine, riparare i climatizzatori rotti, creare una lavanderia, montare le zanzarie­re, coprire il campo di basket con erba sintetica, riapri­re il bar, ampliare la biblioteca.

Nulla è stato ancora fatto.

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