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Europee: i desparecidos della Tv

Autore: . Data: lunedì, 1 giugno 2009Commenti (0)

Alcuni partiti sono ovunque e ad ogni ora. Nei Tg è ‘obbligatorio’ ascoltare commenti inutili di alcuni parlamentari. Poi ci sono i politici dimenticati.

fantasmaIn una lettera inviata ieri al presidente della Commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi, Sergio Zavoli, all’Ufficio di presidenza della commissione stessa e al presidente e direttore generale della Rai, i rappresentati di quattro delle Liste in corsa alle elezioni europee chiedono che siano moltiplicati gli spazi di comunicazione politica in vista del voto.

“Di fronte al fatto che gli ultimi giorni di campagna elettorale vedranno i programmi Rai, sia di informazione che di comunicazione politica, tutti dedicati al Pdl ed al Partito Democratico, Emma Bonino e Marco Pannella; Oliviero Diliberto, Paolo Ferrero e Cesare Salvi; Claudio Fava, Grazia Francescato e Riccardo Nencini; Francesco Storace” hanno firmato insieme la lettera.

“Considerando che gli spazi di comunicazione politica finora programmati per la campagna elettorale europea sono stati concepiti in modo tale – sia relativamente agli orari che alle reti di programmazione – da raggiungere una porzione assolutamente marginale degli elettori italiani (le tribune pomeridiane su Rai Due hanno un ascolto quando va bene sui 300mila), lasciando addirittura scoperta un’intera Regione come il Piemonte, e comunque senza possibilità di comunicazione al grande pubblico dei Telegiornali e delle trasmissioni di prima serata: chiediamo – hanno scritto – che la Rai, azienda concessionaria del Servizio pubblico, intervenga con la massima urgenza per moltiplicare la qualità e quantità degli spazi di comunicazione politica alfine di raggiungere una quota maggioritaria di elettori e garantire, almeno parzialmente, il diritto dei cittadini ad essere informati e dunque la democraticità delle elezioni stesse. Chiediamo in particolare di: creare un nuovo ciclo di tribune per la settimana conclusiva su Rai Uno immediatamente dopo i telegiornali del mezzogiorno e della prima serata; trasformare l’ultima settimana delle trasmissioni di approfondimento informativo in trasmissioni di comunicazione politica, che quindi seguano i criteri delle tribune; creare l’appello al voto per tutte le liste su Rai Uno in prima serata il 5 giugno”.

Sempre ieri una ventina di manifestanti hanno protestato davanti alla sede dell’Agcom, l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. I partecipanti all’iniziativa portavano cartelli bianchi con scritte come ‘Ladri di legalità’, ‘Basta furti di informazione’, ‘Agcom: garanzia di informazione’, ‘Basta censura’, e il simbolo della lista Pannella-Bonino.

Tra loro Rita Bernardini, Marco Beltrandi, Marco Cappato, Marco Perduca, Matteo Mecacci, tutti esponenti radicali.

“Siamo qui – ha spiegato il deputato Marco Beltrandi, componente della Commissione di vigilanza Rai – perchè nonostante i richiami dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni il silenzio intorno ai radicali e ad altri partiti non si è spezzato. Occorre che quel richiamo sia rispettato subito, che ci siano risposte concrete”.

Per questo Beltrandi si aspetta anche che la Vigilanza batta un colpo “magari convocando l’Ufficio di presidenza o che almeno il presidente Sergio zavoli intervenga”. Gli esponenti della Lista Bonino-Pannella vogliono un incontro urgente con i vertici della Rai e della Autorità per assicurare al 100 per cento degli italiani il diritto alla conoscenza ed all’informazione.

“Basta guardare i tg – ha detto Rita Bernardini – per vedere immediatamente che la lista Pannella-Bonino è sparita. Tutto ci continuano a ripetere: ‘ma perchè protestate sempre?’ Il fatto è che dobbiamo sempre lottare per strappare spazi d’informazione che ci sono riconosciuti per legge.

I Radicali hanno annunciato che da martedì 2 giugno militanti e dirigenti inizieranno uno sciopero totale della fame e della sete. È la prima volta nella storia politica italiana che sarà portato avanti uno sciopero della sete collettivo da parte dell’intero gruppo dirigente di un partito.

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