Elezioni: Polonia, Spagna, Malta e Inghilterra
Anche in questi Paesi vince l’astensione.
Polonia – Enorme astensionismo, ha votato solo il 27,4 per cento. Piattaforma Civica, il partito pro europee di centro destra del primo ministro Donald Tusk, ha vinto le elezioni europee con il 44,39 per cento in Polonia (dati relativi allo scrutinio del 98,9 dei voti).
La Piattaforma Civica, che promette l’adozione dell’euro, avrà così 25 seggi, pari alla metà degli eurodeputati polacchi. Al secondo posto sono i conservatori euroscettici del Partito per la Legge e la Giustizia del presidente Lech Kaczynski, che hanno ottenuto il 27,41 per cento dei voti, pari a 15 seggi. Al terzo posto si piazza l’Alleanza Sinistra Democratica-sindacati, con il 12,33 per cento, pari a 7 seggi. Ultimo il Partito dei Contadini d’ispirazione cattolica, con il 7,3 per cento e 3 seggi.
Zapatero «castigato» dalla crisi economica. Titola così il sito del quotidiano spagnolo El Mundo nel riferire gli ultimi risultati delle elezioni europee in Spagna, che vedono il partito socialista del primo ministro Jose Luis Zapatero arrivare secondo con il 38,51%. Il voto «consolida la leadership di Mariano Rajoy», alla testa del Partito Popolare all’opposizione, formazione che ha ricevuto il 42,23%. Ai Popolari vanno 22 seggi nell’europarlamento, contro i 21 dei socialisti. Il partito socialista, che aveva trionfato alle ultime due elezioni politiche, perde circa 700mila voti rispetto alle precedenti elezioni europee, in un voto segnato dalla crisi economica e da quattro milioni di disoccupati.
Malta – Grande affluenza al voto, il 78,81 dei cittadini. I dati definitivi delle elezioni europee di sabato a Malta hanno confermato la schiacciante vittoria dei laburisti all’opposizione con il 55 per cento dei voti contro il 40,49 ottenuto dal partito nazionalista al governo.
Il Primo Ministro Lawrence Gonzi ha ammesso la sconfitta, dichiarando che l’elettorato ha mandato un chiaro messaggio al suo governo e non ha escluso un rimpasto del governo. Il nuovo leader laburista Joseph Muscat ha celebrato la vittoria davanti ad una grande folla radunata davanti al quartiere generale del partito, annunciando l’inizio di “una nuova era”. Nell’isola la vittoria dei socialisti ha punito i Verdi, che hanno ottenuto solo il 2.34 per cento, mentre hanno registrato un’avanzata i piccoli partiti dell’estrema destra guidati da ‘Imperium Europa’.
Inghilterra – Le elezioni europee segnano per i laburisti britannici quella che la Bbc chiama una “storica disfatta”. A spoglio quasi completato il partito del primo ministro Gordon Brown arriva al 15,3 per cento ed è solo il terzo partito in quello che è il peggior risultato dal dopoguerra. Primo partito sono i conservatori del leader dell’opposizione David Cameron, con il 28,6 per cento, mentre al secondo posto ci sono gli euroscettici dell’Ukip con il 17,4. I Verdi sono al 9 per cento. I nazionalisti di estrema destra del British National Party (Bnp), per la prima volta in un voto su scala nazionale, vincono due seggi, confermando anche nel Regno Unito l’esistenza di una sacca di razzismo.
Spagna – Anche qui la maggioranza non ha votato,raggiungendo il 55 per cento del corpo elettorale. Zapatero ha subito la crisi economica ed il partito socialista del primo ministro è arrivato secondo con il 38,51 per cento. Il voto ha favorito il Partito popolare all’opposizione, formazione che ha ricevuto il 42,23 per cento.
Ai Popolari vanno 22 seggi nell’europarlamento, contro i 21 dei socialisti. Il partito socialista, che aveva trionfato alle ultime due elezioni politiche, perde circa 700mila voti rispetto alle precedenti elezioni europee, in un voto segnato dalla crisi economica e da quattro milioni di disoccupati.


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