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Telecon e Vodafone, multe continue

Autore: . Data: martedì, 26 maggio 2009Commenti (0)

Le due compagnie telefoniche continuano ad essere punite dall’Antitrust. Nonostante le sanzioni sembra tutto continui come sempre.

pubblicita_ingannevoleL’Autorità avava già ‘punito’ nei mesi scorsi le due compagnie telefoniche nel settore dei servizi mobili, adesso è intervenuta per sanzionare pratiche commerciali scorrette sulla telefonia fissa Adsl, con multe per un totale di 460mila euro.

Come sempre si tratta di pubblicità ingannevole. Le campagne sono quelle di ‘Alice casa senza canone’ di Telecom (200mila euro di multa) e  ‘Vodafone casa’ (260mila euro).

Nel caso di Telecom Italia, l’Antitrust ha analizzato una denuncia di una cliente che protestava per la campagna dell’autunno 2008 effettuata attraverso spot tv e Internet. Per la consumatrice lo spot traeva in inganno perchè la “prima offerta Telecom Italia senza canone” in realtà richiedeva l’applicazione di un contributo fisso mensile pari ad almeno 42 euro.

Durante l’istruttoria l’azienda ha sostenuto che lo spot voleva chiaramente riferirsi all’assenza del pagamento del canone della linea telefonica tradizionale, mentre la ‘contestatrice’ sosteneva di aver capito di dover pagare solo il costo del traffico traffico e nient’altro, niente ‘fisso mensile’ quindi. Una posizione, questa, sostanzialmente condivisa dal parere espresso dall’Autorità per le tlc e, alla fine, anche dalla stessa Antitrust, secondo cui l’espressione utilizzata poteva “indurre lo spettatore a ritenere che non si debba versare alcuna quota fissa per la fruizione del servizio ‘Alice casa’, ma si sia soggetti soltanto al pagamento di un importo variabile”.

Per questo lo spot è “idoneo a indurre in errore”, mentre il messaggio diffuso sul sito internet “non appare scorretto”. Considerato tutto questo, l’Antitrust ha deciso una multa pari a 140mila euro, che, con le aggravanti dovute al fatto che Telecom è già stata destinataria di sanzioni, è salita a 200mila euro.

Nel caso di Vodafone, invece, la segnalazione era stata presentata da Fastweb, che contestava l’ingannevolezza dello spot relativo all’apparato ‘Vodafone Station’, col quale sembrava possibile attivare da subito tutti i servizi, mentre per un periodo iniziale il traffico voce e dati era possibile solo tramite segnale Umts. Fastweb aveva segnalato anche la scarsa trasparenza sui costi, sulle scadenze e sulla velocità di trasmissione della campagna su Internet ad infine dei disservizi.

L’Antitrust ha condiviso molte delle lamentele del concorrente. L’Autorità ha sottolineato che la società non ha “informato adeguatamente i consumatori che la funzionalità dei servizi voce e dati su rete fissa non è immediata”, evitando di ricordare “l’esistenza di un contributo di attivazione pari a 49 euro” ed infine non facendo notare “l’esistenza di una soglia per le due direttrici di traffico”. Per questi motivi la multa è stata di 280mila euro,  saliti a 340mila per le aggravanti.

L’Autorità ha ridotto la sanzione a 260mila euro perchè Vodafone abbia mostrato un “comportamento collaborativo”, adottando “una serie di misure a favore dei consumatori”, come alcune modifiche al sito Internet per assicurare una informazione più trasparente, la cessione a titolo gratuito della ‘Vodafone Station’, indennizzi e storni in fattura in caso di attivazione di servizi non richiesti o di problemi tecnici, .

Il Codacons, pur apprezzando le sanzioni, ha parlato di multe insufficienti, ribadendo la necessità di adeguarle al fatturato dei soggetti condannati. Il presidente Carlo Rienzi ha detto: “Se anche ciò non dovesse bastare si dovrà pensare alla sospensione delle licenze nei confronti dei gestori telefonici”.

La situazione della telefonia, in particolare per quanto riguarda le connessioni adsl, rimane seria. Di recente l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE) ha reso note le statistiche relative alla diffusione della banda larga tra i Paesi aderentoi all’organizzazione ed aggiornate al dicembre del 2008.

Si trenta Paesi l’Italia è in 22esima posizione, con 19,2 linee ogni 100 abitanti, per un totale di 11,2 milioni di connessioni. Sotto la media anche il tasso di crescita della diffusione delle tecnologie broadband: siamo al 18esimo posto, con un aumento di 1,96 linee ogni 100 abitanti, rispetto al dato medio Ocse di 2,56 linee.

Per la velocità delle connessioni, l’Italia è al 14esimo posto, con 11.939 kbit/s di velocità media, contro i 92.846 del Giappone, il Paese con le migliori prestazioni. Male anche per la carenza di tecnologie. La fibra ottica raggiunge solo il 3 per cento delle connessioni, contro una media Osce del 10. Infine, c’è anche una forte incongruità tra le prestazioni pubblicizzate dagli operatori ed il reale servizio fornito ai clienti.

Tra pubblicità ‘ingannevole’ e ritardi tecnologici il settore delle telecomunicazioni segnala un’altro dei gravi problemi strategici italiani. Tuttavia nessuno sembra fare attenzione alla cosa, a cominciare dal governo.

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