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Cinquemila le foto su Berlusconi

Autore: barbera. Data: venerdì, 12 giugno 2009Commenti (0)

Tanti sarebbero gli scatti realizati a ‘Villa Certosa’. Una domanda in attesa che siano pubblicati: come è stato possibile tenerle nel cassetto per anni?

berlusconi7Scrive ‘la Repubblica’ stamattina: “Le 700 foto che mi hanno sequestrato non sono le sole che ho fatto – spiega (Zappadu, il reporter sardo autore delle immagini diffuse da ‘El Pais’,ndr) – Se proprio la devo dire tutta, io, tra il 2006 e il 2009, ho scattato cinquemila fotografie. All’aeroporto di Olbia e all’interno di Villa Certosa”. Che tipo di foto? Zappadu allarga le braccia: “Mettiamola così: nulla di pruriginoso. Piuttosto, direi immagini politicamente imbarazzanti. Ne posso raccontare una: sarà stata la tarda primavera del 2008 e nei giardini della villa, c’è un finto matrimonio tra Berlusconi e una ragazza. Ci sono il bouquet di fiori e un gruppo di altre ragazze intorno a loro che applaudono divertite”.

Il quotidiano romanno descrive il ‘filo narrativo’ dei reportage.

Sezione ‘ragazze’: “Si è scritto nelle scorse settimane di “docce saffiche”, di nudi in topless a bordo piscina, di ragazze, ora in pigiama, ora in baby-doll a passeggio nel patio della villa, lasciando immaginare squarci vouyeristici. In realtà, quello che colpisce delle sequenze in cui le ragazze vengono ritratte, non è tanto quel che fanno (c’è una doccia, ma non è saffica, tanto per dirne una), ma come appaiono. Alcune sembrano avere tratti slavi. E, nonostante vengano tutte riprese sempre in pieno giorno (normalmente tra le 13 le 16), è come se indossassero un costume di scena. Passeggiano nel parco non in jeans o in scarpe da ginnastica, ma con stivali in velluto (viola, bianchi) scarpe dai tacchi alti, ridottissime minigonne, abiti colorati che ne fasciano i corpi”.

Sezione ‘voli’: “Zappadu ne documenta sei. 9 dicembre 2007. 25 marzo 2008. 17 aprile 2008. 24 maggio 2008. 3 agosto 2008. 18 agosto 2008. Solo due, quello del 25 marzo e del 24 maggio 2008 hanno le insegne e il tricolore dell’Aeronautica militare. E sia sull’uno che sull’altro salgono almeno due persone che non sembrano far parte di alcuna delegazione ufficiale. Lo chansonnier personale del premier Apicella (24 maggio) e con lui artisti e artiste del Bagaglino”.

Sezione ‘premier’: “Appare tra loro (in due sole occasioni) (le ragazze, ndr), indossa un pullover blu, dimostra confidenza. In un caso, le invita (si distingue una ragazza bruna dall’abito giallo acceso) a seguirlo all’interno della villa. In un altro – è il pomeriggio del 17 maggio – da quelle ragazze è circondato. Se ne contano cinque. Giovani. Gli fanno da corona mentre, in un patio della villa circondato da una macchia lussureggiante, il Presidente fa strada verso un kart da golf, cui si metterà alla guida”.

Sezione ‘ospiti’: “Come se volesse agganciare nel contesto delle ragazze altri uomini, altri testimoni, che non siano il solo Presidente del Consiglio. Accade il 18 ottobre del 2008. Due ragazze (una in abito giallo, l’altra con una maglietta rosa) sono con Berlusconi alla sommità di una scala che affaccia su un patio. Tre uomini li seguono. Appaiono ospiti di mezza età. Il primo veste un maglione beige e ha il volto incorniciato da baffi e capelli bianchi. Anche il secondo gli sembra coetaneo: capelli bianchi, golf blu, pantaloni scuri. L’ultimo, sullo sfondo, osserva la scena: stringe una rivista, ha un gilet di cotone e scarpe bianche”.

Nessuna delle foto, almeno secondo il quotidiano romano che le avrebbe viste, è ‘esplosiva’, ma tutte insieme permettono di descivere un ambiente, un modo di vivere, un contesto. E, se quello che ‘la Repubblica’ racconta corrisponde al vero, non si tratterebbe di un ‘mondo’ del tutto compatibile con le rigidità comportamentali che dovrebbero circondare uno statista.

Il dubbio, però, che qualcosa non funzioni in tutta la vicenda è un altro. In un Paese del gossip, con decine di giornali scandalistici che pubblicano qualunque immagine di velina o personaggio televisivo anche di indefinibile livello e coi grandi quotidiani on line che segono le orme dei tabloid, come è possibile ignorare per tre anni cinquemila foto? E perchè Zappadu sostiene che saranno rese pubbliche, ma “non in Italia”?

Cosa sta succedendo o è già sucesso al giornalismo nazionale? Il caso Corona a questo proposito dovrebbe far riflettere, perchè dietro quella ‘distribuzione anomala’ di materiale informativo potrebbe celarsi un quadro più inquetante, nel quale la selezione delle cose da far sapere e di quelle da omettere non si determinerebbe per ‘dovere ad informare’, ma per ‘rispetto verso il potere’.

E col giornalismo quel tipo di ‘rispetto’ non deve avere rapporti.

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