Italia, che ‘razza’ di Paese?
Le ultime settimane sono state testimoni di un imbarbarimento del Palazzo: leggi speciali, veline, razzismo, crisi economica, licenziamenti e disoccupazione. Ma quel che è peggio è osservare la passività dei cittadini.
Berlusconi ha detto: “Si deve fare chiarezza sulle due visioni. La sinistra con i suoi precedenti governi aveva aperto le porte ai clandestini provenienti da tutti i Paesi. Quindi l’idea della sinistra era ed è quella di un’Italia multietnica. La nostra idea non è così”. Le differenze razziali sono state annunciate pubblicamente dal presidente del Consiglio e nessuno, neppure per scherzo, ha chiesto che per questa dicharazione si dimettesse subito. Certo, non l’avrebbe mai fatto, ma i “J’Accuse…!” esistono per affermare le idee, almeno un tempo era così.
Si negano convenzioni internazionali e leggi nazionali ed in tre giorni si deportano 467 persone in Libia. C’è un supercattolico presidente del Consiglio difensore della vita e dei valori cristiani, divorziato in attesa di un secondo divorzio, che è capace di rivolgersi ad una donna in publico e dire “posso palpare un po’ la signora”.
C’è un leader dell’opposizione, Piero Fassino, che arriva a dire: “Il respingimento alle frontiere è un’azione legittima di contrasto dell’immigrazione clandestina previsto da tutti i documenti dell’Unione Europea e dagli accordi internazionali, praticato anche durante il governo di centro sinistra” e così scopriamo che facevano la stessa cosa.
Un leghista a Milano propone carrozze speciali sulla metropolitana per dividere donne e stranieri, un sindaco del centro-sinistra a Bergamo stabilisce l’elemosina a tassametro. La televisione a reti unificate inonda le case di giochi a prenio e gossip, un direttore di rete Rai censura un programma e dice ad una intervistata: “cretina ma chi ti paga a te”, un giornalista ospita il premier nel suo talk show dal titolo “Oggi parlo io” (e gli altri gioni che fa?) e tre direttori di giornale lo ascoltano dire cose inesatte e non dicono nulla. Si inventa un’emergenza sanitaria chiamandola ‘influenza suina’ ed invece è una malattia “blanda” che nulla a che fare coi maiali. Un milione di nuovi disoccupati incombono e sono dimenticati da tutti, mentre quando un’azienda, un ufficio, una fabbrica vanno male, invece di trovare una soluzione si grida: “Cacciateli tutti via”.
Una parte del Paese ardentemente cattolica, guidata da un governo fervente e credente, difende la vita di Eluana Englaro, clinicamente morta da anni ed anni, e poi nega la pietà, i diritti civili, la soliarietà ai deboli, ma la domenica va lo stesso a messa a chiedere grazie al Signore ed il parroco li assolve.
Un’altra parte si mostra indignata e contraria, ma poi si ritrova il segretario del maggior partito di opposizione, Dario Franceschini, che dice: “Se la delusione nei confronti del Pd si tradurrà in astensionismo o in voto di protesta, perché il voto a Di Pietro è protesta, è chiaro che non è un progetto politico”, e attacca un alleato invece di costuire con lui uno schieramento unitario.
Una donna che si chiama Miriam Bartolini, ma che tutti chiamano Veronica Lario come quando faceva trent’anni fa l’attrice, dichiara sul marito: “Ho cercato di stargli vicino come si fa con chi è malato. Ma non posso restare al fianco, da moglie, di chi frequenta le minorenni”, dicendo del premier cose durissime e lui reagisce parlando di un complotto ordito dai giornali si sinistra (dove sono?) contro di lui e la fiducia dei cittadini per il Personaggio gira intorno al 75 per cento. Se lo avesse detto la moglie del primo ministro inglese…che sarebbe successo a Londra?
Eugenio Scalfari, ha scritto ieri una cosa saggia: “Berlusconi è una persona ricattabile perché nega alcune circostanze che sembrano evidenti e che sono a conoscenza diretta di altre persone. Queste persone sono state e saranno colmate di benefici, ma dei loro servizi egli non può disfarsi quand’anche lo volesse poiché sono al corrente di segreti piccoli o grandi che potrebbero offuscare o addirittura interrompere i suoi successi e il suo potere”.
Tuttavia è lecito pensare che in questo scorcio di basso impero e di degrado non sia il solo a dover fare i conti con quelli “a conoscenza”. Se così fosse non saremmo in una repubblica, ma in una bisca.
Ed i cittadini che fanno? Oltre a condividere in gran parte i contenuti di questo degrado sono solidali, razzisti, impietosi, superficiali e maschilisti (anche le donne, chè è un controsenso solo italiano).
Quando si scrive un articolo su questi argomenti abbiamo notato che i lettori si stancano. Preferiscono ‘cose fresche’, anche i più accorti, i più sensibili, gli onesti. C’è un conduttore radiofonico, nell’emittente della Confindustria Radio 24, che si inorgoglisce togliendo sovente la parola chi si ‘indigna’, ritenendo quel sentimento sciocco.
Quel conduttore è il prototipo dell’italiano medio. Pensando a che ‘razza’ di Paese sia diventato questo Paese vien voglia di urlare agli idioti e così sia.
Roberto Barbera


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