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Il Garante: difendere i consumatori

Autore: . Data: mercoledì, 17 giugno 2009Commenti (0)

Antonio Catricalà mette in luce i passi falsi del governo e denuncia il “ritorno al passato”

consunatoriIl presidente dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato ha detto: “In Parlamento va scoraggiato lo stillicidio di iniziative volte a restaurare gli equilibri del passato, a detrimento dei consumatori”.

“Il processo di riapertura dei mercati deve essere riavviato” ha sottolineato Catricalà, ribadendo la necessità di “contrastare i rischi di una fenice corporativa alimentata dai gruppi tutori degli interessi di categoria”.

Il Garante ha indicato nell’alta velocità ferroviaria, nella disciplina del trasporto del gas, nel digitale terrestre e satellitare e nella banda larga alcuni degli “importanti appuntamenti che attendono il Paese”.

Pur riconoscendo che “gli investimenti pubblici e privati devono avere i ritorni attesi” e che “alcune forme di separazione tra rete e servizio sono di per sè onerose”, Catricalà ha ribadito che “non ci saranno aperture nè ampliamenti se prevarranno sempre gli incumbent, se sceglieremo ogni volta la soluzione meno destabilizzante per i vigenti equilibri”.

Soprattutto, “non sarà sufficiente la regolazione. Servirà un’attenta vigilanza perchè i monopolisti resistono anche alle riforme già approvate, come in più occasioni hanno dimostrato di saper fare”.

L’attenzione è in particolare su tre settori: “nella distribuzione farmaceutica, l’approvazione di riforme che riportino indietro le lancette dell’orologio ripristinerebbe di fatto il monopolio delle farmacie tradizionali, con la conseguente fuoriuscita di tanti nuovi operatori”, che hanno dato vita a sconti sui prodotti fino al 22,5 per cento del prezzo finale.

Nel settore assicurativo l’abrogazione della facoltà di recesso annuale “contribuirà a ingessare un mercato in cui la dinamica competitiva è già notoriamente molto attenuata”. Infine, sul mercato del gas, “l’Antitrust più volte si è espressa a favore del mantenimento di un tetto antitrust indispensabile per favorire una concorrenza effettiva nel settore”: una misura “flessibile” che tenga conto dei prossimi mutamenti del mercato. Allo stesso tempo, è necessario “eliminare le barriere amministrative che impediscono lo sviluppo” del mercato dello stoccaggio del metano.

Antonio Catricalà ha avvertito che “occorre vigilare affinchè i costi della crisi non siano riversati sui consumatori”. “Il pericolo – ha spiegato – è latente in tutti i mercati e si manifesta in particolare in quelli caratterizzati da intrecci e posizioni dominanti”. L’organismo di tutela della concorrenza ha segnalato “i rischi di un ritorno al protezionismo e a politiche restrittive, forse più facili in termini di consenso, ma dannose per gli interessi della collettività”. Ma è sopratutto “in ragione della crisi” che l’Autorità vuole riaffermare che “la concorrenza sviluppa nuova ricchezza da investire e da distribuire” e anche di fronte ai “vincoli di finanza pubblica, giustamente considerati dal governo”, si “possono solo incoraggiare le liberalizzazioni e lo sviluppo di autonome iniziative imprenditoriali, favorire soluzioni, forse più lente ma stabili, dei problemi di crescita che in Italia hanno da tempo assunto caratteristiche strutturali”.

L’Antitrust ha comminato dall’inizio del 2008 alla fine di aprile del 2009 sanzioni per complessivi 83 milioni di euro. Antonio Catricalà ha spiegato che nell’azione contro le intese restrittive della concorrenza sono state chiuse sei istruttorie “con l’accertamento della violazione e con multe per un ammontare complessivo di oltre 28 milioni di euro”.

Sul fronte degli abusi di posizione dominante, ha aggiunto il Garante, “nel 2008 abbiamo irrogato sanzioni per 3 milioni di euro”. Per quanto riguarda invece la tutela dei consumatori, “solo per le scorrettezze commerciali, l’importo complessivo delle sanzioni pecuniarie comminate dall’Autorità nel corso del 2008 e nei primi quattro mesi del 2009 ha registrato una decisa crescita rispetto al periodo precedente, superando i 52 milioni di euro”.

Il presidente dell’Antitrust ha anche reso noto che per “la resistenza di pochi” la class action “stenta a trovare la giusta considerazione” ed ha insistito: “L’anno scorso avevamo auspicato che il rischio dell’entrata in vigore della legge introduttiva servisse a migliorarla”, mentre “la soluzione che oggi si profila sembra di segno contrario e le associazioni dei consumatori sono rimaste sole nell’affermazione di un principio di civiltà giuridica”.

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