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Sesso: ragazze italiane a rischio

Autore: . Data: venerdì, 8 maggio 2009Commenti (1)

Un sondaggio rivela che le ragazze al di sotto dei 25 anni non hanno idea della prevenzione. L’uso delle precauzioni ed i pericoli sono sconosciuti.

sex-and-the-city Il dato è emerso da una ricerca presentata ieri al Congresso nazionale della contraccezione in corso a Modena e realizzata su 1.045 ragazze fuori da scuole, palestre e piscine la situazione è drammatica.

Tra le ragazze con meno di 25 anni il dato più preoccupante è che solo il 7 per cento considera il sesso non protetto come un comportamento a rischio per la salute. Sul fronte della contraccezione il 30 per cento non usa alcun metodo e il 24 opta per la pratica del coito interrotto.

I dati quanto in italia la sessualità sia unsa illustre sconosciuta, in particolare tra le giovani ragazze. D’altra parte il tema è del tutto estraneo al dibattito nazionale e quasi osteggiato dal mondo cattolico.

Emilio Arisi, presidente della Società medica italiana della contraccezione (Smic), ha detto: “Per fortuna emergono anche segnali positivi e stanno crollando alcuni pregiudizi: il 34 per cento crede che la pillola possa essere alleata di forma fisica e benessere, il 35 sa che esistono formulazioni in grado di contrastare la ritenzione idrica, il 63 considera l’impatto corporeo prioritario per la scelta del metodo”. Insomma, almeno un po’ di consapevolezze ci sono.

Annibale Volpe, past president della Società italiana della contraccezione (Sic) ha aggiunto: “Nel nostro Paese ormai da alcuni anni non cresce l’utilizzo di metodi anticoncezionali e non cala il tasso di aborti: l’obiettivo del Congresso è definire un documento da condividere con le Istituzioni per individuare strategie operative per invertire questo trend”. E come sempre accade si scopre che la politica non ha saputo affrontare i problemi, perchè non si ha notizia di interventi in tal senso da tempo immemore.

In una situazione di questo tipo è importante il ruolo del medico, soprattutto alla luce del fatto che, sul fronte della contraccezione, il 34 per cento delle giovani italiane decide da sola.

Arisi ha sottolineato: “La politica del ‘fai da te’ è molto pericolosa e in ambito riproduttivo può esporre a rischi o insoddisfazione: un dialogo franco con il medico curante è infatti alla base della scelta contraccettiva più appropriata, adatta alle specificità della donna”.

Volpe ha fatto notare che le esigenze e le sensibilità mutano anche in relazione alle diverse culture e tradizioni: “Siamo sempre più chiamati a confrontarci con donne provenienti da altri Paesi – ha dichiarato – che richiedono un’attenzione dedicata perchè più vulnerabili. Le immigrate oggi rappresentano il solo gruppo in cui le interruzioni volontarie di gravidanza crescono, e sono pari al 30 per cento del totale. È evidente che per queste donne vanno identificati linguaggi e messaggi specifici, e questa rappresenta una priorità per Sic e Smic, su cui sviluppare un percorso condiviso fra medici del territorio, ospedalieri, universitari e Istituzioni”.

Le ricerche nel campo dei contraccettivi rendono possibili metodi, dosaggi e formulazioni mirati per soddisfare le diverse esigenze senza indurre danni fisici. “Per quanto riguarda il peso, ad esempio – ha sottolineato Alessandra Graziottin, direttore del centro di ginecologia e sessuologia medica del San Raffaele Resnati di Milano – i dati mostrano ad esempio come il drospirenone, un progestinico, permetta non solo di mantenere il peso, ma di ridurlo di quasi un chilo nell’arco di un anno, ovviamente se coniugato a stili di vita sani. In particolare, è provato che questo principio attivo è efficace nel contrastare la ritenzione idrica: ottimizza infatti il metabolismo dell’acqua a livello renale (grazie all’azione lievemente diuretica) e combatte quindi la formazione di cellulite”.

Adesso si aspetta che il governo faccia qualche cosa e speriamo non lanci una campagna sull’astinenza.

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Commenti (1) »

  • Alessandra ha detto:

    Per maggiori informazioni http:/www.ragazzeinmostra.com

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