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Ronde si, ma assicurazione ai poliziotti no

Autore: . Data: lunedì, 18 maggio 2009Commenti (0)

Il presonale della Polizia non solo si è vista negare l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, ma adesso il governo l’ha tolta a Polizia Penitenziaria e Corpo Forestale dello Stato, che l’avevano.

poliziaIn un comunicato della Uilps si legge che l’organizzazione sindacale “ha rilevato come anche il personale della Polizia di Stato rientri a pieno titolo tra i beneficiari della copertura assicurativa obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali prevista dal Testo Unico n. 1124/1965,  (Inail) come già accade per il personale della Polizia Penitenziaria e del Corpo Forestale dello Stato, in considerazione del D.M 10.10 1985, che prevede l’assicurazione  per infortunio sul lavoro e la malattia professionale per i dipendenti statali. (Senza la specifica esclusione delle forze di Polizia)”.

Considerando l’attenzione che il governo sostiene di avere per le forze dell’ordine ci sarebbe da aspettarsi che il disguido fosse stato sanato, invece no. L’organizzazione dei poliziotti continua: “Accade l’inverosimile. La legge 23 aprile 2009 n.38, all’art.12 bis sancisce  “Gli articoli 1 e 4 del testo unico di cui al decreto del presidente della Repubblica  30 giugno 1965 n.1124, si interpretano nel senso che le disposizioni ivi contenute non si applicano al personale delle forze di Polizia e delle forze Armate che rimangono disciplinate  dai rispettivi ordinamenti, fino al complessivo riordino della materia”. Rimaniamo sicuramente sconcertati, dalla velocità e dall’urgenza nell’emanare detta norma in un decreto, che nell’oggetto e nel titolo dell’emanazione con gli infortuni e le malattie non centra assolutamente nulla”.

La Uilps spiega nel dettaglio di cosa si tratta: “Per esser chiari noi della Polizia, ieri ed ora, e anche  in futuro, con l’applicazione dell’art.12 bis, in caso di infortunio sul lavoro e malattie professionali, dobbiamo affrontare tutte le spese mediche con in nostri soldi, soldi che togliamo al budget familiare per curarci, lesioni o malattie occorse in servizio, tra cui lastre, tutori, stampelle e quant’altro occorra per la guarigione”.

Così si scopre che i poliziotti oltre ad anticipare a volte i soldi per la carta delle fotocopiatrici e per la benzina delle volanti si pagano anche le radiografie. Il sindacato continua: “Ma prima che venga giuridicamente riconosciuta la cd ”causa di servizio” possono trascorrere dai sette ai nove anni, e quando siamo fortunati, la stessa, non comporta sistematicamente un rimborso delle spese effettuate per la cura, anzi quasi mai. L’art.12 bis, nella parte finale cita “fino al complessivo riordino della materia”. Ebbene se l’Esecutivo ha pensato bene di legiferare in tal senso con questa tempestività  su un problema che per la Polizia  si poneva dall’attuazione del D.M del 1985, essendo a tutti gli effetti Statali, ora la Uilps di Vicenza auspica altrettanta  tempestività nel legiferare in favore all’applicazione della tutela Inail a tutte le forze di polizia e forze Armate”.

Concludendo il sindacato “esorta tutti i politici sia della maggioranza che dell’opposizione, affinchè si adoperino a far si che l’art 12 bis della  Legge 23 aprile 2009 n.38, venga stralciato e/o modificato a favore delle Forze di Polizia e delle Forze  armate, cosi dimostrando sensibilità per chi lavora, si sacrifica e muore per lo Stato Italiano, rendendo riconoscimento ad un diritto sacrosanto e non dimenticando nemmeno i familiari di chi ha sofferto e soffre per aver servito e per servire con altissimo senso di dovere ed affezione il Bel Paese”.

Intanto il ministro Maroni ed il governo si interessano di ‘ronde’.

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