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Ancora due morti sul lavoro

Autore: . Data: martedì, 30 giugno 2009Commenti (0)

Continua lo sterminio e sono sempre di più le vittime di nazionalità straniera.

morti_lavoroSono rimasti per quasi due ore appesi, immobili nel vento, sopra il tetto della cascina che stavano ristrutturando, nella campagna pavese, deserta nell’afa del primo pomeriggio.

Nessuno si è accorto di loro, due giovani operai romeni, fino a quando non è passato un contadino alla guida del suo trattore. Ha visto i corpi riversi nel cestello elevatore a 6 metri di altezza e ha cercato un telefono per chiamare i soccorsi.

Per i due non c’era più nulla da fare. Una tragica fine per due immigrati in Italia per lavorare. Sono stati uccisi da una scarica elettrica provocata dal contatto del cestello elevatore, su cui stavano operando, con i cavi dell’alta tensione.

Non hanno avuto scampo, ma anche se ci fosse stato per loro un filo di speranza, il ritardo con cui è stato dato l’allarme lo ha annullato. Al momento non sono state rese note le generalità complete perchè si stanno cercando i parenti. Si sa che erano entrambi trentenni e che uno era il titolare di una piccola impresa edile e l’altro il suo aiutante.

Abitavano a Broni e si occupavano spesso di ristrutturazioni e coperture. Lo stesso lavoro che stavano facendo nella cascina di Mede. Erano soli quando è avvenuto l’incidente. La dinamica dell’infortunio mortale è stata ricostruita anche sulla base dell’ orario dell’interruzione dell’energia elettrica.

Dopo la pausa pranzo i due salgono sul cestello elevatore manovrato da una piattaforma per sistemare le tegole sul tetto. È uno di quei macchinari che vengono noleggiati proprio per i lavori di copertura. La piattaforma urta i cavi di alta tensione. La scarica è violentissima. I due operai probabilmente muoiono immediatamente. Ma nessuno è testimone dell’incidente.

Sono le 13,30 perchè quello è il momento in cui l’energia salta in tutta la zona. Ma dalla centralina viene ripristinata senza problemi perchè la piattaforma, forse per il peso dei due corpi, si è spostata dai cavi, quindi per il momento non scatta alcun allarme.

Così passano un paio d’ore. Alle 15,10 nei pressi della cascina di Mede arriva il contadino alla guida del suo trattore. Vede il cestello elevatore sul tetto e nota i due corpi penzoloni. Chiama i soccorsi. Sul posto arrivano ambulanze, vigili del fuoco, i carabinieri, i tecnici dell’Enel. Il recupero è difficoltoso. Occorre interrompere di nuovo l’energia. Viene recuperato il primo corpo senza vita direttamente dal cestello. Per il secondo è necessario tirare giù tutta la piattaforma. Si tenta qualche manovra di rianimazione, anche perchè ancora non è chiaro da quanto tempo è avvenuto l’incidente. Inutilmente.

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