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Berlusconi smentisce se stesso

Autore: . Data: sabato, 6 giugno 2009Commenti (0)

Dire e subito dopo negare, affermare e immediatamente sostenere il contrario. Lo sport preferito del premier.

contraddizioniA proposito di un intervento del governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi. il premier aveva detto il 29 maggio che si trattava di un discorso “positivo e attento all’ottimismo” ed aggiunto poco dopo: “È una relazione che addirittura qualcuno mi ha detto molto berlusconiana”.

Ieri la stessa persona, ovvero il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, su quelle stesse parole di Draghi ha ridetto: “Questa è un’informazione del governatore che non corrisponde alle cose che emergono dalla nostra conoscenza della realtà italiana”.

Per il governatore I lavoratori in cassa integrazione e quanti cercano un lavoro “sono già oggi  l’8,5 per cento della forza lavoro, una quota che potrebbe salire oltre il 10″, con un’ulteriore calo del reddito disponibile delle famiglie e dei loro consumi.

Draghi aveva lanciato quindi un allarme contro una crisi “che rischia di deteriorare ulteriormente il mercato del lavoro”, spegando che “non servono rivoluzioni, ma una riforma organica e rigorosa degli ammortizzatori sociali esistenti, che renda più universali i trattamenti”.

Il capo della Banca d’Italia aveva chiesto infine “un buon sistema di ammortizzatori sociali per chi cerca un nuovo lavoro, finanziariamente in equilibrio nell’arco del ciclo economico” insieme ad “un sostegno definito, non discrezionale, condizionato alla ricerca di attiva di un’occupazione”.

Il 3 giugno, durante uno dei tanti monologhi televisivi il Cavaliere, da Bruno Vespa, aveva sostenuto: “Oggi non c’è nessuno che perdendo il lavoro non venga aiutato dallo Stato. C’è la Cassa integrazione per i precari così come per i lavoratori a progetto”.

Ieri invece ha rettificato: “lo Stato è vicino ai cittadini quando sono nella difficoltà e nel bisogno” e annunciato che il Governo “sta lavorando” affinchè la percentuale del bonus una tantum concessa ai co.co.pro., attualmente fissata al 20 per cento, quando perdono il lavoro “venga innalzata”.

E’ giusto sapere che la misura varata dal governo pei i precari prevede che sia loro versato il 20 per cento di una mensilità per un anno. Come ha reso noto il leader del Pd, Dario Franceschini,  “35 euro al mese”.

I numeri, le cifre, le percentuali che Berlusconi snocciola in ogni pubblica esternazione non vengono mai verificati dai giornalisti presenti e dati per buoni. Salvo poi che informazioni e dati non siano ‘rivisti’ poche ore dopo per le necessità del caso dal documentatissimo premier.

Come ha scritto ‘Diario de Noticias’, un quotidiano portoghese, “quasi metà dell’Italia lo adora, l’altra metà lo detesta, e una buona parte lo invidia. E la vittoria elettorale si ha quando i voti degli invidiosi si sommano a quelli dei fedelissimi. E’ successo nel 1994, nel 2001 e nel 2008″.

Ai suoi elettori può essere suggerita la conclusione di un articolo di Kristina Kappelin per il quotidiano svedese Sydsvenskan: “Con il piumino del fondotinta in mano e senza argomenti politici, Silvio Berlusconi appare come un patetico anziano con poco giudizio, che non riesce a trattare nemmeno con i suoi elettori più fedeli – gli imprenditori italiani – e che deve circondarsi di ragazzine per sentirsi maschio e virile”.

Il pericolo che quest’uomo rappresenta per il Paese è enorme, ma ancor più grave è osservare la convizione con la quale una parte dei cittadini italiani continua a credergli

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