Altri segnali di crisi
Ormai i dati non lasciano più scampo: adesso è il momento dei salari e del fatturato dell’industria.
In una nota dell’Eurostat sulle tendenze fiscali in Europa, basata su dati del 2007, le tasse sul lavoro rappresentanto la maggiore fonte di entrate per il fisco nei 27 Paesi dell’Unione europea, ma è in Italia che c’è il carico medio più elevato con una aliquota del 44 per cento.
Nel documento si legge: “L’aliquota fiscale media implicita, una misura approssimativa del carico fiscale sui redditi da lavoro, è rimasta invariata nei Paesi Eu27 nel 2007 al 34,4 per cento rispetto al 2006, dopo essere scesa fortemente dal 35,9 nel 2000″, dice ancora lo studio che cita, tra gli Stati membri, le aliquote nel 2007 che vanno dal 20,1 per cento di Malta al 44 dell’Italia.
L’Istat invece ha comunicato un calo a due cifre per il fatturato dell’industria italiana: ad aprile la flessione è stata del 22,2 per cento rispetto allo stesso mese dell’anno scorso. Negativa anche la variazione degli ordinativi con un calo del 32,2 per cento.
Per quanto riguarda la variazione su marzo 2009, il fatturato ha registrato una variazione pari a zero, mentre gli ordini sono calati del 3,7 per cento. Molto negativo è anche il dato trimestrale: le variazioni congiunturali registrate dall’Istat tra febbraio e aprile segnano un meno 7,4 per cento per il fatturato e del meno 8,3 per cento per gli ordini rispetto al trimestre precedente (novembre-gennaio).
Passando al raggruppamento per industrie gli indici destagionalizzati del fatturato hanno segnato variazioni congiunturali positive del 3,6 per cento per i beni strumentali; si sono invece registrate riduzioni del 2,5 per cento per i beni intermedi, dello 0,3 per i beni di consumo (con una variazione nulla per quelli durevoli e meno 0,4 per quelli non durevoli) e dello 0,1 per l’energia.
L’indice del fatturato corretto per gli effetti di calendario in aprile è diminuito in termini tendenziali del 33,6 per cento per i beni intermedi, del 29,6 per l’energia, del 14,1 per i beni strumentali e del 10,4 per i beni di consumo (meno 16,5 per quelli durevoli e meno 9 per quelli non durevoli).
E sempre in aprile, nel confronto con lo stesso mese del 2008, l’indice del fatturato corretto per gli effetti di calendario, ha segnato aumenti nell’estrazione di minerali da cave e miniere del 6 per cento e nella produzione di prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici dell’1,8.
Le diminuzioni più significative sono state registrate nei settori della metallurgia e fabbricazione di prodotti in metallo con meno 41,1 per cento, della fabbricazione di apparecchiature elettriche e apparecchiature per uso domestico non elettriche calate del 30,4 per cento e della fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati, scese del 30,1.
L’indice grezzo degli ordinativi è risultato in aumento nel settore della produzione di prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici del 3,4 per cento, mentre le diminuzioni tendenziali più marcate hanno riguardato la fabbricazione di macchinari e attrezzature n.c.a. (cioè: non altrimenti classificati, ndr) col meno 44 per cento, la metallurgia e fabbricazione di prodotti in metallo con un meno 42,8 e la fabbricazione di apparecchiature elettriche e apparecchiature per uso domestico non elettriche


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