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Legge sicurezza: sussurri e grida

Autore: . Data: giovedì, 14 maggio 2009Commenti (0)

Numerosi i commenti di ieri sul provvedimento vergogna.

dichiarazioniJean Leonard Touadi (Pd) “domani (oggi per chi legge, ndr) passerà un ddl sicurezza che cambierà volto all’Italia e renderà la vita degli immigrati un vero e proprio percorso dentro un girone infernale. Per la prima volta – ha spiegato – un essere umano verrà giudicato non per quello che fà ma per quello che è, un immigrato clandestino, mentre la sua condizione di povertà diventa reato. Questo ddl – ha proseguito – calpesta gli articoli 2, 3, 32, 10 e 17 della nostra Costituzione e impone, sui territori, i diritti dei migranti a quelli degli italiani creando le condizioni per una guerra tra poveri e l’implosione sociale”.

Roberto Calderoli, che ritiene le critiche di Onu e Unione europea delle banalità, ha sostenuto: “Gli stranieri regolari presenti nel nostro Paese sono già un numero elevato. Che dà l’idea di una società multirazziale. Speriamo solo di non diventare monorazziale”.

Eguale l’attegiamento di Maroni, che ha invitato alle dimissioni il commissario ai Diritti umani del Consiglio d’Europa molto critico sull’operato del governo italiano, dicendo:”Il commissario è stato smentito dal suo capo, il segretario generale dell’organizzazione. Se io avessi detto ‘facciamo i respingimentì e Berlusconi avesse detto che io parlo a titolo personale io mi sarei dimesso. Hammarberg dovrebbe quindi avere la dignità di dimettersi”. Il ministro ha dimenticato le parole del Segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, di decine di organizzazioni internazionali, giuristi e costituzionalisti.

A Maroni, però, ha risposto il presidente della Camera, Gianfranco Fini: “Bisogna evitare eccessi propagandistici”. Mostrando la ‘profondità’ della strategia della Lega, Umberto Bossi ha affermato: “Cominciamo a respingere, dopo si vede”.

Il capogruppo del Pdl al Senato, Maurizo Gasparri, sempre pronto alla dichiarazione, ha detto: “Le bugie hanno le gambe corte. Le menzogne della sinistra hanno le gambe cortissime. Dopo giorni di falsi buonismi, di veglie e di allarmismi ingiustificati, l’opposizione deve fare i conti con la realtà e con la storia. Bene ha fatto il generale D’Arrigo, comandante generale della Guardia di Finanza, a ricordare come le operazioni condotte nel canale di Otranto negli anni 90 nei confronti dell’immigrazione dall’Albania fossero vere e proprie operazioni di guerra”, forse senza rendersi neppure conto di quello che stava affermando. Il contrasto agli scafisti albanesi fu altra cosa e le condizioni erano del tutto diverse. E comunque invocare la “guerra” lascia perplessi.

La Russa, ministro della Difesa, poi, ha sentito il bisogno di rendersi protagonista. “C’è piena sintonia tra Pdl e Lega, senza alcuna gara di primogenitura sul reato di clandestinità – ha affermato – su questo tema c’è continuità all’interno del centrodestra”, quindi smentendo se stesso ha aggiunto: “anzi la prima proposta di legge l’ha fatta An nel 2000 e Bossi, in buona fede, era invece contrario”.

Marco Pannella, leader radicale, ha chiarito: “Secondo le statistiche ufficiali nella precedente infornata il 40 per cento degli immigrati si è visto riconoscere lo status di rifugiato. Quindi il governo si metta d’accordo con se stesso”. Berlusconi aveva detto che tra i deportati degli ultimi giorni nessuno era richiedente asilo.

Mostrando, poi, poca tolleranza verlo le opinioni altrui i parlamentari leghisti della Commissione Antimafia hanno scritto al presidente Beppe Pisanu per sollecitare una sua smentita delle dichiarazioni “gravemente offensive” rilasciate in un’intervista. Gli esponenti del Carroccio hanno ricordato all’ex ministro dell’Interno e presidente dell’Antimafia di aver chiesto i voti anche della Lega per essere eletto alla carica che occupa. “Vorremmo infine richiamarLa alla delicatezza del Suo incarico – hanno scritto i parlamentari leghisti – che impone di non sfruttare lo stesso per acquisire visibilità personale attraverso polemiche decisamente fuori luogo”. Ai ‘tolleranti’ parlamentari padani non erano piaciute alcune affermazioni del senatore, che nell’intervista aveva attribuito alla Lega “un atteggiamento pericoloso” sull’immigrazione.

Intanto ieri la Cgil e a numerose associazioni hanno manifestato davanti alla Camera contro la legge sulla sicurezza. Contemporaneamente altre manifestazioni si sono svolte sotto le Prefetture di tutta Italia. “I recenti atti del governo, con la deportazione in Libia di centinaia di immigranti senza alcun rispetto delle norme internazionali sul diritto di asilo e di tutela dei minori, sono la logica conseguenza della linea demagogica e razzista che ha come cardine l’istituzione del reato di ingresso illegale”, si legge in una nota del sindacato.

“Con il pacchetto sicurezza i bambini nati in Italia figli di irregolari non potranno essere iscritti all’anagrafe pena la denuncia dei genitori, non si potranno celebrare matrimoni di irregolari pena la denuncia degli sposi, in generale saranno interdette tutte le porte delle istituzioni – continua la nota -L’Italia con questo atto vede concretizzata un altra parte di quella società dei diritti separati profetizzata dalla Lega, ma già esistente nelle norme. La Cgil ribadisce la necessità di sospendere gli effetti della Bossi-Fini per poter garantire a tutti i lavoratori italiani e stranieri il diritto al futuro”.

Il direttore dell’Ufficio per la pastorale degli immigrati della Cei, padre Gianromano Gnesotto, ha espresso “forte preoccupazione” per le misure contenute nel pacchetto e in particolare per quelle che farebbero emergere, secondo alcune interpretazioni, la possibilità di “bambini invisibili” per le difficoltà poste al riconoscimento dei figli nati in Italia da madri clandestine senza passaporto.

“Non è vero come si dice – ha detto padre Gnesotto – che c’è un permesso automatico dato alla madre clandestina in attesa del figlio e poi per i primi sei mesi dalla nascita perchè questo va richiesto e quindi si possono trovare bambini che vengono registrati da parte dell’ostetrica o dei servizi sociali ma è una modalità prevista per chi non vuole riconoscere il proprio figlio o intende abbandonarlo che non è il caso delle donne immigrate”. “Tutto questo – ha osservato con preoccupazione l’esponente della Cei – porterà conseguenze veramente difficili, ma già il fatto stesso che la madre del bambino si trovi nella condizione di non poterlo registrare pone un problema forte”. “La legge Bossi-Fini – ha spiegato – prevede che il permesso per motivi di salute accordato dietro richiesta della madre irregolare dopo sei mesi decada per motivi di tutela del minore e quindi al bambino che di per sè non viene riconosciuto dalla madre non si sa bene che cosa possa succedere”.

Donatella Ferranti, deputata PD, nel corso di un’intervista ha dichiarato: “Creeremo un mondo di invisibili: in base alla modifica fatta dal governo, per l’iscrizione agli atti dello stato civile è necessario il permesso di soggiorno. E dunque se la donna è irregolare e non ha un permesso di soggiorno, perchè magari non ha il passaporto, il bambino non potrà essere iscritto come figlio di quella donna”. “Se ha partorito in una struttura pubblica – ha aggiunto – il funzionario dichiarerà la nascita del bambino senza riferimento a quella donna, oppure dovrebbe addirittura denunciare quella donna”. All’obiezione del centrodestra, che segnala il diritto, riconosciuto dalla Bossi-Fini, al permesso di soggiorno di 6 mesi per le donne che hanno partorito, Ferranti ha risposto: “Primo, se la madre non ha il passaporto, non può avere nemmeno quel permesso di soggiorno. Secondo, la madre dovrebbe presentarsi davanti al questore, e ora con il reato di immigrazione clandestina nessuna andrà in questura, nessuna andrà a denunciare i propri figli, e dunque creeremo un mondo di invisibili o di abbandonati”

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