Corruzione dopo il terremoto in Molise
Due anni di indagini, quattro diversi filoni seguiti dalla Guardia di Finanza coordinata dal procuratore di Larino Nicola Magrone, 27 indagati.
Questi i numeri di una inchiesta sulla gestione della fase post terremoto in Molise (il sisma si verificò il 31 dicembre 2002 con epicentro a San Giuliano di Puglia, dove nel crollo della scuola morirono 27 bambini e una maestra).
Della vicenda fino ad ora non era trapelato nulla. A far diventare di dominio pubblico il caso è stato in queste ore l’avviso di conclusione delle indagini notificato a tutti coloro che sono finiti nel registro degli indagati.
Ci sono amministratori, funzionari pubblici locali, regionali e ministeriali oltre che imprenditori e un consigliere regionale. Al centro dell’inchiesta i lavori effettuati nel comune di Colletorto, centro confinante con San Giuliano di Puglia.
Gli investigatori hanno acceso i riflettori sulla costruzione di una scuola materna, sui puntellamenti realizzati dopo il terremoto per evitare il cedimento degli edifici lesionati, sui lavori per arginare le frane e sulla attivazione di una connessione veloce a internet nell’area in questione. I reati ipotizzati sono l’abuso d’ufficio, la turbativa d’asta, la concussione, il falso ideologico e materiale.
La Finanza per mesi ha portato avanti una serie di accertamenti con sopralluoghi, ispezioni nei cantieri, blitz in diversi uffici dove sono stati sequestrati centinaia di documenti. Tra gli indagati spicca la presenza di funzionari pubblici, anche legati al ministero dell’Ambiente, che avrebbero abusato del loro potere favorendo delle imprese con false dichiarazioni.
Ci sono poi ex componenti dell’amministrazione comunale, il sindaco attuale di Colletorto Fausto Tosto e il suo predecessore Antonio Mucciaccio. E ancora responsabili di alcuni uffici tecnici per la ricostruzione e i titolari di imprese molto note in Regione.
Infine spicca la presenza, nell’elenco degli indagati, di un consigliere regionale. La procura ha ricostruito in sostanza tutto l’iter seguito per alcuni interventi legati alle fase del dopo terremoto, indagando in tutte le direzioni e in tutti i settori. Gli indagati hanno ora venti giorni di tempo per chiedere di essere ascoltati o per presentare memorie difensive. Subito dopo la procura chiederà i rinvii a giudizio e sarà fissata l’udienza preliminare.


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