V Giornata internazionale contro l’omofobia
Si è svolta ieri in più di 40 nazioni l’iniziativa che lo scorso anno ottenne il sostegno del Parlamento europeo con una Risoluzione sull’omofobia in Europa.
Manifesti, volantinaggi, concerti, dibattiti: sono tante le città italiane nelle quali si è manifestato. La campagna nazionale “Intolleranti anonimi” è stata promossa da una dozzina di associazioni e sindacati.
“È la prima volta – ha spiegato in una nota l’Arcigay, uno dei protagonisti della campagna – che si costituisce una vasta rete associativa contro l’omofobia e la transfobia, un nuovo comitato di liberazione nazionale per sensibilizzare l’opinione pubblica italiana su una piaga sociale complessa e dolorosa per la vita delle persone Lgbt (lesbiche, gay, bisessuali, transgender) nel nostro Paese”.
Luca Trentini, responsabile della campagna ha spiegato: “Condanniamo in modo fermo la violenza omofoba, ma desideriamo essere vicini agli omofobi, offrendo loro la possibilità di riacquistare serenità e trovare la guarigione tramite la cultura della diversità e la pratica della solidarietà ”.
Tra le tante iniziative il coro “Più omofonia meno omofobia” a Bologna, un concreto reggae a Genova e una serata di gala a Milano nel corso della quale sono state premiate Vladimir Luxuria, come personaggio Lgbt, e Simona Ventura come personaggio gay-friendly dell’anno.
La Rete degli studenti, tra i promotori della campagna, ha in cantiere progetti da avviare nelle scuole per educare alla sessualità . Lo ha annunciato l’organizzazione studentesca.
Si legge in una nota dell’organizzazione degli studenti: “Il nostro impegno non si ferma alla giornata, ma proseguirà tutto l’anno. Molti i progetti contro l’omofobia e per l’educazione alla sessualità che stiamo mettendo in campo nelle scuole per il prossimo anno, attraverso un rapporto ormai consolidato con ArciGay. Il nostro ruolo di studenti nella cura dell’omofobia è fondamentale, in quanto è proprio nella comunità dei pari che gli adolescenti incontrano la propria omosessualità , ed è in quest’ambito che si subiscono le prime violenze e i primi atti di omofobia (l’82 per cento degli omosessuali sotto i 19 percepisce il proprio ambiente come discriminatorio e pericoloso, contro il 70 del restante della popolazione omosessuale). Metteremo in campo percorsi di formazione sia interni alla nostra rete che verso tutti gli studenti, perchè le nostre scuole devono essere luoghi dove si possa crescere e realizzare se stessi pienamente e in libertà . Anche per questo – ha concluso la Rete – proporremo l’estensione del protocollo contro il bullismo omofobico tra il ministero dell’istruzione e le associazioni dei genitori promosso dall’Agedo, anche al Forum nazionale delle associazioni studentesche”.


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