Punita la Intel
Megamulta dell’Unione Europea da un milardo di euro, ancor più pesante di quella comminata a Microsoft.
Ha dominato il mercato mondiale dei processori, pagando produttori e rivenditori di pc per annientare i suoi concorrenti: dopo nove anni di indagini per la Ue non ci sono dubbi, Intel merita una multa da record, la più grande mai comminata da Bruxelles, ovvero 1,06 miliardi di euro che battono anche la storica multa a Microsoft.
Ma per l’azienda di Santa Clara, California, sono accuse “tutte false” e dagli Usa si annuncia una dura battaglia legale. “Per ora non paghiamo” ha comunicato il vicepresidente ai duri censori di Bruxelles.
“L’Intel ha danneggiato milioni e milioni di consumatori europei tenendo deliberatamente fuori dal mercato i suoi concorrenti”, ha detto oggi il commissario alla Concorrenza Neelie Kroes. Secondo l’antitrust Ue, Intel ha fatto uso di “pratiche anticoncorrenziali vietate dal Trattato” per tenere fuori dal mercato American Micro Devices (Amd), colosso dei semiconduttori, che nel 2000 aveva denunciato il caso a Bruxelles.
Due le azioni illegali commesse da Intel dal 2002 al 2007. Primo: ha praticato sconti ai produttori di computer, in modo che essi acquistassero tutti i processori x86 di cui avevano bisogno esclusivamente da Intel. Acer, Dell, Hp, Lenovo e Nec sono i produttori di pc che secondo Bruxelles hanno beneficiato dei prezzi di favore in cambio dell’esclusiva.
Secondo: Intel ha “effettuato pagamenti diretti ai fabbricanti di pc per bloccare o ritardare il lancio di alcuni prodotti contenenti gli x86 dei concorrenti”, si legge nella comunicazione della Commissione.
Inoltre, secondo Kroes, il colosso di Santa Clara ha pagato grosse catene di rivenditori, come Media Markt (in Italia Media World) obbligandoli a tenere sui propri scaffali solo pc con processori Intel. E infine, Intel avrebbe cercato di insabbiare tutto, nascondendo le prove delle operazioni illecite.
La multa record, che rappresenta il 4,15 per cento del fatturato 2008 dell’azienda, finirà nelle casse della Ue. “Sono i consumatori europei ad averci rimesso ed è giusto che siano loro ad ottenere un compenso”, ha detto Kroes.
Soddisfazione dall’Unione dei consumatori Ue (Beuc), che ha collaborato alle indagini per riscattare i consumatori “che hanno pagato troppo caro i loro pc a causa del comportamento di Intel”, si legge in un comunicato.
Ma l’azienda Usa non ha nessuna intenzione di pagare la multa: “Per ora i fondi sono in banca, in un fondo di garanzia, finchè non sarà la Corte di Giustizia a dirci di pagare”, ha detto oggi il vicepresidente di Intel, Bruce Sewell, annunciando di voler presentare ricorso.
Intel rimanda al mittente tutte le accuse: “Falsità basate su prove deboli, la Commissione ha ignorato altri documenti e testimonianze che provavano il contrario”, ha detto Sewell.
Per l’azienda gli sconti praticati “sono del tutto normali”, così come è legittimo per un rivenditore decidere di esporre sui propri scaffali un prodotto piuttosto che un altro: “Non abbiamo mai pagato nessuno per tenere lontano dai negozi i prodotti Amd” ha precisato.
Oltre alla multa record, per il colosso dei microprocessori californiano è arrivato anche l’ordine di interrompere immediatamente le pratiche che mettono in difficoltà i concorrenti: “Non sappiamo di cosa parla Bruxelles, se i nostri sconti sono illegali è tutto ancora da dimostrare”, ha concluso il vicepresidente.


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