Un cortometraggio contro una detenzione illeggittima
A Roma presentanto un flim che racconta la storia di Anna, detenuta per 19 giorni ed ora sotto processo non è ben chiaro perchè.
La donna è stata in carcere per troppi e lunghissimi giorni, poi la libertà per “mancanza di indizi”, ma con la “spada di Damocle” di una richiesta di rinvio a giudizio ancora pendente.
La vicenda dolorosa di Anna è diventata un cortometraggio, realizzato dal suo compagno, lo scenografo Enzo De Camillis, e presentato a Roma, nella sede della Provincia.
Il progetto è nato da una lunga lettera che la donna ha scritto al marito dal carcere di Pozzuoli, dove era stata rinchiusa il 21 aprile 2008, giorno in cui la polizia era andata ad arrestarla.
Le accuse: associazione per delinquere di stampo camorristico, falso ideologico e corruzione. Nell’ambito della stessa indagine, come ha spiegato il suo avvocato, Vincenzo Sinopoli, furono arrestate molte altre persone.
Ma il reato al quale faceva e fa riferimento l’accusa era stato commesso ad agosto, in un giorno nel quale Anna e il suo compagno erano in vacanza all’estero. Ci sono le prove, ha precisa Sinopoli, e grazie a queste dopo 19 giorni la donna è uscita di prigione per mancanza di indizi.
Ma la Procura ne ha chiesto comunque il rinvio a giudizio. “Non sappiamo come andrà a finire” ha ammesso il legale. E se De Camillis – scenografo per Steno, Tornatore, Rosi – parla di “indagini fatte con superficialità ”, l’attrice che dà voce e volto ad Anna nel film, Luisa Ranieri, non è per nulla diplomatica: “La giustizia in questo Paese fa schifo, le persone perbene accusate ingiustamente non riescono a venirne fuori ma i delinquenti sì”.
Le conseguenze sulla psiche di un evento del genere sono state spiegate dalla psichiatra Pisani: “Chi è accusato ingiustamente vive un evento altamente stressante. Si chiama disturbo post-traumatico da stress e provoca senso di impotenza, incapacità di riconoscere l’ambiente in cui si vive, blocco cognitivo, stato di ansia e di angoscia. E questi sintomi, purtroppo, non scompaiono neanche dopo che la situazione che ha scatenato il disturbo si risolve”.
La Provincia di Roma ha patrocinato il progetto insieme all’assessorato alla cultura della Regione Lazio. Il cortometraggio, riconosciuto dal Mibac di interesse per la cultura nazionale, è distribuito dall’Istituto Luce.


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