Per l’Onu Israele ha colpito con intenzione
In un rapporto delle Nazioni Unite gravissime accuse a Tel Aviv.
Un rapporto dell’Onu ha accusato l’esercito israeliano di aver ucciso fra i 30 e i 40 palestinesi, colpendo una scuola delle Nazioni Unite a Jabaliya, nel nord della Striscia di Gaza, durante l’operazione militare ‘piombo fuso’.
Israele ha respinto come “tendenzioso” il rapporto, presentato oggi nel quartier generale dell’Onu a New York, affermando di non aver “intenzionalmente” preso di mira la scuola e accusando Hamas di usare i civili come scudi umani. Affermazioni contraddette da numerosi testmoni e dagli stessi dirigenti degli edifici colpiti.
Il rapporto di 184 pagine ritiene l’esercito israeliano colpevole di sei dei nove casi esaminati di obiettivi dell’Onu colpiti. Negli altri tre casi non è stata stabilita una precisa responsabilità .
La scuola di Jabaliya, dove avevano trovato rifugio centinaia di civili, fu colpita il 6 gennaio, malgrado le sue coordinate fossero state fornite all’esercito israeliano, afferma il rapporto.
Il ministero israeliano degli Esteri, in un estremo tentativo di nascondere i fatti, ha accusato gli estensori del rapporto di aver ignorato le informazioni fornite dai propri militari, ovvero i responsabili dei cannoneggiamenti, e ha aggiunto che Hamas ha “deliberatamente” scelto di posizionare i suoi militanti armati in zone popolate. Salvo che l’operazione ‘piombo fuso’ era indirizzata contro una città , Gaza, e tutte le zone in quell’area sono popolate.


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