Hai celebrato messa? Patente sequestrata
L’Italia è sempre più vittima di se stessa. Ad un prete ritirano la patente perchè ritenuto ubriaco dopo aver bevuto il vino per quattro messe.
All’uscita dell’autostrada Milano-Torino i carabinieri hanno fermato un sacerdote e scoperto che aveva un percentuale di alcool di 0,8, quando il tasso consentito per legge è di 0,50.
Nonostante il superamento della soglia fosse irrisorio i militari gli hanno tolto la patente e lui si è giustificato: “Ho celebrato quattro messe in un giorno!”. La decisione di fissare un limite così basso sarebbe giustificata dalla volontà di impedire incidenti stradali, ma come sempre l’eccessivo zelo legislativo produce situazioni paradossali. Nello stesso tempo si vietano le intercettazioni telefoniche, favorendo l’attività dei criminali.
Il sacerdote ‘ubriacone’, tra l’altro, ha spiegato ai militari di essere astemio. Da qui il ricorso al giudice di pace per sostenere che l’eventuale stato alcolico non è addebitabile a una volontaria e cosciente assunzione.
Nella causa il religioso sarà assistito dagli avvocati Anna Orecchioni e Giacinto Canzona che sembrano aver maturato una discreta esperienza in vicende di questo genere. Sono gli stessi legali, infatti, che, nei giorni scorsi, hanno fatto sì che il giudice di pace restituisse la patente a un altro religioso, di fede diversa rispetto a quella del sacerdote cattolico.
Nell’altro caso seguito dai due legali la ‘vittima’ era un imam residente a Roma, che si trovato nella stessa situazione perché ‘beccato’ con una percentuale di alcool nel sangue dell’1 per cento. Come è noto gli islamici non bevono alcolici ed infatti la positività dell’imam era stata causata dall’uso di un farmaco anti-asma. Giovedì scorso il giudice di pace ha restituito all’uomo, operaio specializzato e padre di tre figli, la patente, sospendendo il provvedimento di ritiro.
I tribunali sono sotto organico, la macchina della giustizia è oberata di lavoro e si sente il bisogno di ingolfare le aule con questi ‘fondamentali’ esempi di repressione dell’alcolismo che non c’è.


Lascia un commento