Continua lo sterminio delle balene
Grave scontro a Funchal, sull’isola portoghese di Madeira, tra favorevoli e contrari alla irragionevole caccia.
Nella cittadina sono in corso i lavori della Commissione internazionale baleniera (Iwc) che deve cercare di evitare una spaccatura fra sostenitori dell’interdizione e anti-proibizionisti.
In avvio della riunione, che è cominciata ieri e durerà cinque giorni, il presidente della Commissione, l’americano William Hogarth, ha detto che ci sono buone possibilità che le trattative aperte in seno alla Commissione nel 2008 in Cile si prolunghino ancora per un anno, allontanando per ora la prospettiva di una scissione fra gli 85 paesi membri.
“Cercheremo di prolungare questo processo per un altro anno” ha affermato Hogarth, avvertendo però di non ritenere che si possa rinviare un accordo oltre. “Se non troviamo risposte nel 2010, penso che diversi Paesi cercheranno di risolvere questi problemi altrimenti”.
Uno dei punti di maggiore controversia è la richiesta del Giappone di riprendere al largo delle proprie coste una caccia commerciale “limitata” in cambio di una riduzione di quella definita “scientifica” nell’Antartico, consentita dalla Iwc in deroga alla moratoria del 1986.
Tokyo sarebbe inoltre disponibile ad accettare la creazione di un santuario nell’ Atlantico Sud, come chiedono i paesi dell’America Latina. La flotta giapponese cattura per scopi ‘scientifici’ circa 100 balene ogni anno.
In Giappone come in Islanda la carne della balena viene presentata come parte della cultura nazionale e dell’alimentazione tradizionale. Islanda e Norvegia sono d’altronde i due soli paesi a praticare ancora una limitata caccia commerciale alla balena e Rejkyavik ha annunciato un aumento unilaterale delle sue quote per quest’anno, e prevede di catturare 150 balenottere.
Una decisione criticata dalle organizzazioni ambientaliste e da diversi stati membri Iwc. Dalla metà degli anni ’80, malgrado la moratoria, si ritiene siano state uccise circa 40.000 balene, per scopi ‘commerciali’ o ‘scientifici’.
Le associazioni di difesa dell’ambiente vedono inoltre con preoccupazione avvicinarsi una possibile ripresa della caccia alle megattere – protette già dal 1963 – da parte della Groenlandia. La richiesta è stata trasmessa dal governo danese alla Iwc. In nome della ‘caccia di sussistenza’ delle proprie popolazioni indigene le autorità groenlandesi vorrebbero consentire la cattura di 10 megattere all’anno.


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