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Napolitano contro la xenofobia

Autore: . Data: venerdì, 15 maggio 2009Commenti (0)

napolitano_berlinguerIeri il presidente della Repubblica ha richiamato i cittadini ed il Palazzo a fare maggior attenzione ai pericoli delle discriminazioni contro gli stranieri. Berlusconi e Bossi hanno risposto mentre la Camera votava una legge razzista.

Ha detto Napolitano: “Si diffonde una retorica pubblica che non esita, anche in Italia, ad incorporare accenti di intolleranza e xenofobia”. Il capo dello Stato ha evidenziato come povertà e disuguaglianza siano “strettamente connesse” e che quindi “le misure rivolte a ridurre la povertà e quelle contro l’esclusione sociale devono andare di pari passo”. Secondo il presidente “solo in questo modo si può evitare che coloro che si trovano in fondo alla scala sociale rimangano confinati in quella posizione”. Per il capo dello Stato “è tanto più importante nei nostri Paesi dove le differenze in termini di origini etniche, religiose e culturali sono aumentate” concludendo: “Il rischio che queste differenze si traducano in un fattore di esclusione è sempre presente ed è aggravato dal diffondersi di una retorica pubblica che non esita, anche in Italia, ad incorporare accenti di intolleranza o xenofobia”.

Ma cos’è la xenofobia? La parola è molto usata, ma ne è noto il significato? Si tratta dell’odio per gli stranieri, dell’avversione contro tutto ciò che non appartiene alla propria nazione o etnia, è ostilità pregiudiziale per chi ha altre origini”.

Nello stesso momento alla Camera si votava la legge sulla sicurezza, che per sua stessa natura è xenofoba, visto che istitusce un reato, quello di immigrazione clandestina.

Berlusconi ha replicato al presidente: “Noi siamo contro la xenofobia”. Lui stesso, solo pochi giorni fa aveva detto: “Si deve fare chiarezza sulle due visioni. La sinistra con i suoi precedenti governi aveva aperto le porte ai clandestini provenienti da tutti i Paesi. Quindi l’idea della sinistra era ed è quella di un’Italia multietnica. La nostra idea non è così”. Saper dire tutto ed il contrario sembra ormai essere diventato un sport per il presidente del Consiglio.

Anche Maroni, il ministro dell’Interno che in questi mesi si è distinto per l’ossessione (giustificata dalla necessità per la Lega di prendere voti) contro i migranti: “Ha già risposto il presidente del Consiglio. E sono dichiarazioni che condivido al 100%. Punto e basta”. Poi siccome un giornalista inssteva per avere una risposta più esaustiva ha concluso: “Ma allora sei dè coccio! Ho detto che ha già risposto Berlusconi. Punto e basta!”.

Il ministro aveva dichiarato alcuni mesi fa che il governo doveva essere “cattivo con i clandestini”. Anche Maroni ha dei vuoti di memoria, sembra.

Un commento è arrivato anche da una fonte autorevole e ‘neutrale’, Amnesty International. Il portavoce italiano, Riccardo Noury, ha detto che le norme del pacchetto sicurezza sono “il risultato di un linguaggio e un clima xenofobi, il compimento di un percorso avviato, in modo trasversale, anche dai precedenti governi”.

Noury ha aggiunto: “In Italia si assiste a una progressiva erosione della tutela dei diritti umani nei confronti di gruppi già vulnerabili, come i migranti, le minoranze, i richiedenti asilo. I diritti umani vengono ormai percepiti come l’aria condizionata, un optional che si può avere come non avere”.

Amnesty Italia ha affermato di condividere il pensiero di Napolitano: “Già un anno fa all’indomani del gravissimo caso Reggiani (la donna aggredita e uccisa a Roma, ndr) denunciammo il pericolo di un corto circuito tra la retorica xenofoba e discriminatoria di alcuni esponenti politici e la risposta legislativa a un clima di insicurezza figlio di quella retorica. Questo è il risultato”.

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