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Berlusconi tra voli di Stato e Rosario Fiorello

Autore: . Data: mercoledì, 17 giugno 2009Commenti (0)

Può esistere una connessione tra i viaggi a villa Certosa ed il comico siciliano? Il tribunale archivia, il buon senso no.

fiorelloCome era facilmente prevedibile, la Procura di Roma ha chiesto l’archviazione per il premier nell’inchiesta per abuso d’ufficio in relazione all’uso di voli di Stato per trasportare a Villa Certosa, in Sardegna, alcuni suoi amici.

La Procura di Roma ha motivato la decisione con il fatto che sui 6 voli di Stato che hanno trasportato gli ospiti del premier erano presenti anche persone che avevano diritto a usufruire di quel tipo di trasporto.

In Italia è difficile comprendere la differenza tra responsabilità penali e senso dello Stato. Anche grazie alla modifica del regolamento, che autorizza la presenza di ‘ospiti’ sugli aerei militari utilizzati dal governo, era presumibile che i magistrati avrebbero ritenuto ‘lecito’ l’operato del Cavaliere.

La cosa, però, se osservata dal punto di vista ‘morale’, per usare una parola forse un po’ troppo forte, può esser vista in altro modo. E’ giusto che un uomo potente ed alla guida del Paese porti cantanti, orchestrali, ballerine o altri passeggeri nella sua casa al mare con un aereo messo a disposizione dalle istituzioni? Il tema non avrebbe bisogno di essere sviluppato fuori dal Belpaese, perchè con facilità tutti risponderebbero un bel no, senza indugi.

Qui, invece, ormai molte cose appaiono lecite, per cui un gran numero di fan del Cavaliere sono financo orgogliosi di avere un Capo tanto dinamico ed avventuroso. Ed attento ai propri interessi, naturalmente mai in conflitto con quelli pubblici. Tanto da aver indotto persino l’agnostico Rosario ‘Saro’ Fiorello  a fare vaghe considerazioni sul potere.

Il simpatico uomo di spettacolo, uno dei pochi in circolazione che sappia fare bene il proprio lavoro, ha rilasciato una lunga intervista a ‘Vanity Fair’, patinata rivista a cavallo tra la moda ed il gossip.

Le parole dello showmen, tuttavia, dovrebbero interessare le cronache politiche, non tanto quelle più leggere sul mondo della televisione. Che ha detto il poliedrico artista?

Ecco alcuni passaggi dell’articolo. Fiorello dopo aver premesso:”Con Mediaset in effetti c’era un progetto. Mi stavo vedendo con Valerio Staffelli e con il mio amico Antonio Ricci. Mi avevano proposto una nuova edizione di ‘Striscia’. Con Staffelli l’avrei anche fatta, magari tra un paio di stagioni”, quindi ha aggiunto: “Adesso mai più”.

Qual’è il motivo? Presto detto: “E pensare -ha spiegato – che con Piersilvio sono anche andato due volte a pranzo. Mi diceva: ‘Vieni da noi a qualunque cifra”. Poi, dopo il contratto con Sky la situazione si è ingarbugliata. Confalonieri commentò: “Per fare quegli ascolti poteva passare a La7″, Emilio Fede si accanì: “Fiorello non mi piace più, preferisco Benigni” e  Carlo Rossella rese noto: “Ha incassato 15 milioni di euro”.

Fu allora che l’attore si rese conto “che mi ero infilato dentro a una guerra tra Berlusconi e Murdoch, proprietario di Sky. Nè che avevo incrinato la sacralità del potere del Cavaliere”.

Fiorello ha insistito: “Tanto meno sapevo che sarei diventato il vaso di coccio in mezzo al ferro e al fuoco della politica. E che per quanti planetari problemi ci fossero nel Paese, come la crisi, o il terremoto, o i rifiuti a Napoli e Palermo, tutti i moschetti del centrodestra avrebbero trovato il tempo e la voglia di circondarmi per fucilarmi di parole e di sarcasmi e di rancori”.

Ecco che un uomo sempre attento a non sbilanciarsi, per nessun motivo identificabile come un ‘artista rosso’ finisce in un pasticcio. “Lavorando ho sempre cercato di cambiare le carte in tavola dello spettacolo, di non accontentarmi mai. Di rischiare strade nuove -ha spiegato Fiorello- ho smesso di fare il karaoke quando stavo a 6,5 milioni di spettatori a sera. Mi dicevano: ‘Sei un pazzo a lasciarè. Con Stasera pago io, sono arrivato a 9 milioni di spettatori. Un giorno ho detto basta, voglio fare solo la radio. E anche quella volta: ‘Sei un pazzo furioso, butti il successo dalla finestra!”.

Dopo la radio e coò passaggio alla tv satellitare, grande avversaria di Mediaset, Fiorello è incorso nelle attenzioni di Berlusconi. Il premier lo ha invitato a casa sua e secondo alcune notizie gli avrebbe fatto una ‘buona offerta’ per stracciare il contratto.

“A Palazzo Grazioli – ha detto Giampiero Solari, regista di Fiorello e oggi coordinatore dei programmi della tv di Murdoch, a Leandro Palestini e Ernesto Assante, due giornalisti di Repubblica che lo hanno intervistato – Fiore ha rifiutato una trattativa con Berlusconi. Il premier voleva convincere Fiorello a non passare a Sky. Lui ha detto no. Quel giorno con il premier non si è parlato di calcio, di Milan o di Kakà”.

Nell’intervista l’artista siciliano ha approfondito l”argomento: “Avevo davanti il presidente del Consiglio che si occupava di me, un guitto, un saltimbanco, e mi diceva: “La tua strada è senza ritorno”. L’ho messa sul ridere e me la sono data a gambe”.

Infine Forello ha spiegato che dei 15 milioni d euro di cui ha parlato Rossella non ha guadagnato “nemmeno la metà della metà”.

Dov’è il problema. Anche in questo caso, come per i voli di Stato tutto è lecito, ma anche opportuno? Non aveva dichiarato ‘Papi Silvio’ che i suoi rapporti con Mediaset erano finiti. Ed è opportuno che un presidente del Consiglio ‘inviti’ un artista a lavorare per la propria azienda per non farlo andare dalla concorrenza?

Ecco perchè le parole di Fiorello dovrebbero interessare i resoconti politici. Ma probabilmente non accadrà. Ha cominciato il ‘Corriere della Sera’, che nella sua edizione on line ha messo la notizia nella colonna ‘Zappingnews’, come dire ‘un po’ di tutto’. Lo seguiranno anche gli altri su questa strada?

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