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Anche gli squali a rischio estinzione

Autore: . Data: giovedì, 25 giugno 2009Commenti (0)

La pesca eccessiva sta distruggendo anche questa specie.

squalo-martelloIl 32 per cento degli squali è a rischio di estinzione. La causa principale è la pesca eccessiva. A dirlo è il primo studio globale per determinare lo stato di conservazione delle 64 specie di squali di mare aperto (specie pelagiche) dell’International union for conservation of nature (Iucn), costituito dal gruppo di esperti ‘Shark specialist group’.

La percentuale sale al 52 per cento considerando gli squali catturati nella pesca in alto mare. Secondo gli esperti del’Iucn, lo squalo martello maggiore e lo squalo martello smerlato sono “in via d’estinzione a livello globale”.

Mentre lo squalo martello comune, il grande squalo bianco e lo squalo oceanico dalle pinne bianche sono “classificati come vulnerabili d’estinzione a livello globale”. Lo squalo smeriglio viene classificato come vulnerabile a livello mondiale, ma è “a rischio critico di estinzione nel nord-est e in via di estinzione nel nord-ovest dell’Atlantico”.

Lo squalo azzurro, il più abbondante e il più pescato, è classificato come “vicino a essere minacciato”. Molti squali sono vittime, principalmente, delle catture in alto mare, a causa della pesca del tonno e del pesce spada.

Una volta queste catture erano considerate accessorie, mentre ora ci sono nuovi mercati per la carne di squalo e la domanda delle preziose pinne utilizzate per fare la zuppa (cosa che ha dato origine al finning, lo spinnamento, che è vietato nella maggior parte delle acque internazionali).

“Nonostante le minacce di aggressione – spiega Sonja Fordham, vice presidente della Iucn shark specialist group – gli squali rimangono praticamente non protetti in alto mare”. Serve, aggiunge Fordham, “un coordinamento e piani internazionali di conservazione”. L’invito degli esperti dell’Iucn ai governi è di fissare “i limiti di cattura sulla base di pareri scientifici e con un approccio precauzionale”, investendo in ricerca, riduzione delle catture e in cooperazione tra i Paesi per la conservazione.

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