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La crisi energetica combattuta coi batteri

Autore: . Data: giovedì, 7 maggio 2009Commenti (0)

I microrganismi non sono solo portatori di infezioni, ma possono diventare produttori di energia elettrica.

microbialDell’ipotesi si occuperà venerdì 8 maggio il simposio “Bio-elettricità microbica”, ospitato dal Polo Scientifico e Tecnologico dell’Università di Firenze. L’incontro, organizzato dall’Università di Firenze e dal Centro per lo Studio delle Relazioni tra Pianta e Suolo di Roma (CRA-RPS) sarà dedicato alle ricerche sulle sorprendenti capacità di alcuni batteri di produrre energia elettrica.

I due enti promotori sono i primi in Italia a sviluppare un progetto di ricerca su questo argomento. Presenterà il progetto il professor Renato Fani del Dipartimento di Biologia Evoluzionistica e docente di Ingegneria Genetica che da anni si occupa di genetica e biotecnologie microbiche con lo scopo di utilizzare i microrganismi presenti negli ambienti naturali a fini benefici.

Associare i batteri esclusivamente alle malattie è un errore, perchè nella realtà hanno anche molte funzioni positive. Basti pensare ai miliardi di batteri presenti nel nostro corpo e che sono essenziali per il corretto funzionamento dell’attività intestinale o a quelli che riescono a smaltire petrolio e risanare ambienti contaminati da sostanze inquinanti.

Recentemente sono stati scoperti in natura alcuni microrganismi (batteri elettrogenici), che vivono prevalentemente in ambienti anaerobici come il suolo e i sedimenti marini, in grado di produrre energia elettrica attraverso il trasferimento extracellulare di elettroni.

Selezionando ed utilizzando batteri già presenti in natura si possono realizzare ‘pile o batterie batteriche’, le ‘Microbial Fuel Cell’, che sono già in avanzata fase di sperimentazione.

Anche se il motivo per cui i batteri producono energia elettrica è ancora ignoto, è estremamente affascinante e stimolante la possibilità di produrre energia elettrica pulita da fonti naturali, addirittura smaltendo rifiuti quali ad esempio le biomasse di scarto provenienti dalle filiere agroalimentari.

Al simposio parteciperanno molti ricercatori internazionali che stanno portando avanti progetti analoghi. Tra loro il professor Willy Vaestraete della Ghent University belga.

Il dottor Stefano Mocali, ricercatore del CRA-RPS, illustrerà i risultati di queste prime ricerche che sono state finanziate dall’Ente Cassa di Risparmio di Firenze.

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