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La scuola? Al collasso

Autore: . Data: venerdì, 22 maggio 2009Commenti (0)

Denuncia della Flc-Cgil: “Colpa dei tagli decisi dal governo”. A rischio persino la copertura delle spese ordinarie.
1236_scuola“Le scuole italiane rischiano il collasso finanziario per effetto dei tagli decisi dal Governo”. E’ preoccupato Mimmo Pantaleo, segretario generale della Flc-Cgil, in seguito alla notizia dell’ulteriore ridimensionamento di un settore da almeno un anno nell’occhio del ciclone.

”Da molto tempo – ha denunciato Pantaleo – la Flc-Cgil denuncia, anche attraverso iniziative clamorose come quella dell’incatenamento dei dirigenti scolastici davanti al ministero, le sofferenze finanziarie delle scuole che non possono più pagare i supplenti, le visite fiscali, i corsi di recupero, perfino le spese ordinarie per il funzionamento didattico ed amministrativo”.

Dal canto suo il ministro Gelmini “anziché trovare i soldi – ha accusato il sindacalista – annuncia altri tagli di risorse e di personale, provoca il caos più totale nelle prove di esame, a causa di norme improvvisate e insensate sulla valutazione, e privilegia le scuole private a scapito di quelle pubbliche”.

E a proposito di scuole pubbliche, è polemica da qualche giorno sulla proposta, avanzata da una dirigente scolastica di un plesso elementare nel quartiere romano di Torpignattara, di ribattezzare l’istituto (oggi “Carlo Pisacane”) con il nome del pedagogo giapponese Makiguchi, “che insegnava la pace e il rispetto reciproco”.

La proposta ha tratto origine dalla presenza di un’altissima percentuale di bambini stranieri nella scuola (vicina al 90%) e vorrebbe simboleggiare la valorizzazione delle istanze di multiculturalità.

Il ministro Gelmini ha bocciato immediatamente l’idea (“L’integrazione non si fa così”), lasciando chiaramente intendere che la dirigente avrebbe scelto di sacrificare la storia italiana solo per strizzare l’occhio ad una fragile idea di multiculturalismo.

“L’integrazione – ha aggiunto Gelmini – non si fa dimenticando una figura importante per la storia italiana”. Benché l’ultima parola spetti all’Ufficio scolastico regionale (l’ex provveditorato), il ministro si è calato nell’atmosfera pre-elettorale e ha mostrato i muscoli: “Sto cercando di capire se sia possibile un intervento diretto del governo. Stiamo valutando”.

“La Gelmini si preoccupa del cambio del nome della ‘Pisacane’ – ha commentato al proposito Pantaleo – confermando così la propria avversità al profilo interculturale di una scuola che guardi al futuro, e non del fatto che il sistema d’istruzione nel nostro Paese si avvia verso un preoccupante arretramento qualitativo causato dalle proprie devastanti politiche”.

”Tutto ciò – ha concluso – viene attuato senza un minimo di confronto con le organizzazioni sindacali, senza tenere conto delle istanze delle Regioni e delle autonomie locali e ignorando completamente il Parlamento”.

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