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Lazio: sperperi pubblici

Autore: . Data: mercoledì, 13 maggio 2009Commenti (0)

La Regione è stata sconfitta dal Codacons e ora dovrà restituire i 25 milioni di euro di contributi erogati senza alcun criterio ad una serie di associazioni.

denaroL’associazione dei consumatori aveva presentato ricorso al Tar del Lazio in merito ai fondi erogati dall’amministrazione regionale Marrazzo in favore di un lunghissimo elenco di singolari soggetti.

Si contestava l’erogazione da parte dell’Ente di una serie di contributi, pari a circa 25 milioni di euro e relativi all’anno 2007, dati per lo svolgimento di iniziative che averbbero dovuto essere di carattere sociale, culturale e sportivo.

il Codacons sospettava si trattasse di decine di associazioni del Lazio individuate al di fuori del rispetto della legge 241/0 sulla trasparenza ed in assenza di appositi criteri, come deve sempre avvenire quando l’amministrazione pubblica eroga sovvenzioni sia a soggetti pubblici che privati.

Tra i beneficati comparivano: Associazione culturale Caga, Associazione ‘Sagra della bruschetta con il pane di Lariano’, Associazione culturale ‘La Ciociaria c’è’, Associazione culturale ‘Affabulazione’, Associazione culturale ‘Il Paperotto’, Associazione ‘Stazzo pazzo’, Associazione ‘Dance Forever di Lorella Porzio Bodolo’, Associazione di ‘Licenza Poetica’, Associazione ‘Bonum diffusium sui’, ed altre.

In una nota i consumatori hanno sostenuto: “Il Tar dopo aver ricevuto la documentazione richiesta, bacchettò duramente l’amministrazione regionale, chiedendo alla Corte Costituzionale un giudizio in merito alla legittimità della legge regionale n.28 del 2006, che stanziava i fondi sopracitati. Ora una nuova batosta arriva dalla Corte Costituzionale che, pronunciandosi su richiesta del Tar e accogliendo le tesi del Codacons, ha emesso una sentenza in cui si afferma testualmente: ‘la norma-provvedimento impugnata deve ritenersi in contrasto con l’art. 3 Cost., non avendo rispettato il principio di eguaglianza nel suo significato di parità di trattamento. Difatti, né dal testo della norma – che contiene, con il rinvio alla tabella, un mero elenco dettagliato di destinatari, di progetti finanziati e di importi ripartiti – né dai lavori preparatori della legge emerge la ratio giustificatrice del caso concreto, non risultando che il Consiglio regionale abbia osservato criteri, obiettivi e trasparenti, nella scelta dei beneficiari dei contributi o nella programmazione e pianificazione degli interventi di sostegno. In tal modo la norma denunciata si risolve in un percorso privilegiato per la distribuzione di contributi in danaro, con prevalenza degli interessi di taluni soggetti collettivi rispetto a quelli, parimenti meritevoli di tutela, di altri enti esclusi, e a scapito, quindi, dell’interesse generale”.

Il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, ha dichiarato: “In conseguenza di questa decisione i 25 milioni di euro erogati dalla Regione Lazio dovranno essere restituiti e nuovamente distribuiti, stavolta rispettando però la trasparenza imposta dalla legge. La Corte dei Conti sarà inoltre chiamata a condannare i singoli componenti del Consiglio Regionale che deliberarono tale elargizione a pioggia di fondi pubblici e a risarcire non solo l’Erario, ma anche il Codacons”.

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