cronaca

I fatti senza distorsioni, opinioni o interpretazioni. Spesso la realtà è differente da come viene raccontata dai media.

esteri

Il mondo è un illustre sconosciuto e il Sud del pianeta è quasi del tutto ignorato. E molte cose sono diverse da come appaiono.

politica

In Italia ormai il Palazzo e la società civile sono pianeti separati. Si deve cercare di restituire ai cittadini trasparenza.

tu inviato

Gli articoli scritti dai cittadini e pubblicati dal nostro giornale. La libera informazione è libertà di espressione.

vivere

Diritti civili, convivenza pacifica, cultura, arte, spettacolo, salute, ambiente, sport, tecnologie, cucina: sono il cuore del millennio.

Home » politica, primo piano
Regola la dimensione del carattere: A A

Pronto, Berlusconi? Si, parla Berlusconi

Autore: barbera. Data: sabato, 20 giugno 2009Commenti (0)

Forse il premier ha inventato la ‘telefonata-dichiarazione’, un nuovo straordinario marchingegno mediatico.

sguardo-berlusconiI processi alle intenzioni sono sgradevoli, ma un presidente del Consiglio sotto assedio che fa una telefonata ‘privata’ davanti ad un cameraman e durante i preparativi di un incontro internazionale non si era mai visto.

In un film di quarta serie è avvilente vedere l’attore al quale è stato dato il compito di recitare una scena al telefono comporre un numero di tre cifre pigiando sempre lo stesso tastino e parlare  senza mai dare il tempo all’interlocutore di intervenire. Sono passate invece alla storia del teatro le chiacchiere di Franca Valeri – ‘signora Cecioni” e le pause irragiungibili di Gigi Proietti quando i due grandi interpreti si cimentavano in fantastici siparietti alla cornetta. Infine è noto che il primo dovere dell’attore è non guardare mai in macchina.

Nella ripresa trasmessa incessantemente ieri da tutti i telegiornali italiani, però, il Cavaliere non fa pause, guarda verso l’obiettivo di sottecchi  (al secondo 34) e non lascia il tempo al ‘presunto’ avvocato Ghedini (secondo i commentatori dall’altra parte del filo) di dire neppure un “bah!”.

Come ha dichiarato qualche giorno fa al settimanale l’Express l’ex presidente della Repubblica francese Jaques Chirac, ‘Papi Silvio’ è “un tipo un po’ strano”, ma a guardarlo ieri nel filmato ‘rubato’ da Sky e poi ceduto a tutti sembrava addirittura ‘strano una cifra’.

Però è vero, si tratta di un processo alle intenzioni e quindi è corretto dar per buono che la scenetta fosse vera. Ma se c’era uno sceneggiatore è stato davvero bravo, perchè ha permesso a Berlusconi di non parlare degli scandali di questi giorni. Era ovvio che qualcuno, nella conferenza stampa organizzata dopo la riunione, avrebbe chiesto della telefonata ed il Capo si sarebbe trovato in mano  un motivo ben valido per reagire piccato, denunciare una nuova intromissione nella sua privacy e ‘saltare’ domande sgradite. L’unico problema era non sapere della ripresa ‘rubata’, cadere dalle nuvole.  Però lui era al corrente dell’esistenza dell’operatore avendolo guardato in faccia, come si vede dalle immagini.

Comunque, quando il copione è arrivato alla scena ‘interno giorno – la conferenza stampa’, il Cavaliere ha detto: “Siete degli spioni. Dovete vergognarvi. Andiamo avanti così. Quello che dice un marito alla moglie in camera da letto sarà in prima pagina sui vostri eccellentissimi giornali. Io non ci sto a un Paese di questo genere e quindi cercherò di far si che non si arrivi a questo livello”. Ai temerari, poi, che chiedevano dell’inchiesta barese ha rifilato un: “Sono solo comiche: ripeto, non voglio rispondere a queste domande, punto e basta”. Argomento chiuso senza danni.

Insomma, grazie alla ‘violazione della privacy telefonica’ del cavaliere compiuta da Sky i telegiornali e la stampa hanno avuto una dichiarazione del premier senza che nessuno abbia potuto interloquire e lui è stato in viedeo da protagonista in tutte le edizioni dei Tg con una smentita che non smentiva nulla. Neanche a volerlo fare apposta.

Ma cosa smentiva Berlusconi? “Qui ci sono cose che non ho mai detto, non ho mai parlato di complotto oscuro, non ho mai detto di temere di essere spiato, non ho mai detto che il mio avvocato è uscito pazzo”, ha detto.

Nella mattinata il suo portavoce, Capezzone, aveva dichiarato: “In questa opaca vicenda rappresentata dall’ennesima aggressione contro Silvio Berlusconi emergono due cose chiare, che configurano altrettanti casi politici. Il primo elemento è che il premier è stato a lungo spiato e pedinato, come testimoniano ad esempio e c’è da temere che sia solo il primo esempio, i dossier fotografici sardi. Chiunque abbia un minimo di senso delle istituzioni dovrebbe essere indignato e preoccupato all’idea che il capo del governo designato dalla maggioranza degli elettori possa essere oggetto di una simile attività di spionaggio e pedinamento: altro che ‘semplice’ invasione della privacy…”.

“Spiato e pedinato”, secondo Capezzone. E il coordinatore del Pdl Verdini? Ecco cosa pensava qualche ora prima del contrordine: ‘Le inquietanti rivelazioni del ministro Fitto sull’inchiesta della Procura di Bari, sul ruolo di una certa parte della magistratura locale legata ad ex colleghi ora approdati alla corte del Pd, sulle fughe di notizie a senso unico, sullo strano comportamento della D’Addario e sulle pesanti connessioni con la ‘scossa’ evocata da D’Alema, rappresentano la quadratura del cerchio di una vicenda che solo osservatori faziosi e di parte, e quindi in malafede, non possono non definire un complotto ai danni del presidente Berlusconi”.

“Non possono non definire un complotto ai danni del presidente Berlusconi”, secondo Verdini. Ma è stata la stessa vittima della macchinazione, ovvero il presidente del Consiglio, a parlare di complotto in prima persona. Per l’esattezza al convegno dei giovani industriali di Confindustia, a Santa Margherita Ligure il 13 giugno: “Dietro le calunnie miei confronti c’è un progetto eversivo”.

Vero è che forse Berlusconi si riferiva a qualche manovra contro di lui nel suo stesso partito. In questo caso è nota la ‘vicinanza’ di alcuni esponenti del Pdl al mondo cattolico e la simpatia che il governo di centro destra ispira nella Cei.

Il giornale dei vescovi, l’Avvenire, nella stessa mattinata di ieri si era chiesto: “E’ lecito domandarsi se il presidente del Consiglio abbia finora scelto la linea di resistenza migliore e i difensori più appropriati al suo caso” ed ancora se “non fosse possibile eliminare ogni ombra, perchè ad esempio su alcune questioni il bandolo della matassa è in mano alla magistratura, si pongano almeno i presupposti per evitare ulteriori stillicidi di chiacchere e di tempeste mediatiche”.

Il giornale cattolico aveva suggerito al ‘supercattolico’ presidente del Consiglio di fornire “il più presto possibile” un chiarimento sui tanti interrogativi, sulle voci sul suo conto che hanno portato anche ad una inchiesta a Bari: “Il punto centrale è la necessità di arrivare il più presto possibile ad un chiarimento sufficiente a sgombrare il terreno dagli interrogativi più pressanti, che non vengono solo dagli avversari politivi ma anche da una parte di opinione pubblica non pregiudizialmente avversa al premier”.

Non è compicato comprendere come nel Pdl i più vicini al Vaticano non siano per nulla felici degli ultimi eventi e constatare che anche il presidente della Camera, Gianfranco Fini, non si senta tranquillo: “Non credo che ci sia un rischio di instabilità per il governo. C’è un rischio di minore fiducia dei cittadini nei confronti della politica e delle istituzioni, cioè del fondamento della democrazia” ha risposto a chi gli chiedeva un giudizio sull’inchiesta di Bari.

Inoltre, sempre a Santa Margherita Ligure, Emma Marcegaglia era stata perentoria con il centro destra: “Servono cento giorni di concretezza, di azione forte, veloce e mirata. Il governo deve cambiare passo. I prossimi cento giorni sono fondamentali perchè se agiremo bene potremo salvare quel pezzo di sistema produttivo che rischia di morire”.

I guai per Berlusconi sono seri, la sua tenuta al limite. Eppure ha un punto di forza, perchè il suo tracollo sarebbe il tracollo del partito, tenuto insieme da lui e da nessun altro. I luogotenenti non risponderebbero mai agli ordini di Fini o Tremonti, compresi gli ex delfini del presidente della Camera, Gasparri e La Russa. Il G8 è alle porte è non si può scatenare un pandemonio alla vigilia di un appuntamento così importante e del quale rimane aperto anche il rebus organizzativo, perchè col trasferimento all’Aquila i preparativi sono stati per forza di cose sommari e qualche incidente di percorso non è da escludere.

L’opposizione non esiste ed a nulla è servito il richiamo di D’Alema al Pd a “mettere in campo una proposta politica in grado di unire la maggioranza del Paese”. Poche ore dopo è ricomparso dalle tenebre Veltroni a ricordare che la notte dei lunghi coltelli non è ancora finita.

Non resterebbe allora altro se non un ‘governo di unità nazionale’ per salvare il salvabile e portare il Paese chissà dove, ma fuori dalla palude di oggi. Ma potranno mai conversare Franceschini e Cicchitto, Fassino e Bondi, Brunetta e Damiano, Tremonti e Bersani?

Così, pur debolissismo non resta che Lui, ‘Papi Silvio’, ma solo perchè non c’è nessun altro.

Una situazione difficile, come questo presente italiano, in grado di evocare solo un futuro oscuro e pericoloso, per altro immerso in un labirinto di omissioni e di bugie.

Stampa articolo (o crea PDF)
Fai una donazione a InviatoSpeciale
Condividi o invia per e-mail


Articoli correlati

Informativa

Lascia un commento

Usa il modulo sottostante per commentare. Se sei già registrato, effettua il log-in. Puoi anche abbonarti ai commenti di questo articolo via RSS.

Tag HTML consentiti:
<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

InviatoSpeciale è un quotidiano on line di Informazione, Politica e Cultura, pubblicato dall'Associazione Onlus The GlobalvillageVoice,
registrato al Tribunale di Bari, numero 1273, del 24 aprile 2008