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Operai, morti e dimenticati

Autore: . Data: giovedì, 28 maggio 2009Commenti (0)

Ieri migliaia di lavoratori hanno manifestato dopo la morte dei tre compagni di lavoro nella raffineraia della Saras. La strage è continuata, ma nessuno se ne è accorto.

operaioMartedì Daniele Melis, Luigi Solinas e Bruno Muntoni hanno perso la vita per guadagnarsi lo stipendio ed i media hanno dato ampio risalto alla notizia, raccontando ieri lo sciopero che i sindacati hanno iorganizzato in Sardegna. Per qualche misterioso fenomeno di strategia ‘mediatica’ però articoli e servizi televisivi ha tralasciato di sottolineare che nel frattempo la tragedia delle morti sul lavoro continuava a fare vittime.

Ieri, mentre si preparava la manifestazione a Sarroch, davanti ai cancelli della raffinera Saras, Mario Uccello, di 35 anni, stava scaricando un camion alle porte di Parma, ma il gancio di una gru ha ceduto e precipitando lo ha colpito alla testa. Così l’autotrasportatore, di origini campane, è morto sul colpo

Nello stesso tempo nell’altoforno 4 dell’Ilva di Taranto, Franco Porcaro, di 31 anni e dipendente della ditta ‘Coplast’, impegnato in attività di manutenzione è stato colpito sul casco di protezione da un oggetto caduto dall’alto. Adesso è in prognosi riservata all’ospedale ‘Santissima Annunziata’ della città pugliese.

Intanto un operaio tunisino di 43 anni cadeva in una cisterna nel piazzale dello stabilimento ‘I Guzzini Illuminazione’ a Fonte Noce di Recanati, in prrovincia di Macerata. Anche lui ‘in appalto’ adesso è ricoverato all’ospedale ‘Torrette’ di Ancona in rianimazione.

Cgil, Cisl, Uil  hanno ribadito il no alle modifiche introdotte dal decreto legislativo che corregge il testo unico sulla sicurezza sul lavoro sulle sanzioni ai manager. In una audizione alla Camera hanno duramente criticato lo schema messo a punto dal ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi.

Il segretario confederale della Cgil, Paola Agnello Modica, ha detto: “Questa è una controriforma che interviene sul codice civile, penale e sullo statuto dei lavoratori” ed ha avvertito il governo a “non procedere con questo provvedimento”, dando invece attuazione al Testo Unico e solo dopo aver verificato “se ci sono eventuali correzioni da apportare”.

La Uil ha ribadito il “giudizio negativo” sulla riformulazione delle responsabilità per i datori di lavoro adesso vedono decisamente ridimensionate le sanzioni in caso di negliglenze. Il segretario confederale, Paolo Carcassi, ha sostenuto: “Così come messo diventa conveniente per il datore di lavoro pagare una multa. Questo incidente della Sardegna è un coincidenza, ma purtroppo le coincidenze rischiano di diventare ricorrenti” ha continato sindacalista della Uil che poi ha chiesto al Parlamento di “non abbassare la guardia”.

Per la Uil, la nuova formulazione “non scardina l’impianto precedente, ma introduce una serie di elementi su cui diamo un giudizio negativo” e Cercassi ha chiesto una revisione dei punti che riguardano le norme sulla responsabilità dei datori di lavoro e quelle sulla rappresentanza per la sicurezza nei luoghi di lavoro.

La Cisl, ha parlato di “anello debole” per quanto riguarda l’attenzione alle procedure di sicurezza e sulle depenalizzazioni. Per arrivare ad un accordo su questi punti ha osservato la responsabile della sicurezza, Cinzia Frasche “noi eravamo disposti ad un avviso comune su cui il Ministro aveva dato un impegno che non ha rispettato”.

Insomma, strano Paese l’Italia. Ci si indigna a corrente alternata e nel frattempo il governo cerca di limitare le responsabilità dei manager. Mentre si continua a morire per lo stipendio.

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