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Sondaggio: gli italiani non cambiano idea

Autore: . Data: giovedì, 7 maggio 2009Commenti (1)

Il quotidiano ‘la Repubblica’ ha diffuso iei i risultati di una ricerca sulle reazioni degli italiani dopo le vicende che hanno riguardato Berlsuconi. La fiducia verso il Capo è rimasta invariata. Perchè?

regimeLe critiche rivoltegli dalla moglie, Miriam Bartolini, ed il successivo annuncio di divorzio non avrebbero mutato la ‘simpatia” dei cittadini per il presidente del Consiglio, stando al sondaggio del giornale ritenuto ‘di sinistra’.

Dopo il programma di Vespa, Berlusconi riscuote la fiducia del 66 per cento degli italiani. Per chi ha visto ‘Porta a Porta’ il Cavaliere è risultato convincente per il 57 per cento degli spettatori, sincero per il 51, rilassato per il 52.

Per il 59 per cento il ‘complotto di sinistra’ non esiste, mentre il 27 ci crede. Infine, per la serie ‘da che parte stai’, il 38 per cento crede che il ‘marito’ abbia ragine, il 34 è con la ‘moglie’.

Sulle intenzioni di voto per il 64 per cento nulla è cambiato dopo l’inizio della querelle ‘familiare’, per il 23 sono sorti dubbi sul votare Pdl, per l’11 si è rafforzata la voglia di farlo.

Il sondaggio era accompagnato da questo commento: “Cifre che fanno capire quanto una vicenda ampiamente pubblicizzata su giornati e tv, abbia ricadute minime sui cittadini. Almeno fino ad oggi. Resta da vedere, però, quale sarà l’atteggiamento in futuro con il perdurare dell’attenzione mediatica e l’eventuale scoperta di nuovi elementi. Senza dimenticare l’atteggiamento del Pd. Ad oggi deciso a non voler attaccare il premier su “una vicenda privata”. Scelta che sta avendo indubbie ricadute sull’opinione degli elettori. Ma che, con l’arrivo della campagna elettorale, potrebbe mutare”.

Ed è su questo che invece le considerazioni da fare sono molte. In questi giorni da parte della stragrande maggioranza dei media l’informazione sui contorni reali della questione Berlusconi-Bartolini (Lario) è stata omissiva, mediocre e pettegolistica. Il Pd non c’entra nulla, perchè il suo peso nel Paese è minimo e comunque non è un partito senza identià a costuire le consapevolezze diffuse.

Le reazioni della signora al comportamento del presidente del Consiglio, suo marito, come InviatoSpeciale ha più volte affermato, non sono solo opinioni ‘private’, ma hanno assunto una forte dimensione politica ed etica.

Miriam Bartolini, per altro, si è trovata coinvolta in questa situazione dopo aver commentato un articolo pubblicato sul web magazine di FareFuturo, la fondazione del presidente della Camera, Gianfranco Fini, nel quale si stigmatizzava la possibile presenza nelle liste elettorali del Pdl di veline, letterine, lettornze, concorrenti del Grande Fratello. La polemica è nata all’interno del centro-destra.

In seguito la tendenza al gossip, di cui sono protagonisti il “Corriere della Sera’ e ‘la Repubblica’ (specialmente nelle edizioni on line), ha del tutto avvilito i temi ‘alti’ della questione, lasciando spazio a quelli più ‘caserecci’ e scandalistici.

I telegiornali, pubblici e delle reti del Cavaliere, hanno mescolato le notizie, reso impossibile per i cittadini la comprensione della realtà dei fatti, continuato a magnificare l’attività esclusivamente propagandistica del governo (ad esclusione del Tg3, che però non ha più l’incisività di un tempo) e di fatto nascosto, omesso o edulcorato numerose news delle ultime ore: legge razzista sulla sicurezza, omicidio di una ragazzina da parte di militari italiani in Afghanistan, crisi in quel Paese e fallimento della missione ‘di pace’, frase ‘inopportuna’ e considerata ‘molestia sessuale’ negli Usa rivolta dal premier ad una assessore della Provincia di Trento, contestazioni durissime alle decisioni dell’esecutivo in Abruzzo da parte degli amministratori locali.

Insomma, l’opinione pubblica sa poco o nulla di quello che è davvero accaduto. Inoltre la puntata di Porta a Porta è stata un soliloquio di Berlusconi, priva di contradditorio, con giornalisti che non hanno voluto, potuto o saputo porre nessun vero quesito argomentato al Condottiero, lasciato libero dal conduttore di dire tutto ed il contrario di tutto.

La responsabilità di questa ‘non concoscenza’ è legata al famoso ‘conflitto di interessi’. Il premier controlla direttamente alcuni quotidiani, altri per via indiretta. Altri ancora sono influenzati o la loro qualità giornalistica, anche a causa della crisi del settore, si è spostata verso la bassa qualità della ‘stampa popolare’, insomma gossip più o meno mascherato.

Per le Tv Berlusconi ne possiede tre e le altre tre le controlla il governo. Insomma, i giornali ‘indipendenti’ non esitono e quelli all’opposizione sono legati a forze politiche o schieramenti o aree ideologiche, hanno una tiratura limitata (l’Unità compresa) e coinvolgono lettori già schierati, per cui la loro influenza è praticamente nulla.

Un esempio. InviatoSpeciale è stato forse l’unico giornale ad aprire la sua edizione di ieri con la notizia della frase “posso palpare un po’ la signora”, pronunciata dal Cavaliere durante una visita alle zone terremotate di Abruzzo nei confronti di Lia Giovanazzi Beltrami, assessore dell’Udc alla solidarietà della Provincia autonoma di Trento.

In un Paese democratico, in particolare in Nord America, le espressioni verbali di questo tipo sono considerate ‘molestia’, mai ‘battute’ o ‘gaffes’. Il contesto nel quale la frase è stata pronunciata rende l’avvenimento ancor più grave, perchè il premier era in una zona terremotata, tra volontari della protezione civile, mentre si scavava tra le macerie ed era il 25 aprile, giorno della Liberazione. Dell’episodio esiste persino una registrazione video.

La notizia, a nostro parere di estrema rilevanza, è stata quasi nascosta, impedendo ai cittadini di sapere che un uomo di governo, il più importante del Paese, si comporta in modo non solo inapropriato, ma anche assolutamente irrispettoso nei confronti di una donna, per altro assessore provinciale.

Se la cosa avesse avuto il risalto che meritava, se da Vespa qualcuno avesse posto domande precise e contraddetto le risposte confuse e spesso inesatte del premier, se le critiche della signora Bartolini fossero state valuate nel giusto modo, ovvero come una dura condanna della politica intesa come luogo nel quale i candidati (anzi le candidate) si scelgono per come appaiono e non per chi sono o sanno fare, di certo l’orientamento dei cittadini sarebbe diverso.

Il ruolo di controllo della stampa è fondamentale per la democrazia ed a chi sostiene che in Italia esiste libertà di informazione si deve rispondere che le ‘riserve indiane’ di alcuni programmi Tv non testimoniano niente. Sono spazi irrisori, seppelliti dal vociare confuso di decine di altre trasmissioni.

Di certo l’accellerazione delle ‘uscite’ bislacche del presidente del Consiglio sta aprendo la strada ad una crisi del sistema di potere costruito in questi anni dal centro destra. Ancora ieri un’altra ‘battuta’, riportata con ‘simpatia’ dalle Tv, ha testimoniato che l’equilibrio del personaggio è fragile: “Amo la Finlandia e le finlandesi, purchè siano maggiorenni…”.

Molto adesso dipenderà da cosa sarà raccontato ai cittadini italiani dalla stampa e come. Perchè altrimenti non potranno cogliere il pericolo che corre la democrazia italiana. Vorranno i giornalisti ritrovare la propria indipendenza? Saprà qualcuno impedire che gli show come quelli di ‘Porta a Porta’ finiscano per sempre ed in Italia si ritorni a chiedere ed a pretendere risposte serie?

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Commenti (1) »

  • KOMPRESSOR ha detto:

    Siamo in pieno regime mediatico! E’ scandaloso che nel nostro paese praticamente la maggioranza dei mass-media si sono “appecorati” al piccolo dittatore di Arcore.
    In un paese realmente libero e democratico le espressioni del tipo “posso palpare la signora” avrebbero creato seri problemi al Premier.
    Il nostro è il paese dei balocchi pieno di italiani contenti di abitarci e farsi prendere in giro da Berlusconi!!!

    Povera Italia!

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