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In Italia ormai il Palazzo e la società civile sono pianeti separati. Si deve cercare di restituire ai cittadini trasparenza.

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Elezioni: un Paese in coma

Autore: barbera. Data: mercoledì, 24 giugno 2009Commenti (0)

Dopo i risultati  di lunedì si scopre un’Italia a pezzi, con il Palazzo in confusione ed i cittadini ormai ‘eticamente modifcati’.

comaMilioni di ex elettori hanno preferito restare a casa, un paio di centinaia di milioni di euro sono stati spesi per un referendum inutile, il direttore del più seguito telegionale italiano, il Tg1, dopo aver costruito la propria carriera sui ‘retroscena’  è andato in onda e detto che sulle ragazze festose a casa di ‘Papi Silvio’ non ci sono “notizie certe” per cui ha preferito non approfondire il fatto, a suo parere banale “gossip” da rotocalco.

Altri milioni di italiani sono andati alle urne ed hanno con giudizio votato. Una parte del Nord è ormai dipinta di verde, coi colori della Lega. Financo le Province di Venezia e Belluno  o il comune di Prato, dove per la prima volta dopo 63 anni perde la sinistra a causa della la crisi del tessile e per l’immigrazione cinese. Ha vinto il Pd coi suoi alleati, a Padova, grazie ad un sindaco, Flavio Zanonato, che assomiglia più ad uno sceriffo che ad un leader democratico.

Una parte del Paese è stanca e lontana da Palazzo, un’altra sostiene il partito di un presidente del Consiglio che ha trascinato il già basso prestigio italiano nel mondo ai livelli peggiori da sempre, un’altra ancora si stringe intorno al Pd del quale neppure il suo segretario conosce identità e linea politica ed infine aumentano i seguaci del razzismo, dell’odio per gli stranieri e dell’intolleranza, compatti sotto le insegne del partito della padania, una accezione geografica che ha senso solo nella fantasia dei suoi inventori.

Il debito pubblico è alle stelle dopo il tentativo (riuscito) dal governo Prodi di contenerlo, i disoccupati sono centinaia di migliaia, gli stipendi italiani sono tra i più tassati e bassi di tutti i Paesi svluppati, il prodotto industriale è in flessione costante, gli affitti sono irragiungibili, i mutui assolutamente impossibili per i giovani, l’università è incapace di avviare al lavoro, la scuola superiore è stata devastata dai tagli di bilancio, i servizi sono inefficienti, la sanità è al collasso, l’agricoltura nazionale è piegata dalle importazioni ed è meglio fermarsi qui.

Il ‘The Times’ ha scritto il 22 giugno scorso: “In qualunque altro paese del G8 un primo ministro accusato di essere immischiato in giri di ragazze squillo, e sospettato di avere passato la notte con una di loro, darebbe le dimissioni o sarebbe costretto a farlo”.

Il dubbio, nei Paesi anglosassoni, per chi ha tra le mani i bottoni del potere equivale alla responsabilità ed il quotidiano inglese non capisce perchè in Italia ci si comporti in altro modo. Un ministro del Regno Unito si è dimessa perchè il marito aveva addebitato ad un conto di Stato il noleggio di un film e perchè lei si era assicurata il rimborso delle spese di soggiorno a Londra sostenendo di vivere in un’abitazione in realtà di proprietà della sorella. Invece in italia una donna che afferma di aver ricevuto del denaro in cambio qualcosa, che lo fa spontaneamente, che vede le sue affermazioni confermate da altri, che produce documenti fotografici a conforto delle sue dichiarazioni, non produce alcun effetto sul potere.

Anzi, una parte dei media la attaccano, un’altra nasconde la notizia ed un’altra ancora affronta la vicenda come se si trattasse di ‘strambi pettegolezzi’. I cittadini non si indignano più di tanto. Le folle ‘cattoliche’, tanto attive per ‘salvare la vita’ di Eluana Englaro in coma irreversibile da anni, non mostrano particolare fastidio per un premier ultrasettantenne circondato da ragazze giovani e giovanissime e il popolo ‘laico’, impegnato nel denunciare le diseguaglianze sociali, non si indigna per più di due giorni anche se l’immagine delle donne esce devastata e supera qualunque confine del buonsenso. Nessuno, ‘cattolico’ e ‘laico’ è sgomento se qualcuno, per definire un uomo che si giova dei favori di una signorina, lo fa diventare “utilizzatore finale” di una ‘cosa’.

Ieri i commenti dei partiti erano di felicità. Tutti vincitori e nessuno sconfitto, che sarebbe la stessa cosa. Non si è letta una sola parola di profonda ansia per lo stato in cui versa la capacità di molti cittadini a percepire la gravità dello stato della ‘questione morale’. Il fatto che la Lega abbia spopolato, col suo bagaglio di cutura razzista non è motivo di allarme per nessuno.

Il ritornello della ‘sicurezza’ impazza nei programmi tv, mentre il mese finisce e per molti sono già finiti i soldi e la spesa è diventata un miraggio.

Queste elezioni sono forse l’ultimo grido di disperazione di un Paese che ormai sta scivolando in una terrificante notte di incubi e dolori. La superficialità del Palazzo, di tutto il Palazzo, non lascia molte speranze. Già cominciano i rumors sul futuro congresso del Pd, sul destino della defunta sinistra radicale, sul peso cresciuto di Bossi nel governo e via dicendo.

Riprende l’esercizio del ‘retroscena’ e rimane inascoltato il disagio di cittadini allo stremo. Berlusconi dice di essere vittima dell’ennesima congiura, i supporter del Cavaliere ci credono ed esultano, i militanti della Lega festeggiano, i fan del Pd si esercitano a coltivare le correnti e Di Pietro contesta tutto.

Fino a quando durerà?

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