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Grandi manovre a sinistra

Autore: . Data: venerdì, 12 giugno 2009Commenti (0)

Rifondazione comunista, comunisti italiani, Bertinotti e Sinistra e libertà non si sono accorti di essere quasi scomparsi nella società e progettano.

rifondazioneAnche grazie allo sbarramento del 4 per cento voluto congiuntamente da Pd e Pdl, la sinistra più o meno marxista non ha più alcuna rappresentanza parlamentare, in Italia ed in Europa. La cosa è grave, non solo per gli evidenti risvolti poltici, ma anche per quelli economici. Sarà interessante capire come senza finanziamenti pubblici le diverse formazioni saranno in grado di soppravvivere.

Sinistra è libertà, Rifondazione, Pdci e Bertinotti già pensano al pentolone delle magie e, come accade per il Pd, invece di analizzare i motivi per i quali i gruppi sociali di riferimento hanno abbandonato in gran numero il progressismo per passare alla Lega, al Pdl o all’astensionismo si interessano ad unificazioni di varia natura o a scenari futuribili.

Per Bertinotti “bisogna far nascere un partito nuovo della sinistra italiana, di tutta la sinistra italiana. Un partito creato da tutti quelli che oggi sono all’opposizione e che si sentono più o meno di sinistra, da Rifondazione all’Italia dei valori, dal Partito democratico al movimento di Vendola, dai socialisti ai Verdi, dai Comunisti italiani ai radicali”.

La cosa appare per lo meno bizzarra, consideranto il lvello di conflittualità tra i differenti ‘boss’ delle diverse componenti, che da anni combattono tra loro una battaglia all’ultimo ‘circolo’ per motivi che moltissimi elettori non hanno ancora capito.

L’ufficio poltico del Pcdi invece crede che “il risultato della Lista Comunista è decisamente insufficiente ancorché certamente più incoraggiante del 3.1 della Sinistra Arcobaleno dello scorso anno. Ora occorre non disperdere il patrimonio accumulato nel corso della campagna elettorale fatto di esperienze unitarie fra noi e i compagni del Prc nonché con esponenti di Socialismo 2000 e di tante donne e uomini delle sinistra che si sono riconosciuti in un comune progetto di alternativa. Il 3.4 per cento di voti va considerato quale punto di partenza per riprendere il cammino della riunificazione fra i Comunisti e le forze di alternativa anticapitalista”.

Con un linguaggio lontano anni luce da quello delle giovani generazioni e che ricorda un proclama del secolo scorso il Pdci continua: “L’Ufficio Politico del Partito dei Comunisti Italiani ribadisce la fermezza della linea. Si deve andare avanti nella riunificazione subito”.

Per il terzo polo della sgangherata compagnia, Sinistra e Libertà, ha parlato Nichi Vendola, avvertendo che “non si possono far resuscitare i morti: l’Ulivo è morto e il passato non si può replicare”. L’affermazione è diretta a Bertinotti ed alla sua proposta?

Il governatore della Puglia ha poi aggiunto di ritenere necessario “parlare con tutte le forze che si oppongono al governo”. Un dialogo che, tuttavia, “non è il presupposto di un’alleanza”.

Analizzando i risultati elettorali, a proposito del Prc, Vendola spiega che “una prospettiva identitaria non ha più spazio”, mentre “il berlusconismo va analizzato per capire la sua capacità di radicamento”. Tuttavia, avverte Vendola, “se antiberlusconismo vuol dire inventare un leader della sinistra che contrasti quello della destra”, questa va considerata “un’operazione culturalmente subalterna”.

Dopo aver espresso l’oscuro concetto il leader di ‘Sinistra e libertà’ ha concluso: “Io propongo a tutti di sospendere la discussione sul leader o sulla confezione del contenitore, per discutere dei contenuti” poichè “il campo in cui ci muoviamo è vasto, riguarda tutte le forze di opposizione al governo della destra”. La prospettiva non esclude l’Udc di Casini, perchè vendola ha ricordato: “Parlo con tutte le forze che si oppongono al governo”.

Non si vedono spiragli all’orizzonte.

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