Il gradimento di ‘Papi Silvio’
Berlusconi si sente il leader più amato dell’Occidente ed è contento di sè. Una situaziuone imbarazzante.
Dichiarare per rendere reale quello che non lo è fa parte di una vecchia pratica pubblicitaria e così il presidente del Consiglio ha continuato a regalare numeri ai giornalisti. Ha affermato ieri: “Come dicono e anche negli ultimi sondaggi io sono al 61 per cento del gradimento dei miei cittadini. Ma questo non basta rispetto al record del presidente Dompè che è stato eletto alla guida di Farmindustria con il 99 per cento dei consensi, una cifra che polverizza tutti…”. Poi, il Cavaliere ha aggiunto citando un sondaggio sconosciuto. “Io il 61 per cento del gradimento, che è un record assoluto in Occidente, ma Dompè polverizza tutti. Io ed Emma – ha insistito sentendosi spiritoso e riferendosi al presidente di Confindustria Emma Marcegaglia – siamo in grave difficoltà…”.
Il Cavaliere sembra non rendersi conto della caduta verticale della credibilità del governo italiano nel mondo dopo la serie di scandali delle ultime settimane, dal caso Mills, ai voli di Stato, alle presunte escort a Palazzo Grazioli ed ha aggiunto: “Non cambio. Gli italiani mi vogliono così, il mio gradimento è al 61 per cento. Sentono che sono buono, generoso, sincero, leale, che mantengo le promesse”.
Per Berlusconi le notizie su di lui sono “spazzatura e calunnie”. Insistendo nel non dare risposte alle domande su Noemi Letizia, le feste in Sardegna e Roma, la signora D’Addario ed in generale sul suo stile di vita ha inistito con gli attacchi alla stampa che lo critica, affermando che raccontare cose a lui sgradite porta “meno credibilità, meno elettori e meno pubblicità” a chi li conduce.
“La verità esce sempre fuori, le menzogne verranno sempre fuori. Querelare? Io di solito non lo faccio, lo sapete. Vedremo se querelare. Queste cose qui sono calunnie e spazzature”.
Nei giorni scorsi ecco cosa ha scritto il giornale inglese ‘The Economist’ a proposito delle azioni del premier : “Alcuni ambasciatori italiani hanno fatto pressioni sui media ostili al signor Berlusconi. L’ambasciatore italiano a Madrid ha scritto al quotidiano El País per denunciare una “campagna sistematica per demolire l’immagine dell’Italia”. Recentemente un giornalista straniero a Roma è stato convocato dal Ministero degli Esteri. Lo staff di Berlusconi ha cercato di fare pressioni su un ambasciatore straniero per mettere in riga i giornalisti del suo paese. Tuttavia, Berlusconi ed i suoi sostenitori rifiutano il confronto con coloro che criticano. I corrispondenti esteri si lamentano di come spesso sia impossibile garantirsi interviste con i ministri del governo italiano. Alcuni giornalisti temono di essere intercettati. E la minaccia di azioni legali è costante. Il legale di Berlusconi fa causa a El País dopo che il quotidiano ha pubblicato le foto della villa in Sardegna. Fino all’arrivo di Berlusconi, i primi ministri italiani raramente facevano causa ai giornali. Il signor Berlusconi ne fa molte di cause (compreso al The Economist). Ha tutto il potere associato al patrimonio personale, al controllo dei media, dell’editoria e della televisione privata, oltre all’influenza sulle emittenti statali. Il 13 giugno ha fatto un richiamo (poi ritrattato) agli imprenditori italiani perché non comprassero pubblicità sui quotidiani nazionali troppo critici verso di lui”.
Chi mente tra Berlusconi e ‘The Economist’? E’ vero che sono state intentate cause contro ‘El Pais e ‘The Economist’ stesso?
Poi, senza timore di contraddirsi, sebbene abbia detto di non ricordare d’aver conosciuto la signora D’Addario (che invece potrebbe avere delle registrazioni nelle quali il Cavaliere la invita “nel letto grande”) il premier ha continuato: “Qualche cena mia è stata sicuramente divertente, io sono un grande intrattenitore, questo lo posso dare per scontato. Abbiamo sbagliato l’ospite e l’ospite ha sbagliato a portare quell’altro ospite…”.
Per Berlusconi non è un problema se in un edificio di Stato entrano persone di ogni tipo, anche pagate per farlo: “Io sono fatto così, gli italiani mi vogliono così. Sono sincero e leale e mantengo le promesse. Non ci saranno controlli in più, la vita è bella così…”.
Miriam Bartolini, in arte Veronica Lario, la moglie del premier aveva scritto: “Ho cercato di aiutare mio marito, ho implorato coloro che gli stanno accanto di fare altrettanto, come si farebbe con una persona che non sta bene. E’ stato tutto inutile”. Sembra avesse ragione.
Sulle difficoltà, tuttavia, il leader del Pdl potrebbe aver ragione. ‘The Financial Times’ ha pubblicato ieri un articolo secondo il quale “non siamo ancora al fuggi fuggi, ma importanti alleati di Silvio Berlusconi nella coalizione di governo stanno già contemplando un futuro senza di lui”.
Il giornale inglese avrebbe avuto le indiscrezioni da “alte fonti governative” italiane e non c’è motivo di dubitare dell’autorevolezza della ‘gola profonda’, perchè il quotidiano è tra i più credibili al mondo.
Guy Dinmore, l’autore dell’articolo, ha sostenuto che “importanti alleati nella coalizione di centrodestra italiana stanno già contemplando un futuro politico senza il loro leader”. Per il giornalista alcuni importanti “ministri chiave” stranno correndo ai ripari nel caso altre “scosse” mettano la nave guidata dal premier a rischio di affondamento.
Per ‘The Financial Times’ un informatore, definito collaboratore” di Berlusconi, sarebbe a conoscenza dell’apertura di un procedimento penale nei confronti di ‘Papi Silvio’ ed avrebbe detto a Dinmore che l’indagine potrebbe diventare pubblica in coincidenza col prossimo G8 dell’Aquila.
In realtà questa ultima affermazione potrebbe apparire come una mossa preventiva, divulgata da qualcuno per influenzare eventuali azioni della magistratura. Sulle dichiarazioni di D’Addario, la escort della notte a Palazzo Grazioli, il quotidiano britannico avrebbe saputo che alcuni ministri temono che le accuse della donna “si rivelino vere e dannose” e che le indagini sull’imprenditore barese Giampolo Tarantini possano “allargarsi”, come sembrerebbero indicare alcune voci raccolte da altri reporter nei giorni scorsi.
Il gornalista inglese ha scritto anche che “c’è la sensazione che l’ambizione di Berlusconi di diventare presidente della Repubblica al termine del suo mandato da primo ministro sia stata infranta”, mentre “l’immagine internazionale dell’Italia è peggiorata”.
Le dimissioni di Berlusconi non vengono date come imminenti, ma se il quotidiano finananziario della City ha scelto di rendere pubbliche le sue informazioni su cedimenti all’interno della maggioranza c’è da credere che Berlusconi, oltre a sentirsi il ‘capo più amato dell’Occidente’, potrebbe presto essere anche quello più in difficoltà. Che a guardarsi intono è un vero record, stando almeno alla situazione nella quale è cascato il premier inglese Gordon Brown.


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